Le scarpe di Gesù

Tempo di lettura: 2 minuti

Il titolo potrebbe suonare blasfemo ma la notizia è vera. Stentavamo a crederci ma, dopo accurate verifiche, confermiamo che si tratta di un paio di scarpe davvero disponibili sul mercato.

La notizia

Un paio di Nike Air Max 97, regolarmente comprate in negozio dagli ideatori del modello “pumped up” per 160$ sono state regolarmente vendute sul sito del collettivo di artisti MSCHF per 1.425$ e poi rimesse regolarmente in vendita per 4.000$ in un sito specializzato in aste di sneaker (da qui la quotazione decisamente importante che gira in rete).

Il trattamento subito dalle Air Max 97 ha riguardato l’intersuola – in origine piena d’aria – che è stata riempita di acqua proveniente dal sacro fiume Giordano e benedetta da un prete di Brooklyn (niente è stato lasciato al caso). Sul tallone appare in verticale la scritta “INRI” e sul fianco una sigla. L’orpello più evidente è un crocifisso dorato che pende dai lacci.
L’esperienza che promettono – inutile dirlo – è quella di camminare sull’acqua.

Trovata pubblicitaria? Goliardata?

Che sia una provocazione viene subito in mente e di certo, in parte, lo è. Il collettivo di artisti che l’ha ideato si chiama MSCHF ed è abituato a proporre sempre provocazioni artistiche ispirate dalla controcultura. Ogni mese propongono un’idea che trae spunto da prodotti o fenomeni culturali riletti in chiave ironica, spesso mescolando messaggi e ambiti diversi. Un altro progetto di MSCHF per esempio è il font “Times Newer Roman“, identico nel design al noto Times New Roman ma con caratteri più “cicci” del 5 o 10%. Il motivo? Aiutare gli studenti a riempire le pagine delle loro ricerche facendo meno fatica e usando meno parole!

Sei ancora in tempo

Le Nike di Gesù non resteranno esemplari unici: come da tradizione di MSCHF, ogni secondo e quarto martedì del mese ci sarà un nuovo “drop”, cioè una nuova messa in vendita. Per chi è divinamente veloce da aggiudicarsele, ovviamente.

Le vuoi? Vai sul sito dedicato. E abbi fede.

CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.