La seconda vita delle scarpe da running

Cosa fare con le scarpe da running consumate e inutilizzabili? Un'azienda italiana ha avuto un'idea stupenda

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Questa storia comincia con tre amici che parlano al telefono e finisce su un campo di atletica. Ma “finisce” non nel senso che si conclude ma piuttosto che porta a quel campo e, come quello, a tanti altri campi di atletica.

I tre amici sono Nicolas Meletiou, Managing Director dell’azienda specializzata nel recupero e riciclo dei rifiuti plastici ESO nonché runner appassionato, il preparatore atletico Fulvio Massini e Marco Marchei, ex maratoneta. Durante una telefonata il discorso finisce su un problema che li tiene impegnati da tempo: come smaltire le scarpe da running esauste? Non ci puoi più correre perché sono finite, non le puoi neanche usare per camminare perché sono consumate. Cosa ci puoi fare? L’idea è semplice e geniale: dare loro una seconda vita riciclandole come materiale per fare piste di atletica.

Nasce Esosport e ha una missione: dare un senso a ciò che non lo ha più, rendere ancora una volta utili le scarpe che ci hanno accompagnato per tanti chilometri. L’idea diventa ancora più significativa quando si trasforma in un progetto ancora più bello e ispirato: la Pista di Pietro è una pista di atletica fatta con scarpe riciclate e con frammenti di un paio di scarpe del mitico Pietro Mennea, donate dalla moglie del campione Manuela Olivieri. Ogni pista di Pietro avrà quindi un ricordo e una frazione delle scarpe indossate da uno degli ultimi atleti a donare all’Italia un record del mondo nei 200 che è rimasto imbattuto per decenni.

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Non solo running

L’idea iniziale non tarda a espandersi anche ad altri ambiti sportivi. Dopo aver iniziato a correre in bici, Meletiou si trova un giorno a forare e ad avere una camera d’aria da smaltire. Nessun negozio sportivo o meccanico che contatta lo vuole fare e allora provvede lui: fa nascere Esosportbike, per la raccolta e il riciclo di copertoni e camere d’aria esauste o non più riparabili. E non si ferma perché qualsiasi cosa c’entri con il mondo sportivo e contenente plastica (un po’ tante cose purtroppo, a dire il vero) può essere riciclata: è quindi il turno di Esosportballs, per raccogliere e riciclare le palline da tennis giunte a fine vita.

Tutto il materiale riciclato in questo modo diventa una cosa bellissima: i Giardini di Betty, ossia quell’insieme di interventi benefici grazie ai quali vengono donate superfici da gioco per bambini in molti parchi d’Italia (fino a occhi ne sono stati realizzati a Milano, Roma, Firenze e Genova), così chiamati in memoria della moglie di Meletiou, Elisabetta Salvioni Meletiou, prematuramente scomparsa nel 2011.

Come funziona la raccolta?

Se sei un runner devi rivolgerti ai negozi dotati degli appositi contenitori o a tutti i punti di raccolta che trovi qui. Se sei un negoziante, un dirigente scolastico o un amministratore pubblico che vuole provvedere al servizio, qui ci sono tutte le info.

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Guarda le tue vecchie scarpe: non sono finite. Possono fare correre ancora moltissimi runner. In un modo diverso ma la loro capacità di far star bene le persone e anche l’ambiente è intatta.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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