Hai bisogno di nuove idee? Fatti una passeggiata (o corri)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiLe opere più interessanti che l’umanità ha prodotto sono sempre nate dalle idee. Si dice che la differenza fra il sognare e il fare le cose stia in questa proporzione: 1% idee, 99% esecuzione. Avere un’idea conta per l’1% della sua realizzazione. Però quell’un percento bisogna comunque averlo, giusto?

Come farsi venire nuove idee? Considerato che stai leggendo questo articolo in un sito che si chiama “RUNLovers” qualche sospetto deve esserti già venuto a questo punto. Non sei su “SofaLovers” infatti e infatti non ti racconterò che per farti venire una buona idea – per pensare bene e in maniera produttiva, in definitiva – devi startene seduto sul divano fissando un punto all’orizzonte.

Muoviti (e pensa)

L’idea di esplorare quanto il movimento produca nuove idee è venuto a Marily Oppezzo, una ricercatrice di Stanford nell’ambito del comportamento e dell’apprendimento. Per dimostrare che la sedentarietà e il movimento hanno un’influenza molto diversa sul processo creativo hanno selezionato dei candidati a cui è stato richiesto di pensare a nuovi utilizzi per un oggetto comune come, per esempio, una chiave. L’unico limite era che le loro proposte fossero appropriate (non potevi dire insomma che una chiave era ottima per graffiare l’auto di uno che non sopportavi 😉) e dovevano essere innovative.

I candidati sono stati divisi in tre gruppi e il test si svolgeva in due fasi: il primo gruppo è rimasto seduto per entrambe le fasi, il secondo è prima rimasto seduto e poi ha corso su un threadmill, il terzo ha fatto l’opposto.

I risultati hanno confermato la tesi: il gruppo che è rimasto seduto ha sviluppato in media la metà deile proposte sviluppate da quello che aveva camminato, esattamente come il gruppo rimasto seduto nella prima fase. Nella seconda fase il gruppo che è rimasto seduto anche alla prima non si è inventato niente di nuovo (l’esperienza quindi non gli è servita a molto) mentre è molto migliorato quello fermo al primo turno e in movimento nel secondo. Il terzo infine, che è rimasto seduto nella seconda fase, ha comunque sviluppato più idee del primo che era rimasto sempre fermo, a significare che aveva ancora riserva creativa dalla prima fase “in movimento”.

Un metodo

I risultati così confortanti – che del resto confermano la tesi che abbiamo già esplorato che correre (o muoversi) rende più “intelligenti” – hanno fatto venire in mente alla Oppezzo di sviluppare un semplice metodo per pensare quando sei in movimento. Si compone di fasi diverse, tutte molto semplici:

  • Non fermarti alla prima idea che ti viene ma continua a svilupparne
  • Annotale, almeno vocalmente: ormai con il cellulare puoi farlo anche quando cammini/corri
  • Ci penserai dopo: hai prodotto tante idee? L’importante è che tu le abbia annotate. A discuterle o valutare se sono buone ci penserai dopo
  • Non farlo all’infinito: se dopo un po’ non ti viene nessuna idea nonostante tu stia camminando/correndo non ti preoccupare, capita! Riprova, sarai più fortunato.

Sei fatto per muoverti

Le idee che puoi sviluppare con il movimento non devono per forza riguardare solo il lavoro ma anche la tua vita. Non a caso si dice che prima di prendere una decisione importante è meglio fare una corsa. La Oppezzo arriva a enunciare una versione dello stesso consiglio più circoscritta al lavoro: hai una riunione importante? Vacci camminando. Prenditi 15 minuti in più e non arrivarci a mente fredda. Per “scaldarti” e presentarti preparato con nuove e fresche idee non c’è niente di meglio che aver camminato prima per un po’.

E infine – ed è un consiglio che ti diamo noi – quando c’è qualche pensiero che ti attanaglia e che pare non avere una soluzione, la cosa migliore è sempre quella di uscire. A camminare, o a correre. Se l’allenamento che fai non è così impegnativo da richiedere tutta la tua concentrazione (tipo ripetute o allunghi) la cosa più intelligente da fare è sfruttare il tempo per correre. O camminare. E pensare.

Le idee sono là fuori: non riuscirai mai a prenderle se resti fermo.

(Photo by Arek Adeoye on Unsplash)

 

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