Gli effetti dello sport sul tuo cervello

Perché fare sport fa bene al tuo cervello? Perché lo stimola e lo fa "crescere". Ecco come.

Tempo di lettura: 2 minuti

Fare movimento fa bene, ormai lo sai. Ti mantiene in forma, migliora il tuo umore, ti fa socializzare e ti permette di concederesti il vero lusso di questi tempi: avere tempo per te.

Ora la scienza sta capendo sempre più nel dettaglio da cosa deriva il benessere generato dall’attività sportiva. Già sapevamo delle endorfine e del runner’s high (la sensazione di euforia che hai dopo aver corso o aver fatto movimento più in genere). Ora i meccanismi che governano queste reazioni positive sono sempre più chiari. Ma per conoscerli dobbiamo familiarizzare con alcuni nomi un po’ strani. Pronto? Via!

BDNF

Incontriamo il nostro primo eroe: il fattore neurotrofico cerebrale o BDNF, una delle molecole più importanti nei processi cerebrali, responsabile della formazione di connessioni fra neuroni e sinapsi. Lo sport ne stimola la produzione, e da questa ne discendono diversi effetti positivi. Più attivo è il cervello infatti, più è creativo e produttivo riesce a essere. Un’accelerata attività nelle aree del cervello come la corteccia prefrontale e l’ippocampo permette di essere più reattivi e capaci di pensieri complessi, e quindi di trovare stimoli e soluzioni. Sei insomma più reattivo e capace di risolvere questioni che un cervello pigro non sbrigherebbe facilmente.

Sembra inoltre che il BDNF stimoli la creazione di nuove cellule cerebrali, anche se questo fenomeno è stato dimostrato solo con le cavie da laboratorio perché richiederebbe una misurazione nell’uomo che prevede l’apertura del cranio (un po’ poco agevole e raccapricciante, oltre che con qualche prevedibile conseguenza vitale). Da tempo si discute e cerca di dimostrare che le cellule del cervello non sono destinate solo a diminuire in numero – una delle cose che ci spiegavano a scuola – ma che, anzi, possono riprodursi e moltiplicarsi nel tempo. Sarebbe una delle dimostrazioni più importanti nel settore.

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VEGF

O “fattore di crescita dell’endotelio vascolare”. Sono d’accordo con te: questi eroi non hanno nomi particolarmente eccitanti né facili da ricordare. Ma questo ci tocca, no?

Cos’è questo fattore? È una molecola che permette la formazione di nuovi vasi sanguigni. Quando ti alleni il sangue scorre ovunque nel tuo corpo per alimentare i muscoli e i tessuti e quindi ne arriva di più anche nel cervello. La formazione di nuovi vasi sanguigni può essere collegata alla necessità di alimentare nuove cellule. Fai due più due e capirai che gli scienziati stanno cercando di dimostrare proprio questo: se aumenta un fattore molecolare che indica che si stanno formando nuovi vasi sanguigni significa che sta accadendo perché devono alimentare nuove cellule… nel cervello.

La ricompensa

Parliamo infine di eroi che già conosci: la serotonina, la dopamina e le endorfine. Amiche i cui livelli salgono quando ti alleni, facendoti sentire così bene. Spesso abbiamo definito questo processo come un circolo vizioso-virtuoso. Vizioso perché ti “costringe” a ricercarne i benefici e virtuoso perché il ricercarli ti porta a fare attività fisica, con i conseguenti benefici. Il meccanismo che governa questi processi è psicologicamente quello della ricompensa. Fare sport ti fa stare bene e, ricompensandoti, ti fa ricercare sempre – come un tossico, ma di quelli buoni – quella sensazione di benessere.

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C’è infine anche una proporzione fra benessere generato dall’attività fisica e quantità di attività che devi praticare. Più intensa è e più richiede il lavoro del cuore (che opera quindi ad alti regimi) più gli effetti a livello cerebrale e cognitivo saranno intensi.

Più fai sport, più il tuo cervello ne sarà soddisfatto, ricompensandoti con benessere, produttività, buon umore e serenità. Ne vale decisamente la pena, insomma ;)

(Spunti per questo articolo sono tratti da “This Is What Exercise Does to Your Brain“)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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