Quando l’obiettivo di correre forte incontra i 30 anni

Articoli correlati

Alberto Venturelli, correre all’indietro per andare avanti

Il terzo racconto per il progetto Brooks #TellUsYourHappyStory è quello di Alberto Venturelli, il "retrorunner". Ma non va letto all'indietro, mi raccomando

Francesco Sanna: la corsa che rivoluziona e diventa vita

La corsa può essere una svolta che rivoluziona la tua vita e quella di chi ti circonda. Come nella storia di Francesco, uno dei racconti selezionati per il progetto Brooks #TellUsYourHappyStory

Sandra Callegarin: forza all’ennesima potenza

Iniziamo a pubblicare i tre racconti selezionati per il progetto Brooks #TellUsYourHappyStory. Per farlo, oggi, ci vestiamo tutti di rosa e rendiamo il mondo sicuramente più bello perché oggi si parla di Sandra Callegarin e del suo progetto RunYourLifeAgain

I motivi per assumere un runner

Un bel contributo di Giulia Panna che, oltre a essere una runner, si occupa di risorse umane. È una bella riflessione - scritta in linguaggio "tecnico" - sulle caratteristiche che hanno molti runner e che sono utili nel lavoro e nella vita.
RunLovers
Ognuno corre come vuole, semplicemente, naturalmente. Semplicemente, naturalmente, Runlovers parla di cosa si parla quando si parla di corsa.

Tempo di lettura: 3 minutiElisa “Lily” Laffi corre veloce. Corre veloce seriamente, perché è una velocista. Lei ha fatto dello sport il suo lavoro e affianca all’attività di trainer la passione per la velocità, le scarpe chiodate e il tartan. La conosciamo ormai da tempo immemore e siamo estremamente felici di condividere con te i suoi pensieri. Ti piaceranno, ne siamo sicuri!


 

Una cosa che dico spesso è che, nella velocità come nella cinofilia, gli anni sembrano moltiplicati per 7.
Forse, se mi conosci, già sai che io sono una runlovers atipica. Se mi chiedi di correre su strada o inizi a parlare di chilometri potresti vedermi cambiare espressione e fingere un malore, ma dammi un anello di sportflex o tartan con “una circonferenza di 400 metri in prima corsia” e, ovunque nel mondo, mi sentirò a casa.

Nonostante le discipline siano profondamente diverse, le emozioni che proviamo sono sicuramente le stesse, indipendentemente dal tempo scritto sul cronometro: che siano ore nel caso di una maratona o secondi nel caso dei miei amati 100 metri.

L’emozione nel vedere quel cronometro fermarsi con numeri più bassi è sempre la stessa.
La sensazione di aver superato il proprio limite, che sia l’all time personal best o che sia tornare sui tempi di un pre infortunio, vedere ripagate le fatiche di tutti gli allenamenti fatti nel freddo dell’inverno appena concluso o sotto al caldo torrido che si è scatenato nelle ultime settimane. Ma anche – perché no?! – gli allenamenti fatti nonostante la stanchezza, in cui allenarsi è quasi una violenza perché devi raschiare il fondo della motivazione per riuscire a trovare un briciolo di energia.

Credimi quando dico che 30 anni sono tantissimi nel mio “mondo”. Proprio ieri, durante il riscaldamento dell’ultima gara, una ragazza evidentemente alle prime armi mi ha chiesto se potevo spiegarle come funzionava la call room, una ragazza di 16 anni. SEDICI ANNI!

Quattordici lunghissime rivoluzioni della Terra attorno al sole di differenza. Anno di nascita 2003 contro 1989. Sono due decenni, la caduta della statua di Saddam Hussein contro la caduta del muro di Berlino, una patente e un rinnovo di patente di differenza.

