I pericoli della fitspiration

Esiste un fenomeno che vive e prolifera nel web ed è stato denominato “Thinspiration”, la cui pericolosa missione è quella di inneggiare all’importanza del corpo magro e, quasi parallelamente alla sua crescita, si è insinuato nelle infinite possibilità delle rete un fenomeno gemello, che pare per certi versi un’evoluzione della spinta culturale alla perfezione fisica e all’importanza dell’apparenza esteriore. Sto parlando della “fitspiration”.

Andate su Instagram e digitate l’hashtag #fitspiration (ispirazione al fitness) e vi si aprirà un mondo, terribile e subdolo, sottovalutato e pericoloso. La fitspiration dichiara di promuovere stili di vita centrati sull’importanza dello sport e di una sana alimentazione, ma è sufficiente scavare un po’ in profondità e navigare tra le pagine web per scoprire che il valore positivo dello sport rispetto alla salute e alla crescita personale, nonché alla passione individuale, non è quasi mai menzionato, e quando lo è si rivela in ultima analisi uno specchietto per le allodole, che nasconde il culto del corpo atletico fine a se stesso, del corpo fit che diventa a sua volta un valore quasi morale da introiettare, una religione a cui votarsi.

Un’importante ricerca (Boepple L., Thompson K.J., 2016) ha comparato le immagini contenute in alcuni siti relativi alla Thinspiration con immagini contenute in siti relativi alla Fitspiration, ipotizzando che i contenuti e i messaggi veicolati rispetto al corpo, alla magrezza e alla perdita di peso fossero simili. I ricercatori si sono interrogati rispetto al fatto che, mentre i siti Pro-anoressia vengono monitorati e alcuni server vietano la registrazione del dominio di siti di questo tipo, nel web proliferano siti con contenuti simili all’interno dei quali non si menzionano mai i disturbi alimentari e non viene dichiarato il fatto che si persegua perdita di peso mirata alla magrezza di per sé, bensì si dichiarano finalità relative alla salute. Nella realtà dei fatti, l’analisi dei contenuti mostra che le immagini presenti nei siti di Fitspiration sono prevalentemente di donne magre, muscolose e i contenuti testuali riguardano la dieta, l’esercizio fisico, l’incoraggiamento a perdere peso, piuttosto che la salute, che sembra essere solo uno specchio per le allodole dietro al quale si cela l’insistente pressione sociale ad essere magri e fit.

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La ricerca ha evidenziato che l’88% dei siti Thinspiration e l’80% dei siti Fitspiration contenevano messaggi relativi al peso e al corpo, suggerimenti per iniziare diete ipocaloriche mirate alla perdita di peso e messaggi colpevolizzanti rispetto all’assunzione di cibo. L’ipotesi è stata pertanto verificata e il risultato della ricerca ha mostrato che anche i siti Fitspiration stigmatizzano il sovrappeso e promuovono l’ideale della magrezza, con comportamenti che possono andare a discapito della salute anziché favorirla, come dichiarato nell’intento di questo generi di siti.

Uno studio svolto nello stesso periodo da Boepple e colleghi (2016) ha analizzato un campione di siti di Fitspiration inserendo in un motore di ricerca le parole chiave “Fitspiration” e “Fitspo” (abbraviazione di Fitspiration) e ha concluso che la maggioranza dei messaggi contenuti in questi siti si concentrava sull’aspetto esteriore.

I risultati di questa ricerca hanno mostrato che il 92% dei siti facenti parte del campione contenevano immagini di donne e che il 97,82% di queste erano donne magre e attraenti. Quasi il 50% dei siti analizzati conteneva immagini di donne in costume da bagno e oltre il 50% conteneva immagini di donne che indossavano solo biancheria intima; inoltre nel 45% dei siti erano presenti immagini di donne con la dicitura “prima e dopo”, per evidenziare la perdita di peso e il cambiamento del tono muscolare in un certo periodo di tempo.

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Per quanto riguarda i testi presenti nei siti, circa il 25% del campione presentava riferimenti testuali, riguardanti gli aspetti motivazionali e il raggiungimento di un aspetto esteriore sensuale, come ad esempio: “È incredibile quello che si può fare quando si tenta!”, oppure “Vuoi essere coperta di sudore in palestra o di vestiti in spiaggia?” o ancora “Ci si avvicina ad essere finalmente sexy!”; altri messaggi scritti riguardavano la stigmatizzazione del sovrappeso o promuovevano l’ideale della magrezza, come ad esempio “Ottenere risultati o rimanere grassi!” oppure “Skinny Love” (“amore per la magrezza”).

