La pillola magica

Un farmaco in fase di studio negli USA promette di creare i benefici sul corpo dell'attività fisica, senza attività fisica

Tempo di lettura: 3 minuti

Allenarsi fa bene, allenarsi fa stare in forma, allenarsi ti dà il buonumore.
Allenarsi è faticoso.

Tutte le precedenti affermazioni sono vere e, specie riguardo all’ultima, tutti ci possiamo dire d’accordo. È questo il principale motivo per il quale, pur essendo noti non solo i benefici di una regolare attività sportiva ma soprattutto che praticarla aumenta le prospettive e la qualità di vita, gran parte della popolazione non pratica alcuno sport. Negli USA i dati sono particolarmente allarmanti: solo il 20% della popolazione ha integrato nel proprio stile di vita un regime attivo regolare ed efficace. il 34% è inattivo e, non sorprende, il 40% è obeso. L’obesità non è solo un rischio concreto per la vita delle persone che ne sono affette ma rappresenta anche un peso economico gigantesco per i vari sistemi sanitari nazionali che devono curare persone che non sono malate per caso ma solo perché non sono state fatte adeguate prevenzione ed educazione.

Nonostante ciò

Ci sono tanti problemi sociali che sono stati gestiti e risolti in maniera brillante in questi ultimi anni: basti pensare allo smaltimento dei rifiuti e alla conseguente coscienza ambientale. Eppure il problema dell’obesità non è ancora percepito come sociale. È individuale, se va bene: lo affronta chi non è a proprio agio con il proprio fisico, a volte riuscendoci, altre (molte, purtroppo) volte provando a porvi rimedio ma rinunciandovi.

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L’obesità è causata – fatte salve delle forme patologiche che non dipendono dall’alimentazione e dal movimento –  dal fatto che si mangiano troppe calorie di cattiva qualità e non si brucia abbastanza. Mettersi a dieta non risolve il problema ma anche fare solo esercizio fisico non basta, anche perché spesso non è sufficiente a bruciare tutto quello (di troppo) che si mangia.

La soluzione è quella di mangiare di meno e praticare esercizio fisico perché – è indubitabile – i suoi benefici sono chiari.

Il tuo sangue, ma migliore

Una delle principali trasformazioni nel nostro organismo legate al movimento riguarda il sangue: siccome nell’attività fisica il battito cardiaco aumenta, si generano più vasi sanguigni, con conseguente diminuzione della pressione sanguigna e una migliore irrorazione dei muscoli, delle ossa e del cervello. Il fatto che si possano addirittura generare nuove cellule cerebrali (fino a non molti anni fa lo si riteneva impossibile) è oggetto di studio ma sembra ormai dimostrato.

Muovendosi insomma il corpo si rinforza ed è meglio ossigenato grazie alla ramificazione più completa dei vasi sanguigni, la pressione diminuisce, il cervello pensa meglio e si rigenera. Tutto bene no? Perché non fare sport e basta quindi? Perché costa fatica e risultati non sono immediati.

E se bastasse una pillola?

Ronald Evans, direttore del Gene Expression Laboratory all’Istituto Salk for Biological Studies, è ben conscio dei benefici del movimento, tanto quanto è realista riguardo al fatto che pochi lo praticano a sufficienza. Per questo sta studiando una pillola che, nata per agire sulla formazione del colesterolo buono, ha dimostrato casualmente delle interessanti applicazioni in un ambito diverso. Gli effetti del farmaco GW1516 sembrano coincidere il maniera incredibile con quelli dell’attività fisica: miglioramento del flusso sanguigno, metabolismo dei grassi e degli zuccheri molto più efficiente, aumento della potenza e della resistenza. Sembra la pillola magica ed è davvero in fase di studio e approvazione presso le autorità competenti negli USA. Per ora la sperimentazione riguarda solo i topi ma i risultati sembrano essere sorprendentemente simili a quelli che produrrebbe un sano regime di allenamento.

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L’evoluzione di questo medicinale non è stata affatto lineare e una sua prima formulazione aveva lo spiacevole effetto collaterale di essere cancerogena ma lo studio al riguardo si sta approfondendo e perfezionando. Perché i suoi effetti sono quantomeno sorprendenti e potrebbero risolvere il problema sociale dell’obesità anche senza costringere chi ne è affetto a ricorrere ai vecchi (e sani) metodi che si sanno purtroppo non funzionare.

Quindi allenarsi diventerà inutile?

Certo che no, anche perché non esiste pillola che possa dare i benefici di una sana attività fisica: i muscoli tonici che collaborano con il sistema scheletrico e lo scaricano di parte della gravità, il senso di soddisfazione che muoversi genera, il miglioramento dell’attività cerebrale che consegue al semplice atto di correre o giocare a calcio o allenarsi in palestra. Tutti questi effetti non sono riproducibili per via medica. Non potremo forse mai prendere una pillola e risvegliarci tonici, magri e intelligentissimi.

Ma non è questo il genere di persone che Evans pensa di poter aiutare con il suo medicinale. Per spiegare il suo approccio parla di una scala di applicazione molto più ampia e fa l’esempio del fluoro che ormai è aggiunto all’acqua potabile in tantissimi acquedotti in tutto il mondo per rinforzare “senza sforzo” le dentature di miliardi di persone.

Il futuro di questo farmaco, se mai verrà approvato e se funzionerà senza effetti collaterali, non sarà quello di permetterci di essere in forma senza sforzo, ma piuttosto quello di limitare o ridurre molto la piaga dell’obesità. Che non è, ormai si è capito, un problema individuale ma sociale. Che purtroppo va sempre più peggiorando.

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(Da The Zero-Minute Workout – Photo by Paweł Czerwiński on Unsplash)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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