Fa male mangiare uova?

Di certo c'è che mangiare solo uova fa male, esattamente come fa male mangiare solo mele o pane. Ma le uovo fanno forse più male di altri alimenti?

Tempo di lettura: 4 minuti

Pochi alimenti come le uova sono oggetto di attenzione e informazioni contraddittorie. Fanno bene? Fanno male? Sarà di certo capitato anche a te di sentir dire che fanno malissimo e, dopo sei mesi, che recenti studi hanno stabilito che invece non fanno male, o non come si credeva nei precedenti studi. Forse.

Forse

Rimane sempre sospesa nell’aria quella domanda a cui nessuno pare riuscire a dare una risposta definitiva: fanno davvero male? E se non fanno male, quante se ne possono consumare?

La domanda forse è sempre stata mal posta e trascura spesso una semplice constatazione: qualsiasi alimento è dannoso se assunto unicamente e senza associarlo ad altri alimenti. Mangiare solo carne è dannoso ma mangiare *anche* carne non lo è. Mangiare arance non è dannoso, ma è dannoso mangiare *solo* arance. In altre parole, qualsiasi dieta sbilanciata è potenzialmente dannosa e qualsiasi dieta basata su un unico alimento – ammesso che la si possa seguire senza impazzire o senza sviluppare una duratura nausea per quell’alimento – è dannosa. Ogni dieta sbilanciata è dannosa, punto.

L’uovo non si trova solo nell’uovo

Un’altra considerazione che è doveroso fare riguarda un aspetto poco considerato riguardo all’uovo. Parlando di consumo di uova si pensa all’uovo in sé: sodo, alla coque, in camicia, all’occhio di bue, sotto forma di frittata o omelette ecc. Si pensa insomma all’uovo nella sua interezza. Ci si potrebbe invece stupire a constatare quante uova si consumano senza saperlo. Ci sono uova nei biscotti, nelle torte, nel pan di spagna, nella pasta all’uovo (questa era facile, ok), nelle salse, nelle creme, nei budini, nei gelati, nelle caramelle e in tanti altri alimenti ancora. Insomma, puoi mangiare uova anche senza rendertene conto.

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Il consumo consigliato di uova – generalmente indicato in un numero a settimana – dovrebbe tener conto anche della presenza di uova o derivati delle uova in altri alimenti. In altre parole: puoi pensare di aver consumato solo 3 uova la settimana scorsa (perché sono quelle che effettivamente hai mangiato) ma ne potresti aver mangiate di più “sotto mentite spoglie”. Basta saperlo e questo fa anche parte della consapevolezza che bisogna sviluppare e alimentare riguardo a cosa si mangia. Chiedersi sempre cosa contiene ciò che si mangia non è paranoia ma è un atteggiamento invece molto responsabile che sviluppa solo chi ha particolari allergie e che invece dovrebbe essere il più possibile diffuso.

Perché si pensa che l’uovo faccia male?

Detto brevemente, un uovo contiene mediamente 200 mg di colesterolo e tutti sappiamo che un eccesso di colesterolo non va bene. Uno studio condotto negli USA su 30.000 persone ha verificato che un eccessivo consumo di uova incide sulla mortalità per patologie cardiovascolari, ictus o morte prematura. In particolare, dice Victor W. Zhong della Northwestern University Feinberg School of Medicine che ha condotto lo studio, il tasso di mortalità prematura cresce del 17% e del 18% nel follow-up durato per 17 anni e mezzo. La durata temporale e l’ampiezza del campione fanno capire la capillarità e il livello di approfondimento dello studio. Il consumo di mezzo uovo al giorno, continua Zhong, accresce il rischio di infarto del 6% o di sviluppare altre patologie mortali dell’8%.

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Il limite di una ricerca del genere, riconosce lo stesso scienziato che l’ha condotta, è che si concentra su un unico alimento come se fosse da solo capace di influenzare e modificare lo stato di salute di una persona. Lo si fa perché è il bersaglio più semplice da colpire: l’uovo contiene colesterolo, no? Allora deve essere sicuramente il responsabile. La realtà è invece che l’insieme di abitudini delle persone definisce il loro stato di salute. La causa della loro morte non è unicamente ascrivibile all’uovo perché potrebbe essere invece dovuta ad altro: mancanza di esercizio, fumo, consumo di altri alimenti.

Un’altra ricerca

C’è invece chi ha notato che l’influenza del colesterolo dipende dal tipo di persona. C’è chi è iper-sensibile e chi è ipo-sensibile. Un altro studio ha infatti rivelato che soggetti a cui venivano somministrate due uova al giorno per 12 settimane non hanno visto aumentare il colesterolo nel loro sangue. Come è possibile? Semplicemente, esistono soggetti iper-sensibili (hyper-responders) o ipo-sensibili (hypo-responders) al colesterolo. Come puoi sapere di che tipo sei? Con un esame del sangue eseguito all’inizio del periodo di osservazione e uno alla fine: se il tuo livello di colesterolo è cresciuto sensibilmente dopo “la dieta dell’uovo” allora sei del primo tipo.

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Ma insomma, si possono mangiare le uova?

Se non hai un’intolleranza o, peggio, un’allergia alle uova, certo che sì. Come ti ripetiamo spesso e come ti direbbe qualsiasi nutrizionista, è la varietà della dieta che la rende equilibrata, non il singolo alimento che, anzi, la sbilancerebbe. Le uova inoltre non vanno demonizzate perché sono fonte di proteine pure, non hanno praticamente carboidrati, sono facilmente consumabili in tante forme, sono gustose e altamente digeribili. Inoltre hanno un indice glicemico inferiore a 55, quindi non fanno aumentare i livelli di glucosio nel sangue in maniera significativa. Cosa significa? Che, a parità di quantità assunte, avrai fame più tardi perché non contengono quasi carboidrati mentre le loro proteine “tengono impegnato” il tuo stomaco più a lungo e allontanano la necessità di mangiare ancora.

Quante allora?

Ed eccoci alla risposta che cercavi fin dall’inizio: quante ne puoi consumare alla settimana? Le linee guida ufficiali indicano il consumo consigliato entro le 3/4 a settimana. Ma non trascurare due fattori cui abbiamo già accennato: se sei ipo-sensibile un consumo superiore a 3/4 potrebbe non avere alcun effetto sul tuo corpo e inoltre non dimenticare che, come già detto, le uova non si trovano solo… nelle uova.

(Questo articolo trae spunti da “Should you be eating eggs?“di Jane E. Brody, The New York Times – Photo by Ellen Qin on Unsplash)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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