Come cambia la vita in quattordici anni. E com’era bello allenarsi a 16 anni, quando l’impegno più grosso era la scuola e potevi andare al campo di atletica senza dover controllare sempre l’orologio.
Ora invece il tempo per l’allenamento è sempre rosicchiato tra un turno e l’altro, tra una lezione di CrossFit e una di Fitness. Negli anni l’allenamento è diventato molto più specifico e, come atleta, ho imparato a conoscermi, a standardizzare il mio riscaldamento in modo da renderlo più breve ma più efficace in modo da non dover scappare via dopo l’ultima ripetuta in pista, non dover tagliare il recupero fra una serie e l’altra di squat o trazioni.
A sedici anni ero già alta 1.75 e pesavo 6 kg in meno, mangiavo ciò che volevo senza ingrassare, dormivo pochissimo e ignoravo il concetto di “dormire in piedi dalla stanchezza”. Oggi, tornata da un weekend di gare a La Spezia, non avendo potuto dormire nel mio letto, viaggiando senza aria condizionata e con 2 ore in meno di sonno, sembro Tom di Tom e Jerry quando ha bisogno degli stuzzicadenti per tenere aperti gli occhi.

Da due anni, devo farmi seguire da un nutrizionista che mi aiuti a mantenere un’alimentazione adeguata che mi permetta di rimanere in forma e di aiutare i miei muscoli, il mio corpo e la mia mente a rimanere “sul pezzo”, come si dice a Bologna, il mio fisioterapista è in cima alla mia lista dei numeri di telefono preferiti, prima dei miei genitori e del mio fidanzato, per farti capire la situazione.
A 16 anni l’atletica leggera era più un divertimento che un sacrificio, a 30 invece è il contrario, ora è come una relazione sentimentale in cui però, per tenere alto il rispetto reciproco, devo prendermi cura di me stessa. Se mi trascuro, se non mi prendo cura di me stessa e del mio corpo, l’atletica mi dice – con inappellabili e scortesi tempi sul cronometro – che sto sbagliando qualcosa, che oggi sono troppo stanca, che non ho riposato bene, che non sono idratata.

È un’amante esigente e spietata, lei, l’atletica. Non ti da mai il contentino se non lo meriti, si accorge di ogni problema e non mente mai ma, quando le dai attenzioni, quando ti impegni e ti dedichi a lei, quando ti prendi cura del tuo corpo come se fosse il tuo lavoro (e, in fondo, un po’ lo è) sa essere generosa. Sa gratificarti ed emozionarti in modo speciale perché, per poter sentire quella sensazione, hai dovuto faticare, impegnarti ed essere perseverante.
Sei stato tu, le tue gambe, il tuo corpo, la tua mente ad arrivare fino a lì; a portarti a raggiungere il tuo obiettivo, a mettere in pratica ciò che il tuo allenatore ti ha insegnato. Ogni correzione, ogni tentativo, ogni delusione e ogni ripartenza

Altri articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

News più recenti

La corsa fa male alle ginocchia?

Hai male alle ginocchia? Colpa tua che corri! E invece no: non è detto e la corsa potrebbe essere l'ultimo problema

Il nuovo spot Nike per dirci che ci rialzeremo

Nike ha fatto un nuovo spot in cui non parla dei suoi prodotti ma della sua visione del mondo. E dice che i campioni sono quelli che non smettono mai di sperarci. E tu sei così?

Brooks Adrenaline GTS 20, la stabilità è comodissima

La ricerca dell'equlibrio e della leggerezza in un tutto armonico: ecco le Brooks Adrenaline GTS 20

Si farà la maratona di New York?

Il sindaco Bill de Blasio, comprensibilmente, dà risposte evasive

Forse non tutti sanno che, running edition

Una serie di notizie e curiosità gustose e spassosissime tanto quanto inutili, ma non si può mica essere sempre seri, no?

U pani cunzatu (il pane condito siciliano)

U pani cunzatu, il pane condito della tradizione siciliana incredibilmente buono. Una preparazione povera diventata un'istituzione.

Ti scrivo su Telegram

Nasce il canale ufficiale Runlovers su Telegram. Lì ti avviseremo in tempo reale sull’uscita di nuovi post, news, appuntamenti e approfondimenti.

Scelti dalla redazione

Le app per allenarsi bene

App ce ne sono moltissime ma quali scegliere per rendere il nostro allenamento più facile ed efficace? Ecco la selezione delle nostre preferite.

Come scegliere il portacellulare per correre

Il cellulare è ormai un accessorio indispensabile per i runner: da chi lo utilizza per monitorare i propri progressi a chi non rinuncerebbe mai...

Un programma di allenamento per ogni obiettivo

Tutti i programmi di allenamento: dalla 10K alla maratona e 4 tabelle extra per migliorarti.