Le scarpe più amate del 2019

Il 2019 non è stato affatto parco in termini di novità. Non ci sono state rivoluzioni o meglio: quelle del passato sono arrivate a maturazione e hanno permesso di abbattere record imbattuti da decenni

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Che anno è stato il 2019 dal punto di vista dei prodotti che più ci riguardano? Un ottimo anno! Parlando di scarpe infatti si può valutarlo da almeno due punti di vista.

  1. Seguendo un trend che è ormai consolidato (e comprensibile) da un paio di anni, anche il 2019 non è stato un anno di innovazioni epocali. Ci ripetiamo: non ci può essere una rivoluzione di prodotto ogni 6 mesi. Quella si chiama evoluzione e fa parte dell’affinamento delle tecnologie e del costante miglioramento dei prodotti. Che non siano state introdotte tecnologie sconvolgenti non deve sorprendere né far pensare che i brand siano a corto di idee. Quello che sta succedendo è invece che le tecnologie che appartenevano ai modelli di punta sono ora parte integrante di quelli più diffusi, un po’ come succede con le novità del mondo automobilistico: prima arrivano sui modelli di lusso e poi, a cascata, sul resto della gamma.
  2. Sono stati battuti praticamente tutti i record del mondo che resistevano da decenni. C’è una nuova donna più veloce del mondo. Un uomo è sceso sotto le 2 ore sulla distanza della maratona. Al di là delle doti eccezionali, una cosa li univa: indossavano entrambi le Nike Vaporfly Next%. Il cuore di quelle scarpe – oltre alla mescola dell’intersuola – è la placca di carbonio che restituisce energia e propulsione. A ben vedere non si tratta nemmeno di una tecnologia rivoluzionaria, anche anni fa altri modelli la usavano. La novità è che queste scarpe hanno aiutato atleti incredibili a superare i limiti dell’uomo. Non si sa in che proporzione ma è successo. Ed era il 2019. E non sarebbe stato un anno notevole? Su.

E ora vorrai sapere quali sono le scarpe che, secondo noi, hanno segnato maggiormente questo anno che sta per concludersi? In ordine rigorosamente alfabetico, eccole!

1. adidas Ultraboost 2019

Per il 2019 adidas ha proposto una reiterazione solo apparentemente minore del suo bestseller Ultraboost. Per molti versi le ha semplificate – riducendo i pezzi che le compongono al minor numero possibile – e lavorando sulla leggerezza dell’intersuola in Boost, che non ha perso però le doti ammortizzanti e reattive. La tomaia è ormai interamente in Primeknit e le sue diverse densità tengono il piede saldo. Per scaricare tutta la tua potenza sulla strada.

2. Asics Glideride

Sono diverse e lo capisci non appena le indossi. Ti destabilizzano ma con uno scopo ben preciso: predisporti alla corsa e farti andare più veloce. Con il loro profilo a punta alta (altissima) e quella curva pronunciatissima, le Asics Glideride sono l’esempio più perfetto di una scarpa dal costo “normale” che ha accolto una tecnologia che era stata impiegata in un modello di punta come le Metaride. Usando inoltre un profilo molto singolare per esaltarne ancora più la caratteristica principale: farti trovare un nuovo assetto di corsa. Missione riuscitissima.

3. Hoka One One Clifton 6

Quella suola così massiccia trae in inganno moltissimi runner: come possono essere stabili se sono così alte? Come possono essere reattive e farti sentire la strada? Come fa un calabrone a volare? Per lo stesso motivo per cui le Hoka One One Clifton 6 apparentemente non sembrano essere reattive, leggere e performanti. E invece lo sono, eccome. Provare per credere.

4. Nike Vaporfly Next%

Un profilo eccentrico e inconfondibile, una leggerezza estrema, nessun limite. Con queste ai piedi Kipchoge è sceso sotto le due ore sulla distanza della maratona. Come biglietto da visita può bastare? Di certo il record non l’hanno fatto loro da sole ma la tecnologia che racchiudono sta avendo dei risultati incredibili, è innegabile. Bisogna saperci correre, esattamente come una supersportiva deve essere governata da un polso capace. Però quando si trova la sintonia e le si capisce, quel Next% è la differenza fra la tua migliore velocità e quella che non avresti mai pensato di poter raggiungere.

5. Under Armour HOVR Infinite

Ci sono scarpe che hanno caratteri difficili. Una volta capite danno l’anima ma spesso non è facile interpretarle e domarle. Poi ce ne sono altre che sono fatte per essere le migliori compagne di corsa: affidabili e costanti nell’erogazione di potenza. Le Under Armour HOVR Infinite appartengono a questa categoria: la distribuzione del materiale super-reattivo HOVR è costante su tutta la lunghezza della suola e di conseguenza il loro comportamento. Comunque e ovunque atterri loro rispondono sempre nella stessa maniera. Hanno la capacità di trasformare qualsiasi superficie nella stessa superficie di cui sono fatte: un morbido e reattivo materassino. E poi hanno un cuore intelligente e tecnologico che, nascosto nello spessore dell’intersuola sotto forma di sensore Bluetooth registra le tue corse e ti aiuta a migliorarti, oltre a fornirti dati su come corri. E quanto forte vai, ovviamente.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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