Tali risultati evidenziano drammaticamente che i siti web Fitspiration promuovono spesso messaggi sull’aspetto estetico, sul comportamento alimentare e sull’esercizio fisico simili ai siti Pro-Anoressia; pertanto la visualizzazione di questi siti potrebbe avere lo stesso effetto dannoso dei siti Pro-Ana sulle cognizioni e sulle emozioni correlate al corpo.
Il dilagare di queste pagine sul web mostra in modo palese che il problema è culturale e rappresenta un’emergenza su cui è necessario intervenire.

Il numero incredibile di seguito che questi fenomeni hanno e i contenuti promossi, nonché il fatto che non vi sia alcuna regolamentazione in merito alle pubblicazioni, sono importanti fattori di rischio per lo sviluppo di comportamenti alimentari patologici soprattutto negli adolescenti, che sono i maggiori fruitori dei Social Network.

Un corpo sano dovrebbe essere la conseguenza naturale dell’abitudine di praticare un’attività sportiva ed è preoccupante e anche triste che il mondo dello sport possa diventare un grande contenitore di comportamenti estremi e ai limiti del patologico, il cui fine ultimo è essenzialmente la conquista di un aspetto esteriore modellato sui canoni estetici prevalenti nella nostra società. Lo sport – che potrebbe essere terapeutico e che lo è ancora, fortunatamente, in certi ambienti – risulta così svuotato della meraviglia che dovrebbe appartenergli di diritto, la meraviglia della capacità che ha di rafforzare l’identità prima ancora dei muscoli, di riscattare la vita quando attraversa momenti difficili, di rasserenare gli animi turbati dalle vicissitudini che a volte siamo costretti ad attraversare, di creare gruppi coesi di persone che si trasformano in squadre, di accompagnare i giovani nel percorso di crescita e di offrire modelli positivi con cui identificarsi, modelli di forza e determinazione, di resilienza e perseveranza, il cui valore sta nel peso delle scelte di vita rinegoziate ogni singolo giorno per raggiungere obiettivi degni e non certo nel peso numerico che una bilancia può segnare.

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È importante impegnarsi a diffondere una cultura di amore per lo sport, che non ha nulla a che fare con il modello sociale e culturale prevalente della magrezza perfetta, che di perfetto alla fine dei conti c’è una cosa sola: lo sguardo amorevole che possiamo rivolgere a noi stessi, semplicemente per ciò che siamo.

Buon running heart a tutti!

 

 

 

Bibliografia:

  • Boepple, L., Ata, R. N., Rum, R., & Thompson, J. K. (2016). Strong is the new skinny: A content analysis of fitspiration websites. Body image, 17, 132-135.
  • Boepple, L., & Thompson, J. K. (2016). A content analytic comparison of fitspiration and thinspiration websites. International Journal of Eating Disorders, 49(1), 98-101.
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Runner e Specializzanda in Psicologia Clinica, Federica è Referente Territoriale, Consigliere Esterno per Giovani Psicologi Lombardia. Si occupa di disturbi alimentari ed è appassionata di motivazione.

2 COMMENTI

  1. Bellissimo articolo, complimenti davvero. Perché mette l’accento sul vero senso dell’attività sportiva (perlomeno quella amatoriale): stare bene e sentirsi bene, migliorarsi ma non ossessionarsi. E fregarsene quando non si rientra nei canoni estetici e prestazionali proposti da siti e riviste di sport e fitness.
    A questo proposito, qualcuno forse ricorderà il polverone che scoppiò anni fa su uno dei principali giornali sulla corsa, quando in un articolo ironizzarono un po’ su una runner sovrappeso, anzi “cicciottella”, che l’autore aveva incrociato mentre correva nel parco (non le servirà a nulla correre così piano, era il concetto). Articolo che fece il paio qualche mese dopo con un altro pezzo che faceva del sarcasmo su quelli che alla fine di una gara si gasano dei loro tempi anche se sono dei runner ultra-lenti. Mi ricordo la mole immensa di critiche che ne seguirono, che vertevano proprio su questo concetto: lo sport amatoriale deve innanzi tutto farti star bene e se ti ossessioni con cose tipo l’aspetto fisico o i tempi che fai, al punto da dividere l’umanità in eletti e sfigati, non hai capito nulla e stai dando il messaggio più sbagliato che c’è (certo, abbassare i tempi fa sempre piacere e avere un bel fisico scolpito pure… ma se non sei un’agonista o una modella il senso della tua corsa deve essere altrove!).
    Io fui una dei tanti che protestarono, poi decisi anche di non abbonarmi più: quello non era il mio modo di intendere e praticare lo sport. E mi lascia una gran tristezza pensare che anche la stampa specializzata, a volte, faccia passare concetti così distorti anziché spingere ad avere un atteggiamento sano ed equilibrato verso la corsa.

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