Notte? Esco a correre

Tempo di lettura: 3 minuti

Qualsiasi ultrarunner ha corso col buio.
Correre di notte è un’esperienza molto affascinante, a tratti mistica. Ci sono però notti e notti e bisogna valutare un po’ di aspetti prima di correre con l’oscurità, sia essa in una gara che aspettiamo o in allenamento.

Da soli o in compagnia

Il fruscio del vento sugli alberi, gli animali che si muovono nel bosco, un capriolo o un cinghiale che corre nel bosco, mentre sei di notte da solo sul sentiero, può farti molta paura. È una paura irrazionale e piuttosto ingiustificata, visto che in Italia sono decisamente più frequenti gli incidenti dovuti alle armi dei cacciatori che non ai pericoli dovuti agli animali selvatici, praticamente tutti erbivori. Capiamoci, non è che succeda di frequente che un capriolo abbia ucciso e mangiato un uomo e in Italia non ci sono puma o serpenti a sonagli. Quindi, un po’ di irrequietezza è normale, soprattutto le prime volte, ma si può superare: non esistono reali pericoli.

Il consiglio però rimane di provare a correre le prime volte di notte con qualcuno. Chiacchierare, oltre a tenerti sveglio, aiuta anche a superare il primo timore.

Entrare nella notte o uscire dalla notte

Raramente ci si allena correndo per tutta la notte. Di solito, si tendono a fare delle long run comprese tra le 3 o le 4 ore in cui si corre al buio. Una grossa differenza sta nel fatto che durante una ultra il buio può arrivare dopo tutto un giorno oppure viene affrontato subito. Nella prima ipotesi la notte viene affrontata dopo molte ore di corsa sulle gambe, il che può farci vivere l’oscurità in modo traumatico. Le temperature si abbassano e si rimane solo con il bagliore della frontale. Per questo motivo bisogna trovare una frontale adeguata (affronteremo questo tema in un articolo a parte) e lasciarsi andare alla corsa, senza calare il ritmo e senza perdere la concentrazione. Una cosa che consiglio, nei limiti del fattibile, è provare una volta a partire col buio e arrivare dopo l’alba.

Sullo stesso argomento:
Buckled, il podcast dei cacciatori di fibbie

Percorso nuovo o giro dell’isolato

Correre sui sentieri di casa è sempre molto rassicurante, soprattutto per chi è alle prime armi. Sapere dove ci si trova e quanto si è lontani da casa ci permette di regolarci bene, oltre a farci vedere i posti sotto una luce diversa.
Tieni presente però che in gara solitamente si affrontano sentieri nuovi e mai percorsi prima, motivo per cui vale la pena provare ad avventurarsi in posti sconosciuti in cui non si è mai corso prima, per abituarsi alla sensazione del doversi adattare ai nuovi stimoli.

Musica o silenzio

Questo è il grande dilemma di sempre, correre con la musica o no?
Di certo la musica serve a rimanere concentrati sul sentiero, a far passare il tempo, soprattutto quando si è da soli. La notte però ha il suo fascino, anche senza musica. Quando la vista risulta minore gli altri sensi sono amplificati e correre senza musica è molto divertentissimo. ;)

 

 

(Credits immagine principale: mavoimages on DepositPhotos.com)

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Paco arriva dalla Repubblica Indipendente di Colferraio dove è libero di esprimere tutta la sua attitudine per l'ultrarunning. E lui, di ultra, ne sa parecchio visto che la sua passione sono le 100 miglia. E le sa raccontare, eccome se le sa raccontare!

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