Nike riscopre (finalmente) il trail running

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Stefano Joker Lionettihttp://www.yeswekern.it
Graphic designer, type lover, half-massaia e half-gattara. Se hai una domanda qualsiasi sugli anni 80-90 chiedi a lui. Si nutre principalmente di pizza, in tutte le sue forme: sì, anche quella con l'ananas. Ha un casino di roba da fare e una barba rossa.

Tempo di lettura: 4 minutiC’è questo termine siculo che amo svisceratamente poiché mi si addice parecchio: tampasiàre. È uno di quei termini pressoché intraducibili, se proprio lo vogliamo tradurre la cosa più vicina è “perdere tempo facendo cose futili”.

Un paio di mesi fa – mentre tampasiàvo alacremente – mi imbatto in questa scarpa in un post sponsorizzato su Instagram (non so a te, a me i post sponsorizzati su Instagram mi centrano in pieno con tale velocità e precisione che nemmeno un cecchino). La prima cosa che penso è omiodioèbellissima e lo penso proprio così, tutto attaccato. Poi ovviamente comincio a guardare le caratteristiche tecniche e a chiedermi se è una tipologia di scarpa adatta a me. Infine decido di acquistarla in ogni caso perché comunque omiodioèbellissima e alla peggio la uso per andare a fare l’aperitivo che faccio comunque un figurone. Di che scarpa parlo? Della nuova Nike Air Zoom Terra Kiger 5.

Nike Air Zoom Terra Kiger 5

Quindi la Nike fa scarpe da trail? In tutta onestà è stato questo il mio primo pensiero. Chiedi a qualunque trail runner di nominare cinque brand a scelta di scarpe/abbigliamento da trail e Nike non sarà quasi mai tra questi. La verità è che il baffo si dedica a questo ramo della corsa già da qualche anno ma ha sempre prodotto solo due modelli e – soprattutto – non si è mai speso in campagne di comunicazione al riguardo. Invece nel 2019 pare che il trail running is the new black quindi non solo è stata rinnovata la collezione ma hanno pure aggiunto un pezzo da novanta: la Nike Air Zoom Pegasus 36 Trail, perfetto cavallo di Troia per quelli che già usano la sua sorella da strada (e non sono pochi).

Ora di Nike si possono dire tante cose: può piacere o meno, la si può considerare di qualità o meno, ma di certo non si può dire che quando si tratta di comunicazione non faccia le cose a modino. Quindi per rientrare a gamba tesa nel mondo del trail running e presentare i nuovi modelli ha pensato bene di organizzare un weekend a Barcellona invitando gente da tutto il mondo: atleti, giornalisti di settore, blogger, rivenditori. Tutti insieme, senza distinzioni. Presentazione meticolosa e d’impatto, buffet e corsa a staffetta per le vie della città. Un solo piccolo grande difetto: si sono scordati di invitarmi :)

Quindi abbiamo tre modelli: uno me lo sono comprato (indovina quale?), uno me lo hanno regalato e il terzo ho avuto comunque modo di testarlo. Ecco dunque un piccolo vademecum all’eventuale acquisto.

Nike Air Zoom Pegasus 36 Trail

Se già corri o hai corso con la Pegasus da strada ti sentirai a casa: la suola ha più grip e la tomaia è protetta dove serve – chiaro – ma la scarpa è quella lì, con una traspirazione nella zona dell’avampiede che pochi modelli possono vantare. Devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro per lasciare le implementazioni da trail sotto il cofano e mantenere la stessa leggerezza e comfort della Pegasus che già conosciamo, con un drop da 10mm che favorisce la spinta. E questa è oggi la sua caratteristica e il suo pregio più grande: una scarpa da trail con velleità da strada (e viceversa), perfetta quindi per chi si avvicina ai primi off-road ma nulla di male se decidi di farci un po’ di chilometri su asfalto. Sono appena rientrato da tre settimane di viaggio in Norvegia e questa era la mia scarpa all-purpose: strada, trail e fish&chips. Ma attenzione: il fatto che sia una scarpa perfetta per il neofita non significa che non piaccia ai pro, Pablo Villa ci ha appena corso 145km e vinto la TDS dell’UTMB, non esattamente robetta (anche se a onor del vero ha fatto almeno un cambio di scarpa perché tra partenza e arrivo indossava due colorazioni differenti n.d.r.).
Voto: 9

Nike Air Zoom Terra Kiger

Che omiodioèbellissima mi pare che lo abbiamo già detto. Ma poi? È il modello da gara: leggero, molto veloce, fasciante e traspirante che ti sembra di indossare un calzino. Ma con una suola così aggressiva che quasi ti chiedi se sia una scarpa da vertical. Di sicuro nasce per distanze relativamente brevi (nel trail se dici “breve” dici comunque 20km) e certamente si comporta molto meglio in salita che in discesa, io però qualche settimana fa le ho battezzate in gara su 31km 1800D+ e si sono comportate divinamente. Probabilmente avrei delle remore a usarle su discese estremamente tecniche e pietrose, anche se svariati atleti Nike le usano felicemente su percorsi ben più difficoltosi e lunghi come la Lavaredo Ultra Trail.
Voto: 8

Nike Air Zoom Terra Kiger 5

Nike Air Zoom Wildhorse 5

È il modello da lunga distanza di casa Nike. Appena le indossi ti accorgi subito che il piede è più protetto e – ovviamente – più pesante. La sensazione è anche bella e in confronto ad altre scarpe della medesima categoria le considero pure abbastanza leggere: certo se un minuto prima indossavi le Terra Kiger o le Pegasus ti sembra di essere passato a uno scarpone da trekking.
Insomma più protezione, più ammortizzazione, un drop doppio rispetto alla Terra Kiger (8mm) e una toebox – avrà un nome anche in italiano? – più fasciante, nel bene e nel male. In tutta onestà, il modello meno interessante dei tre: non perché non sia valido, tutt’altro, ma è sicuramente il modello che ha molti più competitor tra gli altri marchi.
Voto: 7

Postilla

Nelle settimane passate da quando ho iniziato a scrivere questo post Nike ha buttato fuori moltissime nuove colorazioni e limited edition, rilasciate sapientemente con il contagocce. Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta: se me ne volessi regalare un altro paio ti ricordo che io porto il 42 e ½.

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2 COMMENTS

  1. Provate tutte (tranne la Pegasus), anche le versioni precedenti (a me piaceva moltissimo lo zoom sotto l’avampiede della kiger 3). Tutte scarpe con una calzata meravigliosa. Unico neo: la gomma della suola risulta scivolosa su rocce bagnate; si, lo so, le rocce bagnate sono scivolose per tutti, ma ho fatto discese con suole vibram con una sicurezza incredibile. Non è che il baffo potrebbe fare l’occhiolino alla suola in questione?

    • Non posso che concordare: ad oggi la sicurezza di grip che mi ha dato la mescola Vibram Megagrip non l’ho riscontrata in nessun’altra suola. In termini di aderenza mi hanno parlato molto bene della nuova mescola Continental per Adidas Terrex, ma non ho ancora avuto il piacere di provarle.

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