New Balance Summit K.O.M.: il divertimento che non ti aspetti

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Quando esci per testare delle scarpe da trail scegli il percorso più vario e le superfici più diverse. Devi verificare le caratteristiche delle scarpe che stai provando: la risposta del battistrada, la flessibilità dell’intersuola, la resistenza ed efficacia delle protezioni.
Il percorso bene o male lo devi conoscere: in fondo cerchi una specie di laboratorio a cielo aperto con determinate caratteristiche, come il collaudatore che prova un’auto in circuito.

Per provare le New Balance Summit King of Mountain (per semplicità “K.O.M.”) mi ero messo esattamente in queste condizioni. Fondo roccioso, fondo sconnesso, fondo erboso su varie pendenze. Il bello del trail è che non sai mai cosa ti aspetta, perché se la maratona è una metafora della vita, il trail è il romanzo della vita.

Vi vedo un po’ rigide

Le K.O.M. sono scarpe possenti. Per molti versi sono l’esatto opposto delle Summit Unknown. Mentre quelle sono leggere e minimali, queste sono rigide, carrozzate, piene di protezioni. Non direi pesanti (pesano 310 grammi, non di certo un’enormità e non le senti più una volta indossate). Direi piuttosto “presenti”. Ai piedi le senti ed è un bel sentire perché se prevedi che il percorso possa essere imprevedibile puoi stare tranquillo.
Correndoci invece sono molto più confidenziali e flessibili. Una scarpa “confidenziale” è quella che ti strizza l’occhio e ti dice “Ci sono”. Le KOM ci sono, e lo avrei scoperto dopo pochi km.

Prepararsi al decollo

Quello che non mi aspettavo di trovare era di non trovare più il percorso e perdermi completamente nel bosco. Non si è trattato di distrazione: il percorso non c’era letteralmente più. Non avevo mai fatto quel tratto verso un paese diverso da quello da dove ero partito eppure all’inizio prometteva bene: una discesa veloce su una strada battuta e con una superficie buona per provare la tenuta delle KOM. Quando però la strada bianca si è infilata nel fitto bosco, forse perché non battute da tempo da nessun escursionista, le tracce si sono confuse con la vegetazione. Sapevo solo di dover scendere verso il sole che filtrava dalle fronde, presumibilmente la fine del bosco.
Ma non era finita: più a valle il sentiero pareva riemerso. L’ho imboccato ma dopo pochi metri era scomparso di nuovo, questa volta inghiottito da una distesa di abeti caduti durante l’ultima tempesta di novembre. Non restava che scoprire come le KOM (e anche io) se la cavavano a saltare da un tronco all’altro, possibilmente non perdendo la presa ed evitando di infilarmi in qualche fessura di cui non vedevo il fondo.

La modalità in cui non avrei mai pensato di provare le KOM era insomma la più imprevedibile: su tronchi rovesciati e instabili. Esame superato brillantemente. Le KOM si sono rivelate molto più flessibili del previsto pur avendo un grado di protezione molto elevato.

Tornare bambini

Correrci in quel modo – anche se in realtà avanzavo con lentezza per evitare di rompermi qualche osso – mi ha fatto però ricordare come era giocare da bambini sugli alberi. Quelli erano in orizzontale, ok, ma sporcarsi e graffiarsi e avere quel particolare sapore di avventura in bocca era una sensazione che non provavo da tempo. Il trail del resto è un po’ così: conosci la strada ma mai troppo bene perché la montagna pare una creatura immobile e invece cambia con le stagioni e il tempo. Sai quando parti ma non sai benissimo quando arrivi. Se trovi una deviazione la imbocchi. Se trovi un ostacolo valuti come affrontarlo. Esattamente come da bambini tutto era nuovo ed era un’avventura.
Con le KOM sono ritornato bambino ed è stata un’esperienza paurosa, esaltante, divertente e liberatoria. Grazie KOM ;)

Le New Balance Summit K.O.M. sono disponibili in negozio o nello store New Balance a 125 euro.

IN BREVE
Comodità
8,5
Estetica
8,5
Tomaia
8
Suola/intersuola
9
Peso percepito
9
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
8
CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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