Quando l’allenamento è troppo?

Come capire quando ti stai allenando troppo e la cosa ti sta sfuggendo di mano?

Tempo di lettura: 3 minuti

Hai un amico che si allena come un pazzo? Non hai l’impressione che esageri un po’? Davvero c’è bisogno di correre tutti i giorni? E c’è poi bisogno che faccia due sessioni di allenamenti al giorno, sei giorni alla settimana? Molto spesso no, a meno che questo tuo amico non si stia preparando per un Iron Man. O a meno che non sia un triatleta professionista. O non sarà mica che questo tuo amico… sei tu?

Leggendo un articolo sull’ossessione americana per lo sport e il sovraccarico di allenamenti mi sono posto proprio queste domande che si riassumono poi in una più semplice: quando e come capire se ci stiamo allenando troppo o troppo poco?

C’è qualcosa che non va

L’articolo iniziava raccontando la storia di una donna – nutrizionista, tra l’altro – che dopo una gravidanza aveva cominciato ad allenarsi forsennatamente per recuperare la forma fisica. Un giorno, alla partenza per una vacanza, il marito la vide prepararsi i pasti (ogni singolo pasto) per i giorni a venire. Fu allora che capì che era giunto il momento di intervenire. C’è un limite al sano bisogno di allenarsi ed è quello che separa l’esigenza mentale e fisica di fare movimento dall’ossessione.

L’ossessione

In fondo non è difficile capire quando stai esagerando. Il problema è che spesso lo capisce benissimo chi ti sta attorno piuttosto che te stesso. Perché a te sembra di allenarti il giusto o almeno quello che ti sei convinto sia il giusto. Uno dei problemi della nostra mente è infatti che può farci percepire in maniera distorta quello che ci accade. Quello che per molti è un allenamento eccessivo, per chi vi si applica è semplice routine. Si può anche arrivare a ignorare o sottovalutare segnali molto evidenti, interpretandoli in maniera errata. Un esempio? Dopo l’ennesimo allenamento sei più stanco del solito. Non dipenderà forse dal fatto che hai davvero esagerato? No, ci mancherebbe: è il fisico che ti gioca un brutto scherzo perché è pigro ma per fortuna il cervello non si fa ingannare e lo spinge a continuare a sforzarsi.

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Il senso di colpa non è mai un buon consigliere

Spesso capita di allenarsi solo perché è il senso di colpa a spingerci a farlo. Abbiamo mangiato troppo, non ci alleniamo da troppo tempo, ci sentiamo fuori forma. Non lo facciamo insomma perché ne sentiamo davvero il bisogno ma piuttosto perché siamo spinti a farlo da qualcosa che non viene da noi ma piuttosto dai condizionamenti esterni. Lo facciamo perché ci sentiamo obbligati a farlo, non perché vogliamo farlo.

Intendiamoci, il senso di colpa in piccole dosi è un ottimo motivatore. È come il motorino di avviamento di un motore: serve a dare lo spunto per avviare il vero motore e farci uscire a correre. Ma non può mai spingere tutta la macchina. Non puoi allenarti solo perché ti senti in colpa a non farlo.

Ecco il nostro primo indicatore del fatto che lo stai facendo male: se ti alleni solo perché altrimenti ti sentiresti in colpa c’è qualcosa che non va.

L’impegno che hai preso è il miglior alleato

Prendere un impegno come quello di preparare una maratona è un ottimo modo per trovare la giusta proporzione dell’impegno: né troppo né troppo poco ma esattamente il giusto, cioè quello che ti serve ad arrivare preparato alla linea di partenza.

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Avere un programma è insomma il modo giusto per non strafare. C’è infatti un tratto comune che lega tutti quelli che esagerano con l’allenamento: non hanno in mente un obiettivo preciso se non quello un po’ vago di perseguire un’idea di forma fisica e di appagamento mentale che nella pratica sono irraggiungibili. Perché lo sono? Perché sono obiettivi vaghi che si spostano in continuazione. C’è chi vuole dimagrire: ma quanto esattamente? Chi vuole avere più massa muscolare: ma quanta e quanto delineata esattamente?

Se invece devi correre una maratona o devi preparare una gara hai un obiettivo preciso e anche una data. Per quel giorno dovrai completare il programma studiato per il tuo fisico e per il risultato che ti prefiggi e non di più. Anzi: tutto ciò che farai in più potrebbe farti più male che bene.

E tu sai capire quando e se stai esagerando nell’allenarti?

(Photo by Kendal James on Unsplash)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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