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La biomeccanica nella corsa e nel ciclismo è un fattore spesso trascurato, soprattutto da chi fa sport a livello amatoriale, come il 99,9% di noi.
Credo dipenda soprattutto dal fatto che non sempre conosciamo bene i benefici che possiamo trarre da una postura corretta quando corriamo o pedaliamo.

Ma che cos’è di preciso? Wikipedia, definisce la biomeccanica come “l’applicazione dei principi della meccanica agli organismi viventi (sia animali sia vegetali). In particolare, la biomeccanica analizza il comportamento delle strutture fisiologiche quando sono sottoposte a sollecitazioni statiche o dinamiche”. La chiave di lettura che interessa a noi che facciamo sport è soprattutto la parte finale, quel “sottoposte a sollecitazioni statiche o dinamiche” e, quando si corre o pedala, le sollecitazioni ci sono, eccome!

Ma andiamo subito al sodo, che ne dici? Sì, perché se parliamo di benefici è bene specificarli subito. Infatti un postura corretta in bici o quando corriamo ci permette di: avere un gesto atletico più efficiente (e quindi fare meno fatica a parità di prestazione), ridurre il rischio di infortunio, essere in una posizione più confortevole soprattutto quando affrontiamo lunghe durate (come una maratona, una granfondo, o qualunque allenamento lungo), sfruttare al 100% le nostre caratteristiche atletiche. Ti pare poco? A me no.

La postura corretta

Tutto ruota attorno a queste due parole, da qui non si scappa. Perché quando il nostro corpo si muove, segue delle regole fisiche precise e lo fa in base alle sue caratteristiche. Proprio queste sue caratteristiche ci impongono di avere una posizione ben precisa quando pratichiamo sport, dato che lo facciamo interagendo con un un oggetto meccanico come la scarpa da running o la bicicletta.

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Vuoi un esempio? Quante volte ti è capitato di incontrare qualcuno che si era infortunato perché aveva le scarpe “sbagliate”? La causa è semplice: se le scarpe non si adattano perfettamente alle nostre caratteristiche biomeccaniche, creiamo un sistema che non è in equilibrio e – prima delle scarpe – siamo noi a “romperci”. Ed è una condizione che, purtroppo, ho sperimentato anch’io sulle mie “povere e vecchie” ossa.

Bene, la parte da epistassi è finita. Come puoi immaginare le cose da dire sarebbero tantissime ed estremamente complicate ma, se sei arrivato fino a qui, ora puoi rilassarti, da adesso siamo in discesa. ;)

Come faccio a capire se la mia postura è corretta?

Questa sarà la domanda che, molto probabilmente, ti sarai posto. E la risposta è altrettanto semplice: devi affidarti a un professionista che lo faccia insieme a te. Perché sono (fortunatamente) finiti i tempi in cui sceglievi le scarpe in base alla loro usura o – peggio – ti facevi “mettere in bicicletta” dal negoziante che, a occhio e con l’eventuale ausilio del filo a piombo, faceva le regolazioni che secondo lui più si adattavano a te.

Da qualche anno, infatti, è possibile rivolgersi a un Fitter (fitting, in sartoria, è appunto il prendere le misure per fare gli abiti “su misura”) che, con l’ausilio di strumenti tecnologici specifici, studierà le tue caratteristiche e ti aiuterà a trovare la tua postura perfetta.

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Per la corsa è uno step successivo all’analisi dell’appoggio – sempre utilissima – perché non si ferma solamente al modo in cui appoggi il piede, bensì esamina la posizione di tutto il tuo corpo, le tue dinamiche di corsa. Sì, le stesse che trovi anche nel Garmin: oscillazione verticale e orizzontale, bilanciamento tra piede destro e sinistro, tempi di contatto con il suolo (sì, il Garmin ci può aiutare anche in questo). E, oltre a tutte queste, la posizione di busto, gambe, braccia in modo da da darti suggerimenti attivi su come avere una corsa più efficiente. Che, in parole semplici, significa andare più veloce facendo meno fatica e – soprattutto – ridurre il rischio di infortuni.

Il “mio” bike fitting

No, tranquillo, non farò l’elenco delle misure e regolazioni della mia bici. Ma ti racconterò la mia esperienza.

Qualche mese fa, infatti, sono stato a trovare Enrico Licini e Alessio Camilli da 4Performance e ho scoperto un mondo nuovo. Bisogna dire innanzitutto che Enrico ha lavorato con Davide Cimolai, Davide Malacarne, Filippo Ganna, Simone Consonni, Michele Casagrande, Fabian Rabensteiner, Giulio Molinari, Alessandro Degasperi, tanto per fare alcuni nomi e tuttora è un ciclista che non si risparmia quando sale in sella. Alessio, invece, pur essendo molto giovane (classe 1994) è un vero impallinato di corsa e – oltre a essere un atleta che va forte, quando cominci a parlare di scarpe con lui – puoi metterti comodo perché sarà una lunghissima discussione. Inoltre Alessio allena Christian Insam e Roberto Mastrotto del Team LaSportiva, Ivan Geronazzo del team Hoka One One, Nicola Bassi del team Raidlight.

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Insomma, come avrai capito, stiamo parlando di due professionisti che mangiano pane, corsa e bici tutti i giorni che Dio manda in terra, e conoscono le necessità sia dei semplici appassionati che dei professionisti.

Come funziona?

I ragazzi di 4Performance utilizzano il sistema Retül che, per fartela semplice, consiste in un’analisi dinamica del movimento sulla bicicletta attraverso un sistema di telecamere e dei sensori che ricostruiscono il modello 3D del nostro gesto atletico al computer.
In questo modo si riesce ad avere un dato oggettivo su come stiamo pedalando e se siamo nella posizione corretta.

È facile? No, perché il dato fine a se stesso ha un valore limitato. Infatti è il bike fitter che, con la sua esperienza e competenza, interpreta il dato incrociandolo con le nostre caratteristiche di flessibilità e con la nostra biometria. E, da lì parte, per regolare le misure della bici e delle tacchette dei pedali, ascoltando le tue sensazioni e trovando la soluzione perfetta.

E il risultato qual è? Semplice: entri con “una bicicletta” ed esci con “la bicicletta perfetta per te”.
Non scherzo, da quando l’ho fatto riesco a stare in bicicletta molto più tempo senza alcun dolore. E non ti nego che riesco a ottimizzare l’uso dei gruppi muscolari per produrre i miei (pochi) watt.

Quanto conta la posizione corretta?

Su una scala da 1 a 100, ti direi 127.430. Innanzitutto perché preserva da dolori e infortuni e poi perché ci permette di fare sport al meglio delle nostre possibilità – grandiose o scarse che siano. Inoltre, altro aspetto importantissimo, ci fa capire qual è la nostra condizione e aumenta la consapevolezza del nostro corpo.

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Un ultimo aspetto, secondo me, è legato soprattutto ai ciclisti. Infatti non è inusuale che si spendano migliaia di euro per comprare la bicicletta – e sappiamo bene che i siti dei brand che le producono sono il nostro “porno” preferito – ma non ci preoccupiamo di renderla perfetta per noi. Per quanto mi riguarda, consiglio spassionato, bisognerebbe passare dal bike fitter appena usciti dal negozio (o anche prima per trovare la taglia giusta)

Quindi non pensarci troppo: trovare la postura più adatta a noi, sia per la corsa che per il ciclismo, è assolutamente importante.

 

(Credits immagine principale: kjpargeter on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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