È uno sport meraviglioso!

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Usciamo, per una volta, dai campanilismi e dal tifo da stadio su quale sia lo sport migliore, per valutare con serenità le caratteristiche di uno sport in particolare: il triathlon. E facciamolo dimenticandoci il “se solo avessi più tempo” e pure “la corsa è più bella”, in un’analisi sincera dei valori che accompagnano questo sport.

Proprio la fatica e la disciplina – accompagnati dalla consapevolezza – credo diano agli atleti (pro o amatori che siano) una marcia in più. In fondo, quando si fa tantissima fatica, c’è uno spirito di accomunamento che possiamo incontrare in pochi altri contesti.

Chi è il triatleta?

Poiché voglio fare le cose seriamente, per analizzare in modo oggettivo la questione, è indispensabile innanzitutto capire chi sono i protagonisti di questo sport.

Come tutti gli atleti, anche il tri-atleta si sacrifica in vista di realizzare un obiettivo. E questo implica allenamenti su tre discipline differenti: nuoto, ciclismo e corsa. Ma non basta! Perché poi ci sono gli allenamenti combinati in cui unisci, di seguito, due discipline perché – come abbiamo già detto molte volte – il triathlon è una disciplina unica formata da tre momenti diversi.

In aggiunta a questo, consideriamo che il triatleta che affronta distanze medie (e vuole godersi la gara senza sofferenze eccessive) si allena almeno 12 ore alla settimana, 6 giorni su 7.

Già solo questo è sufficiente a capire che il triatleta sa cosa siano la disciplina, l’organizzazione e la fatica. In un’unica parola: il sacrificio!

Puoi considerarlo un pazzo, magari puoi pensare che sia un impallinato ma – di certo – capirai che è una persona che merita rispetto.

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Ok! Ma perché il triathlon è uno sport meraviglioso?

Non spazientirti! Era necessario capire cosa sia la fatica per un triatleta per iniziare questa riflessione. ;)

Partiamo dall’Ironman di Cork. Una gara che – come non bastassero i 3,8 Km di nuoto, i 180 Km in bici e i 42 Km di corsa – ha più di 1.800 metri di dislivello e ha visto la pioggia battere sulla testa degli atleti per quasi tutta la gara. E sto parlando di una gara che, atleti forti a parte, si conclude impiegandoci dalle 11 alle 13 ore. Consecutive!

E cosa vedi nelle fasi finali della gara femminile? Questo:

Anja Ippach saluta Emma Bilham mentre la sta superando. Quasi a dire “ne hai più di me, siamo in condizioni limite, vai!”. Non è meraviglioso? Sì, lo è!

Ma proseguiamo!

Andiamo avanti di una settimana. Siamo a Francoforte per il Campionato Europeo Ironman, con una temperatura media di 35°C (e affrontare la distanza Ironman non è affatto facile), e i protagonisti sono Jan Frodeno e Sebastian Kienle. Quest’ultimo, al primo lap della frazione di nuoto, calpesta un pezzo di vetro che gli si conficca nel tallone e, ovviamente, viene subito medicato.

Che fa Frodeno? Anziché partire a tutta velocità cercando di trarre il massimo vantaggio dall’inconveniente del rivale, va a vedere che Sebastian stesse bene.

E sono entrambi due professionisti durante un Campionato Europeo, non alla corsa della salama da sugo! Durante la corsa, come non bastasse, i due trovano pure la forza di scherzare insieme.

Giusto per onor di cronaca, ha vinto Frodeno con un tempo di 7:56:02, correndo la maratona in 2:43:57 (passo medio 3’54″/Km)! Che altro dire se non “tanto di cappello” a questi campioni?

E in Italia?

Anche nel nostro paese abbiamo degli esempi molto interessanti per farti capire quanto sia bello il triathlon e quale sia lo spirito che lo contraddistingue. Te ne faccio due, sempre legati allo scorso weekend.

Il primo è Martina Dogana che ha fatto a Nizza la sua ultima gara da Pro, portando a casa un 4° posto, in una giornata caratterizzata da un caldo così torrido da costringere gli organizzatori ad accorciare la distanza per assicurare l’incolumità degli atleti.

È stato commovente vedere Martina tagliare il traguardo di una gara estremamente dura, è stato commovente anche per ciò che rappresenta Martina per il triathlon italiano. Ha onorato una gara durissima, ed è arrivata con il sorriso, circondata da tantissimi amici e atleti che – con lei – volevano condividere un momento così importante!

Il secondo esempio lo troviamo “in casa nostra” e, per questo, lo teniamo come dulcis in fundo visto che Veronica scrive qui su Runlovers. Veronica Signorini ha partecipato all’Ironman 70.3 in Finlandia e – dando ogni singola energia che aveva in corpo – si è portata a casa la slot per partecipare al Mondiale Ironman 70.3 che si terrà a Nizza il prossimo 7 settembre, grazie a un meraviglioso 5° posto di categoria e al 2° posto assoluto nella frazione di nuoto.

Vabbè, e le pecore nere?

Come in ogni ambiente, anche nel triathlon trovi gli impallinati e gli invidiosi. Quelli che commentano le gare degli altri e che spulciano le starting list in cerca di qualcuno da prendere di mira. Qual è il problema?

Nessuno! Alla fine ciò che conta è godersi l’esperienza perché – come ha detto Linus qualche settimana fa – “tutti nella vita dovremmo affrontare il nostro triathlon prima o dopo“.

E troveremo sempre il vincitore della gara che, tagliato il traguardo, si fermerà sotto al gonfiabile per attendere l’arrivo degli altri atleti. Perché la fatica si rispetta sempre!

 

 

(immagine principale: © Pavel1964 on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

2 COMMENTI

  1. Domenica a Cesenatico ho fatto il mio primo Sprint. Fantastico!
    Tra tre settimane replico.
    Mi sono deciso a provarlo anche leggendo i tuoi articoli, quindi: grazie!

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