Lo specchio magico che ti fa allenare

Mirror è uno specchio magico: ti riflette e ti fa anche allenare. Grazie a un allenatore reale che ti segue in remoto

Tempo di lettura: 2 minuti

Mirror è quel che dice il suo nome: uno specchio. Quando è spento, almeno. Perché Mirror non è come tutti gli specchi: riflette la tua immagine (anche se non ti dice che sei il più bello/la più bella del reame) ma quando lo accendi si trasforma in uno schermo che, attraverso un allenatore virtuale, ti permette di fare sessioni di workout domestiche.

È prodotto dall’omonimo brand e si tratta di uno schermo da 40 pollici montato in verticale e dotato di microfono e videocamera da 5 megapixel. A cosa serve la videocamera? Non basta eseguire quello che mostra lo schermo, cioè le istruzioni del trainer? No, o meglio non solo. L’istruttore che si vede nello schermo è infatti reale e live e attraverso la telecamera può seguire in remoto i tuoi movimenti, vedere se stai eseguendo correttamente l’esercizio ed eventualmente correggerti.

Ma non solo: Mirror permette anche di sfidare amici o altri che ne sono in possesso, può essere collegato via bluetooth a una fascia cardio (in vendita separatamente) o all’Apple Watch per eseguire allenamenti più mirati e basati su sfide che lanci a te stesso.

La palestra a casa

Il concetto di palestra domestica si sta profondamente evolvendo in questi ultimi anni: quella che esiste da decenni e che si basa sulla sola buona volontà del proprietario (o sulla sua capacità economica di avere un allenatore personale che lo allena direttamente a casa) si sta trasformando in uno spazio in cui in remoto un allenatore reale addestra e impartisce esercizi e correzioni.

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Il trend, iniziato anni fa da Peloton con le sue cyclette dotate di ampio schermo su cui seguire diversi tipi di allenamento e diversi trainer reali e live (o meno), si sta espandendo quindi anche al fitness più generico.

Alcuni definiscono questa tendenza come la “democraticizzazione della palestra” perché non richiede la frequentazione di luoghi adibiti allo scopo, spesso a costi non indifferenti. In realtà né Mirror né Peloton sono precisamente economici. Per qualche migliaio di euro nel caso di quest’ultimo brand o di quasi 1500 dollari nel caso di Mirror ci si può dotare intanto dell’attrezzatura. Le lezioni private da 30 minuti costano poi 40 dollari all’una, anche se ci sono formule più economiche se si scelgono formule con abbonamento flat o lezioni collettive.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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