La maratona in Italia, in numeri

La rivista Correre ha contato il numero di partecipanti alle maratone in Italia nel 2018. Ecco i numeri e le tendenze.

Ogni anno il Presidente degli Stati Uniti pronuncia il cosiddetto “State of the Nation”: un discorso in cui descrive lo stato di salute (o meno) della nazione che guida. Indicando anche le linee di azione della sua politica: i nuovi traguardi a cui puntare, le nuove sfide. Un po’ come una maratona, no? Traguardi, miglioramenti da fare, tabelle di marcia da cambiare.

Come ogni anno, la rivista Correre pubblica il consueto Stato della Nazione Italiana della Corsa: statistiche e dati, percentuali e numeri che riguardano la maratona, la regina delle competizioni di endurance.

Qualcosa si muove

Il primo dato che sarai curioso di conoscere è: si corre di più o di meno in Italia rispetto al 2017? La risposta è che si corre di meno. Precisando che i dati si riferiscono per forza di cose solo a quelli deducibili dalla partecipazione alle gare, il numero di runner che hanno corso una maratona nel 2018 è sceso del 4%, attestandosi a 37.874. C’è da dire che il 2018 ha seguito un anno eccezionale come il 2017 con 39.460 runner che hanno fatto una maratona. Ma con qualche eccezione interessante: le donne sono in controtendenza e aumentano per il 5° anno consecutivo, arrivando a 6.871. Gli uomini scendono invece a 31.002 rispetto ai 32.755 del 2017. Girl Power, è il caso di dirlo.

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La città dove si corre di più

Non è solo la capitale d’Italia ma anche del running: quella di Roma è la maratona più partecipata con 11.675 classificati, in calo rispetto ai 13.304 del 2017. Firenze si piazza seconda con 7.606 arrivati (dai 8.438 nel 2017). Milano è l’unica che cresce, passando dai 5.300 del 2017 ai 5.556 del 2018. Venezia infine ha risentito del maltempo e dell’acqua alta: a tagliare il traguardo sono stati 4.915 finisher rispetto ai 5.905 del 2017.

Il turismo legato al running

Un fenomeno in crescita è invece il cosiddetto “run&trolley”, cioè il turismo legato alle competizioni. Famiglie intere che sfruttano la passione di mamma o papà per andare a fare un viaggio e visitare una città. Succede a New York dove gli italiani sono stati 2.983, a Valencia (1.870), a Berlino (1.019) e Parigi (736). Comunque di italiani ne risultano in classifica in ben 126 maratone in giro per il mondo, a cui si sommano le 104 italiane.

Dove stiamo andando?

Come sempre i dati vanno interpretati. Quelli relativi al 2018 lasciano pensare che il fenomeno del running sia in frenata: una flessione del 4% non è trascurabile. Si tratta però di un dato relativo a un solo anno che dovrà essere confermato o rovesciato in quello in corso. In altre parole è ancora presto per trarre conclusioni.

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Bisogna infine considerare che questi dati si riferiscono alle sole maratone, una delle gare quindi più sfidanti e difficili. Ci sono anche le 10k e le mezzemaratone e tante altre formule che invece raccolgono sempre più consenso perché percepite come più abbordabili e meno impegnative. Spesso si tratta del primo passo verso la Gara Regina, ma intanto anche quelle vengono corse, eccome.

E poi li vedi i runner in giro per la tua città? Ce ne sono sempre di più, a tutte le ore e a tutte le latitudini. Quello che voglio dire è che il running è penetrato nei costumi degli italiani: è un modo per tenersi in forma e per stare bene. Non tutti i runner fanno gare e quindi non possono essere contati. Eppure ci sono e praticano questo sport magnifico nella forma più pura: in solitaria, sfidando solo se stessi.

 

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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