I buoni propositi sono morti. Evviva i buoni propositi!

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I buoni propositi sono fatti per essere disattesi, questo è un dato di fatto. Quasi avessimo un istinto sadico che ci porta a riprometterci delle cose per il puro piacere di non farle; come quando, da bambini, staccavamo la testa a una Barbie o schiacciavamo un’automobilina con la cinica volontà di rivendicare il nostro diritto a farlo, la nostra libertà di farlo.

Sì, sono d’accordo, probabilmente ho avuto un’infanzia difficile (ciao papà!) ma non è questo il tema di questo post. Fortunatamente. Per te. ;)

Partiamo sempre con la carica di un nuovo anno (una cifra che cambia) e la volontà di migliorare alcuni aspetti di noi. Purtroppo, però, quello che – dopo un po’ – ci fa desistere è la difficoltà di raggiungere lo scopo, insieme agli alibi che ci creiamo.

La verità è che, come nei nostri allenamenti, dobbiamo iniziare a pensare a piccoli passi. Ottenere “tutto e subito” non è contemplato. Altrimenti saremmo tutti ironman, ultramaratoneti, avremmo scalato tutti gli 8.000, letto migliaia di libri, avremmo visitato terreni inesplorati e scattato foto degne del premio Pulitzer. E la lista potrebbe continuare fino a domattina.

I piccoli passi, i piccoli cambiamenti – quelle cose impercettibili che poi diventano tesori – sono davvero la chiave del miglioramento e del raggiungimento dei nostri “buoni propositi”.

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Combattere la distrazione del momento

“Cosa vuoi che sia se – solo per oggi – sgarro?” me lo sono detto (e dico tuttora) anche io molte volte ed è il primo sintomo che stiamo deviando, ci stiamo distraendo dall’obiettivo che vogliamo raggiungere. Il che non implica essere dei pazzi invasati che si fanno ossessionare ma, semplicemente, riconoscere le situazioni. Ci può essere lo “sgarro” salutare che ti fa prendere una boccata d’aria come quando emergi da un’apnea in acqua per poi rituffarti, oppure c’è quello che ci distrae, ci fa deviare, ci porta fuori strada.
Ed è comunque sempre un passo in meno, uno che non abbiamo fatto.

Michael Phelps ha detto: “mi alleno anche il giorno di Natale mentre i miei avversari festeggiano perché il giorno della gara, dentro di me, saprò che mi sono allenato un giorno più di loro”. Un passo in più degli altri, un esempio di focalizzazione. Figo, no?!

I piccoli passi che fanno arrivare

Nessuno di noi è Michael Phelps, questo è poco ma sicuro. Proprio per questo il nostro scopo è arrivare a definire i tanti piccoli passi che – giorno dopo giorno, settimana dopo settimana – ci aiutano a percepire lo sforzo come affrontabile, quasi facile.

Se guardi a quello che dovrà succedere dopo mesi lo sconforto arriva quasi automaticamente. Abbiamo sempre moltissime cose da fare e vedere una montagna di passi da affrontare scoraggerebbe chiunque, anche Michael Phelps (credo).

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Certo, tutti abbiamo dei limiti e non è detto che riusciremo ad arrivare a raggiungere i nostri scopi. Potrebbero anche non essere alla nostra portata. In quel caso avremo comunque acquisito una maggiore consapevolezza di noi stessi. E ti pare poco? A me no.

Lo so, è facile parlare di come si fanno le cose. La teoria la conosciamo tutti, quindi a questo punto, ti parlo dei miei propositi (e ne propongo uno a te).

I miei buoni propositi (e uno per tutti noi)

Il mio proposito principale – che riguarda solo me – è ogni anno lo stesso: imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, nutrire la mia mente, crescere, evolvere, ridere, non farmi trascinare dalla pigrizia.
Ma forse questo è più uno scopo a cui dedicare una vita intera anziché un “solo” anno. Perché credo che una delle cose peggiori per un essere umano che ne ha la possibilità sia arrivare al termine del suo tempo, guardarsi indietro, e rendersi conto di aver dedicato il suo tempo solamente allo “ieri” e all'”oggi” anziché al “domani”. Non aver costruito nulla di rilevante. Il concetto che sta nella differenza tra vivere e sopravvivere. Anche a costo di esplorare strade nuove, territori sconosciuti. Cambiare noi stessi.

Entro nello specifico e, poiché siamo su Runlovers, parliamo anche di sport e quindi un altro dei miei buoni propositi è preparare una gara nuova. Un giorno alla volta, un passo alla volta. Con tutta la fatica che ne seguirà. Ma di questo non credo ti interessi granché.

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E veniamo quindi al buon proposito che riguarda tutti noi e che possiamo raggiungere anche grazie alla corsa: affrontare il mondo, le persone e l’ambiente che ci circonda con maggiore positività. Aumentare la mia sensibilità verso le persone più che posso, sorridere (lo facciamo così poco, diamine). E solo chi corre e fa sport sa quando sia utile sudare per raggiungere questo risultato. Hai presente quelle meravigliose endorfine che hai in corpo dopo aver faticato? Ecco, usiamole non solo per noi, diventiamo contagiosi!

E usiamole anche per avere una atteggiamento più cosciente verso l’ambiente. Ogni giorno. Anche quando abbiamo una piccolissima cartaccia in mano. Perché il cambiamento nasce da noi, nasce dalla “massa critica” e non solo dai governi o dalle multinazionali. Il cambiamento, i buoni propositi, siamo noi!

E questi possiamo raggiungerli, cacchio!

E tu? Quali sono i tuoi buoni propositi?

Non pensare debba essere per forza qualcosa di dirompente, per qualcuno può essere un progetto importante e rivoluzionario anche rimettersi in forma per correre 10 chilometri. Oppure partecipare alla prima maratona. Non c’è nulla di giusto o sbagliato. Ci sono solo i tuoi obiettivi e sono validissimi. E lo spazio per i commenti qui sotto è fatto apposta perché tu li metta “nero su bianco”!

Di certo noi saremo qui per tutto il 2020 ad aiutarti e fare il tifo per te.

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(Credits immagine principale: : olly18 on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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