Non seguire la tua passione

Avere passioni è fondamentale ma saperle gestire lo è ancora di più. Perché non si trasformino in fallimento, ovvio ;)

Credo che la frase “segui la tua passione” o “coltiva le tue passioni” sia una delle più usate e abusate negli ultimi decenni. Del resto ha una componente di speranza a cui è difficile essere immuni: ti dà infatti l’illusione che, per quanto sia irrisolta e poco soddisfacente la tua vita, impegnarti in qualcosa ti darà la felicità e ti permetterà di realizzarti.

Che seguire le proprie passioni sia un atteggiamento positivo è innegabile. Il problema non è infatti alimentarle e tradurle in realtà ma piuttosto *come* lo si fa. Avere una passione non è sbagliato; è spesso sbagliato invece come perseguiamo la nostra intima passione.

Il paradosso delle passioni

Avere una passione non basta a farla diventare realtà. Per riuscirci ci vuole moltissimo lavoro, esattamente come per migliorare nella corsa o in qualsiasi attività ci si applichi c’è bisogno di costanza e perseveranza. Un libro dell’health coach Brad Stulberg intitolato “The Passion Paradox” fa luce proprio sugli aspetti più trascurati del cammino che ci porta a fare di una passione un’occupazione o uno stile di vita capaci di realizzarci. Perché realizzare una passione può portare la felicità, ma fallire nel perseguirla porta all’esatto opposto. 

Come riconoscere quindi se siamo sulla strada giusta o se stiamo sbagliando a coltivare le nostre passioni? Stulberg si sofferma su cinque falsi miti al riguardo.

1. Trova la tua passione

Tutti noi sentiamo di essere portati in particolare per qualcosa. A volte ce ne convinciamo al punto da far diventare una particolare passione tutta la nostra vita. Stulberg propone di avere un atteggiamento più rilassato al riguardo, non pensando che la passione sia la perfezione ma piuttosto “qualcosa che ci interessa fare”. Per essere più realisti e pratici consiglia di osservare tre aspetti: 

  1. Deve essere qualcosa che facciamo autonomamente
  2. Abilità: dobbiamo saperla fare bene
  3. Deve dare un senso di appartenenza e comunità
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Per favore, non smettere

2. Lascia il tuo lavoro

Nel caso ovviamente non sia quello che coincide con la tua passione. L’idea è ovviamente sbagliata. Per dimostrarlo Stulberg riporta statistiche che dimostrano che sono più le persone che hanno fallito essendosi dedicate totalmente alla propria passione e prendendo dei rischi perché non hanno saputo reggere al carico delle scelte e delle responsabilità.

3. O la va o la spacca

Sono più i casi in cui la spacca e basta. Quando scommetti tutto su un numero della roulette la possibilità che non esca quello (che è, statisticamente, molto elevata) ti espone al concreto rischio di fallimento. Meglio perseguire la propria passione facendo piccoli passi e incrementando l’impegno poco per volta. Ti farai meno male. Non corri una maratona dall’oggi al domani ma aggiungi un mattone di preparazione dopo l’altro nei mesi che la precedono.

4. Segui la tua passione

Sbagliato. Deve essere la passione a seguirti. Se la compiaci come un zelante servitore ne finirai bruciato. Tu devi imporle i tuoi tempi e le tue energie e non il contrario. Se ne diventi dipendente e le cose non girano bene subito ad aspettarti ci sono ansia e depressione.

5. Sii equilibrato

Passione ed equilibrio sono antitetici. La passione brucia e ti consuma e richiede molte energie e dedizione. Non si può trattarla come fosse qualcosa che si fa quando se ne ha voglia o tempo, altrimenti si tratta di un passatempo che va benissimo, ma non è una passione.

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Avere passioni va benissimo!

Le passioni sono una potentissima fonte di motivazione: ci spingono a migliorarci e ci danno speranza. Ci fanno vedere un futuro possibile e ce lo fanno immaginare spesso con una chiarezza tale da renderlo quasi reale. Per perseguirle in maniera intelligente però non dobbiamo finire per esserne schiavi e pensare che il non riuscire a realizzarle sia un verdetto che pesa sulla nostra vita: o non erano le passioni giuste per noi o le abbiamo affrontate nel modo sbagliato.

Come in tanti casi della vita non conta quello che ti capita ma come lo affronti, anche in questo non conta solo la passione che hai ma come la sai gestire.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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