Lasciarsi correre

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Dice il poeta Rumi: “Inizia un enorme, insensato progetto, come Noè… non fa assolutamente nessuna differenza quello che la gente pensa di te”.

Una fontana che zampilla, acqua purificata, un’onda che modifica per sempre la configurazione provvisoria della sabbia su cui si posa, un fuoco che divampa e brucia il vecchio che è in noi. Ecco ciò che queste parole rappresentano. Sono parole pronunciate da qualcuno vissuto secoli e secoli fa e hanno così tanta saggezza che un po’ di senso mi sembra sfugga sempre. Come fu Rumi, non saprei proprio dirlo, nessuno può forse, lui stesso diceva di sé che era impossibile cogliere ancoraggi nella sua anima e verrebbe da dire che, fortunatamente, è così un po’ per tutti gli esseri umani. Tanto le sue parole sono espressione di pura potenza, tanto lui è fluido come acqua, effimero come aria.

Io credo parli proprio a quella parte di noi che da qualche parte, nascosta e sotterrata, ancora ricorda di essere libera, senza ancore appunto, mare aperto, vento forte. Pensavo, leggendo questa grande verità del poeta, che se tutti avessimo la caparbietà e il coraggio di iniziare una grande impresa e se fossimo abbastanza spavaldi da non interessarci di ciò che la gente potrebbe pensare, il mondo sarebbe un posto migliore.

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La prima grande libertà che abbiamo è che non esiste un concetto assoluto di grandezza o maestosità e quindi ciò che in fondo conta è che l’impresa sia degna, qualsiasi essa sia…il problema è che sembriamo quasi averlo dimenticato, sembra che abbiamo scordato che ciò che conta ha a che fare con la nostra più intima vita, con lo specchio in cui ci guardiamo, coi pensieri che ci accompagnano prima di dormire e non con la celebrazione di una folla che, conosciuta o anonima che sia, in fin dei conti porta nei giudizi che ci rivolge se stessa e null’altro. La prima grande libertà consiste nel libero arbitrio, appunto, eppure quella meravigliosa frase ne mostra l’altro volto, quello che le citazioni buttate nei social ignorano, perché mirano a rafforzare immaginariamente l’ego, dicendoci che possiamo fare tutto ciò che vogliamo e cose simili; l’altro lato della libertà è nelle mani degli altri e questo in qualche modo va accettato, perché accettare l’idea ci permette di lasciarle queste mani, per andare proprio nella direzione della nostra grande impresa. Mi risuonano nelle mente pensieri come melodie, storie di corridori innamorati che hanno girato interi paesi sulle loro gambe per portare un messaggio, persone che a cinquant’anni comprano le prime scarpette e diventano maratoneti, anziani che non demordono e continuano a sgambettare… e proprio lì mi viene in mente il mare. C’è sempre e non è mai lo stesso, muta forma tra onde in tempesta e si quieta, è la necessità stessa della vita che si impone. Non siamo forse così anche noi, enormi piccoli meravigliosi esseri umani? Sempre uguali e sempre diversi. Forse la vita è una questione di saper stare, nella stabilità di ciò che è sempre uguale e nella differenza che ci può cambiare.

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Cambiare a volte vuol dire poter finalmente lasciarsi andare e, un po’ come Rumi, imparare a fluttuare.

Cambiare può voler dire lasciarsi correre, forse, più che combattere con ciò che non riusciamo a fare e con ciò che la gente, comunque, continuerà a pensare.

Lasciarsi correre è una suggestione, ma mi sembra che a volte è proprio così che attraverso il mondo sulle mie scarpe veloci, come sospinta da un vento che è sempre dalla mia parte e mi porta, nell’incedere dei passi, proprio dove devo andare…nella vita che mi è dato di desiderare.

Che il Running heart di oggi si metta in pace, chiuda gli occhi per ascoltare, che possa ascoltare se stesso e nessun altro, nei sospiri o in una voce forte e finalmente impari tutto ciò che deve sapere dal mare.

 

(Immagine principale: © Dirima on Deposit Photos)

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Runner e Specializzanda in Psicologia Clinica, Federica è Referente Territoriale, Consigliere Esterno per Giovani Psicologi Lombardia. Si occupa di disturbi alimentari ed è appassionata di motivazione.

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