Le cose che non sopporti quando corri

I nemici della tua felicità quando corri sono molteplici e insidiosi. Alcuni li può contrastare ma altri...

Tempo di lettura: 4 minuti

Correre è sempre bello, è sempre un’esperienza felice e spensierata? No, ovviamente no. Mille cose possono andare storte e il tuo allentamento può diventare una frustrazione che si trascina per chilometri e chilometri. O la tua gara può trasformarsi in un incubo che non vedi l’ora finisca.

Ma se può capitare che le cose vadano male senza che tu possa farci molto (a volte gli accidenti capitano e basta e tu puoi solo cercare di fartene influenzare il meno possibile – si chiamano “accidenti” non a caso), ce ne sono invece altre che puoi controllare. E se proprio non ce la fai puoi solo maledirle o lamentartene, che ogni tanto non guasta.

Vediamone un po’.

1. Gente che non saluta

Cosa non è ancora chiaro del fatto che quando due runner si incrociano si salutano? Se sono particolarmente espansivi poi possono pure dire “Ciao” anche se non si conoscono e non si incontreranno mai più. È buona educazione ed è un modo per dirsi che si appartiene tutti alla stessa tribù.

2. Gente che supera sverniciandoti

Per alcuni la corsa non è un passatempo: è una guerra. Per loro ogni giorno che arriva sulla terra è un’occasione per stabilire il proprio personal best. Ce ne sono alcuni che partecipano alle gare – specie quelle non competitive – per assicurarsi di gareggiare e stabilire la loro superiorità fisica. Anche più rilassati, ragazzi.

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3. La pioggia

No dai, questo è uno scherzo. La pioggia sfugge al nostro controllo ma i modi per uscire a correre sempre e comunque anche se piove ci sono. Tra l’altro correre mentre piove e ci inzuppiamo si può fare, a patto di proteggersi bene.

4. Scarpe che ti fanno male

Che dire? c’è qualcosa di più fastidioso? Difficile, specie quando ci corri sopra e le senti, eccome se le senti. Sei sicuro di averle scelte bene? Non le avrai allacciate troppo? Conosci davvero come corri e sei sicuro di non aver scelto le scarpe più per la loro estetica che perché te le sentissi davvero bene addosso? E se non sai esattamente quali sono le scarpe che ti ci vorrebbero, hai mai provato a fare la gait analysis?

5. Pantaloncini che ti infiammano l’inguine

I pantaloncini da corsa sono sempre o troppo grandi o troppo piccoli? O troppo aderenti o non troppo aderenti? Non è semplicissimo trovarne un paio che dopo un po’ di chilometri non espongano il tuo inguine a fastidiosissimi sfregamenti con conseguente arrossamento delle parti interessate. Un trucco è senza dubbio quello di alzarli in cintura il più possibile (non fino alle ascelle, ben inteso!) in modo che a sfregarsi siano solo i materiali di cui sono fatti fra di loro. Provare per credere.

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6. T-shirt che ti scartavetra i capezzoli

Questa è cugina del punto 5 e fa parte del capitolo “Il difficile rapporto con l’abbigliamento”. Specie in estate le t-shirt tecniche diventano come carta vetrata che sfregando sui i capezzoli li irrita fino a farli sanguinare. La soluzione è duplice: usare maglie molto aderenti (che quindi non si muovano sul tuo corpo, anche se col caldo può essere fastidioso indossare qualcosa di troppo aderente) o usarne di leggerissime, che quindi non si appesantiscano troppo quanto sono inzuppate di sudore. Devi sempre e comunque usare maglie in materiale tecnico o espressamente studiate per l’attività fisica, evitando quindi quella T-shirt dell’Hard Rock Cafe che ti ricorda l’Irlanda di 21 anni fa (e soprattutto ti ricorda come eri 21 anni fa – più giovane, che dire!) ma che impregnata di sudore può arrivare a pesare come un’armatura medievale.

7. Troppo caldo

Può forse fermarti il caldo? Entro certi limiti sarebbe stupido non farsi una corsetta, magari verso sera o al mattino. Eppure può capitare che ci sia davvero un caldo insopportabile, che non fa che farti pensare a che caldo che fa, in un circolo vizioso che si conclude con te che non esci perché fa troppo caldo. Eppure ci sono i rimedi, come sempre nella vita.

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8. Troppo freddo

Analogo al precedente, anche se con temperature negative. Se fa molto freddo ci si può sempre proteggere, basta provare e crederci. E basta ovviamente seguire i consigli di Runlovers per correre con il freddo!

9. La playlist sbagliata

Ti sei mai trovato a correre con la tua musica preferita e in uno stato di grazia che alleggerisce i tuoi passi e ti stampa un sorriso in faccia? Certo, ma può anche succedere il contrario: quel giorno, chissà perché, non hai voglia di ascoltare proprio quella canzone oppure Spotify ti consiglia una sequenza di tracce che ti lasciano solo insoddisfazione. E finisce a pensare che quella non ti piace e nemmeno quella dopo e non pensi più alla corsa. Soluzione? Beh, sul profilo Spotify di RunLovers trovi più di 170 playlist fatte apposta per essere corse. Troverai pure quella che ti va bene quel giorno?

10. Oggi non è giornata

Non può sempre andare bene. La stanchezza eccessiva o le aspettative eccessive (“Oggi correrò come un missile, me lo sento!” e poi sulla strada sembri un budino) e mille altri fattori possono rendere il tuo allenamento o la tua gara un tormento più che una gioia.
La soluzione? Accettarlo e basta. Siamo umani e non macchine, non abbiamo prestazioni costanti, siamo soggetti ai nostri stessi umori e anche a quelli altrui. Se ce la facciamo li controlliamo, altrimenti sarà per la prossima volta. Correre deve essere un piacere e deve lasciarti con un sorriso stampato in volto, altrimenti non ne vale la pena.

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E tu, cosa trovi insopportabile quando corri?

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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