Qual è il senso del trail?

Tempo di lettura: 4 minuti

Per uno che fa sport quasi esclusivamente su asfalto è una domanda lecita: qual è il senso del trail? Soprattutto in un periodo come questo in cui la corsa off-road è sempre più diffusa e praticata. Con questa domanda sono andato al Dolomiti di Brenta Trail.

Ci sono gare tutte le domeniche e i trail runner sono tutti diversi tra loro. C’è chi arriva, annoiato dalla strada, per correre più a contatto con la natura e c’è chi vive la natura nella sua interezza, quasi a integrarcisi.
Anche le gare sono molto differenti o – nella sostanza – le montagne sono differenti. Non mi riferisco solamente al panorama, quello è ovvio, ma soprattutto al grado di antropomorfizzazione del territorio; all’impatto che ha avuto la presenza dell’uomo in un territorio che è selvaggio e impraticabile. O almeno dovrebbe.

Sono tornato da qualche ora da Molveno dove, sabato 7 settembre, si è corso il Dolomiti di Brenta Trail. Una gara ricca di contrasti in chiaroscuro.
Da un lato trovi una zona turistica facilmente raggiungibile, perfettamente servita e accogliente: la passeggiata lungolago, il camping, i ristoranti, gli hotel. Dall’altro una montagna selvatica, poco invasa dalla presenza dell’uomo, le Dolomiti di Brenta.

Sei dalla parte opposta di Madonna di Campiglio ma, se vuoi salire, non trovi impianti che ti portano a 2.000 metri senza faticare: devi allacciare le scarpe, prendere i bastoncini e metterti in marcia. È un po’ la differenza tra la e-bike e quella tradizionale: la prima porta in cima tutti, è democratica; la seconda è selettiva e meritocratica. Non c’è giusto o sbagliato; solamente due approcci diversi, entrambi validi. Insomma, credo sia chiaro il concetto, no?!

La gara

Parto dall’assolata Pianura Padana e, in poco più di due ore e mezza, mi trovo agli 864 m s.l.m. di Molveno, accompagnato da pioggia e termometri che segnano 8°C, il 6 settembre! È un caso, ovviamente. Sappiamo bene che, in montagna, settembre può essere caldissimo o freddissimo; o entrambe le cose a distanza di un paio di giorni. Fatto sta che in quota ha già nevicato e gli organizzatori – responsabilmente – decidono di cancellare la gara più lunga da 64 Km e raggruppare tutti i partecipanti nella “breve”: 45 Km con 2.850m D+.

Purtroppo non sarebbe stato sicuro permettere agli atleti di avventurarsi in tratti resi troppo pericolosi dalla neve ma – stupefacentemente (per me) – non sento lamentele. Immagina se succedesse una cosa del genere in una gara su strada: probabilmente ci sarebbe un’insurrezione popolare.
Ma non oggi, non qui, non alla Dolomiti di Brenta Trail. Perché i 700 iscritti (da 22 nazioni diverse) sanno bene che i protagonisti della gara non sono loro; loro sono solamente gli ospiti di una protagonista ben più importante: la montagna delle Dolomiti di Brenta. E il vestito della nostra protagonista è il meteo.

Le condizioni non sono facili: fa freddo, una leggera pioggia cade a intermittenza e alle 6 del mattino inizia a salire la tensione della gara. L’organizzazione è encomiabile: totalmente al servizio degli atleti.
Perché il servizio è fatto e pensato da chi È atleta. Quindi, alla fine, in realtà, si trasforma in una riunione di amici, anche se sono facce mai viste prima. Facce sorridenti, serene, che sanno bene cosa significa “andar per montagne” ed esserne ospiti discreti. Ospiti che si adattano e rispettano le condizioni imposte dalla padrona di casa, senza discuterle in alcun modo.

Nelle parole di Georg Piazza, il vincitore, c’è il riassunto di chi ha vissuto questo trail metro dopo metro: “una gara super tecnica – organizzata davvero molto bene, segnalata benissimo – e, con queste condizioni, era molto difficile. È un percorso molto bello, ti mette alla prova, ha la materia prima per trail running: le Dolomiti di Brenta”.

E per la 64 Km? Ci si rivede l’anno prossimo.

Ovvio, no?!

 

La cover e tutte le foto che seguono sono della bravissima Alice Russolo

© Alice Russolo
© Alice Russolo
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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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