L’ipnosi può combattere il dolore

Per quanto l'ipnosi per molti sia una stregoneria, la medicina afferma che le cose non stanno proprio così. Può invece fare molto bene a chi soffre per qualche dolore.

Articoli correlati

La corsa fa male alle ginocchia?

Hai male alle ginocchia? Colpa tua che corri! E invece no: non è detto e la corsa potrebbe essere l'ultimo problema

Sport e salute

Qual è la relazione tra lo sport e la salute fisica? Si sa che lo sport fa bene ma in che modo e quanto? E come fare per ottenere i massimi risultati?

Dolore? Ecco alcuni rimedi naturali

Se hai dolori di lieve o gestibile entità e non vuoi prendere farmaci, ci sono diversi rimedi naturali o mentali che puoi usare

Allenare la resistenza emotiva

Dopo aver parlato di come allenare il corpo in questi tempi eccezionali è il momento di lavorare sull'aspetto emotivo
Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 2 minutiLa prima reazione alla notizia che l’ipnosi può aiutare a combattere il dolore può essere stupita, o di scherno vero e proprio. Ti capisco, la tentazione di etichettarla come una curiosità di cui parlare durante l’aperitivo è forte ma aspetta un attimo: è molto meno strana di quanto tu possa immaginare.

In difesa dell’ipnosi

L’idea più comune dell’ipnosi è legata alla stregoneria o comunque a pratiche stravaganti che hanno più a che fare con la magia che con la scienza.
In verità, anche se i meccanismi che la regolano e la rendono efficace non sono stati interamente esplorati, la Associazione degli Psicologi Americani ne ha riconosciuto la validità terapeutica nella cura di ansia, depressione, disturbi dell’alimentazione, dipendenza dal fumo e dai farmaci. Non è risolutiva o non è ancora considerata tale ma il suo benefico apporto ad altre terapie psicologiche come la TCC (psicoterapia cognitivo-comportamentale) è accertato.

Il meccanismo di funzionamento

Il contributo più significativo dato all’ipnosi sembra essere quello che agisce sulla percezione del dolore piuttosto che sul dolore in sé. L’ipnosi non fa diminuire il dolore in valore assoluto ma ne permette una gestione più rilassata. Non agisce quindi sui sintomi ma sulla reazione ai sintomi. I soggetti trattati, in altre parole, sopportano meglio il dolore, che comunque non diminuisce, potendo avere anche una natura fisiologica.

L’ipnosi viene praticata portando il soggetto a iperconcentrarsi su un dettaglio – la voce del terapeuta, un oggetto – fino a che, nella descrizione di chi la pratica, il cervello diventa più plastico e pronto a cambiare, percependo la realtà in maniera diversa, e di conseguenza il dolore stesso.

Generalmente deve essere praticata con l’assistenza di un terapeuta ma è dimostrata l’efficacia anche dell’auto-ipnosi, ottenuta ascoltando registrazioni di passate ipnosi.
Nella terapia l’oggetto su cui si concentra l’ipnosi è proprio il dolore: il terapeuta invita il soggetto a visualizzarlo e a pensare che la zona sia avvolta e pervasa da un fluido che la cura e le dà sollievo. Lo scopo è quello di interrompere la relazione fra il soggetto e la sua zona dolente, che è normalmente percepita come fonte di dolore e basta. È come se il soggetto percepisse di avere la forza per controllare e alleviare il dolore.

Purtroppo l’ipnosi non funziona per chiunque. Un 20% dei pazienti è resistente, anche se non è ancora chiaro perché. Del resto non è ancora del tutto chiaro perché l’ipnosi sia efficace.

Perché l’ipnosi funziona?

Gli studi sembrano indicare che il suo funzionamento si basi su un inganno buono: durante l’ipnosi la parte del cervello attiva in condizioni di pericolo o dolore fisico è più rilassata. Allo stesso tempo le parti del cervello che usualmente si sincronizzano con le altre per permettere di pianificare e regolare le funzioni corporali sono meno connesse tra di loro e quindi agiscono con meno forza.

Ecco spiegato, almeno in parte, perché l’ipnosi cambia anche alcuni comportamenti: disconnettendo parti di cervello agisce su certe routine mentali ossessive e compulsive come le dipendenze (da alcol, fumo, stupefacenti) rendendo più indipendenti parti del cervello che altrimenti vivrebbero sempre sotto la minaccia di quella che si preoccupa di più. O di quella che sente più acuto il dolore.

Il dolore non ne va, insomma. Cioè che cambia è il rapporto con il dolore e la soglia di sopportazione dello stesso.

Non conta quanto male hai ma come sei in grado di gestirlo.

(parzialmente ispirato a Elemental+ – Photo by Fikri Rasyid on Unsplash)

Altri articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

News più recenti

La corsa fa male alle ginocchia?

Hai male alle ginocchia? Colpa tua che corri! E invece no: non è detto e la corsa potrebbe essere l'ultimo problema

Il nuovo spot Nike per dirci che ci rialzeremo

Nike ha fatto un nuovo spot in cui non parla dei suoi prodotti ma della sua visione del mondo. E dice che i campioni sono quelli che non smettono mai di sperarci. E tu sei così?

Brooks Adrenaline GTS 20, la stabilità è comodissima

La ricerca dell'equlibrio e della leggerezza in un tutto armonico: ecco le Brooks Adrenaline GTS 20

Si farà la maratona di New York?

Il sindaco Bill de Blasio, comprensibilmente, dà risposte evasive

Forse non tutti sanno che, running edition

Una serie di notizie e curiosità gustose e spassosissime tanto quanto inutili, ma non si può mica essere sempre seri, no?

U pani cunzatu (il pane condito siciliano)

U pani cunzatu, il pane condito della tradizione siciliana incredibilmente buono. Una preparazione povera diventata un'istituzione.

Ti scrivo su Telegram

Nasce il canale ufficiale Runlovers su Telegram. Lì ti avviseremo in tempo reale sull’uscita di nuovi post, news, appuntamenti e approfondimenti.

Scelti dalla redazione

Le app per allenarsi bene

App ce ne sono moltissime ma quali scegliere per rendere il nostro allenamento più facile ed efficace? Ecco la selezione delle nostre preferite.

Come scegliere il portacellulare per correre

Il cellulare è ormai un accessorio indispensabile per i runner: da chi lo utilizza per monitorare i propri progressi a chi non rinuncerebbe mai...

Un programma di allenamento per ogni obiettivo

Tutti i programmi di allenamento: dalla 10K alla maratona e 4 tabelle extra per migliorarti.