È proprio così, sono una runner

Mi sveglio alle 5:30, mangio solo un frutto, ieri sera ho fatto il carico di carbo; guardo il meteo, mi soffermo sulla temperatura, passo in rassegna tutte le magliette che ho e scelgo il peso appropriato per non avere freddo, ma nemmeno caldo; alle 6 sono fuori di casa, penso chi cavolo me l’ha fatto fare, perché, ripeto a mente tutti i disturbi psicopatologici che secondo me mi si addicono, impreco e immagino il tepore del letto che ho appena lasciato; dopo 15 minuti sorrido, canto nel cuore inni alla vita, ringrazio l’universo per aver messo la corsa sulla mia strada, mi sento la donna più fortunata del mondo.
Eh sì, è proprio così, sono una runner.

Al lavoro

Sono le 17.30, sono al lavoro, un collega mi sta parlando da circa un quarto d’ora; l’ho ascoltato con interesse, gli ho risposto e ho partecipato educatamente alla comunicazione; ma il tempo scorre inesorabile e io inizio a guardare l’orologio in modo ossessivo; mi viene un tic alle gambe, l’occhio destro inizia a tremare, un rigagnolo di una sostanza non ben identificata inizia a uscire dall’angolo destro della mia bocca; deve essere la materializzazione liquida del circuito neuronale che si è appena creato nel mio cervello: “caro collega che mi parli, in altre circostanze ti starei anche a sentire, mi sforzerei di apprezzare ciò che mi dici, potremmo anche rimanere a parlare amabilmente e spingerci forse a filosofeggiare sui massimi sistemi della vita, ma ho in tabella 15 km, 10 x 30’’ allunghi all’80%, più defaticamento; alle 18:00 devo essermi già riscaldata, quindi ora schiaccerò il tasto Canc del computer che ho di fronte e tu sparirai; grazie di tutto, grazie di quella volta che hai finito il progetto al mio posto perché io facevo il doppio allenamento e tornavo a casa di corsa direttamente dall’ufficio; è stato bello lavorare con te, ma nella vita alla fine è tutta una questione di priorità.”
Eh sì, è proprio così, sono una runner.

LEGGI ANCHE:
Che fortuna abbiamo, siamo corridori

Il sabato sera

È sabato sera, gli amici hanno organizzato una cena in pizzeria e io ho chiamato a raccolta tutte le forze dell’intero mondo dei runner di tutti i tempi, ho fatto appello alla tenacia resilienza mindfulness di tutti gli antenati runner dell’umanità dai tempi di Filippide ad oggi; ho la cena proteica, domani mattina mi aspetta allenamento a digiuno insegna-al-tuo-corpo-a-bruciare-grassi-durante-la-corsa; il locale è aperto da poco, un pizzaiolo napoletano ha deciso di portare il Lombardia il suo business; in circostanze normali gliene sarei grata, mi fermerei a parlare con lui del suo spirito imprenditoriale, lo abbraccerei felice, elogerei il grande dono che mi ha fatto di portare la pizza napoletana a Gallarate; ma stasera l’economia è un concetto oscuro per me e mentre vedo passare sotto ai miei occhi fette profumate colanti di mozzarella, birre e prosecco di benvenuto, perché il pizzaiolo è anche ospitale e offre da bere, mentre il cameriere mi guarda quasi compassionevole e mi porge un piatto tristemente bianco, con un pezzo di salmone e ci ha messo sopra un ciuffetto di prezzemolo per rallegrarlo e chissà da dove arriva il salmone, perché il pizzaiolo si avvicina con aria imbarazzata e mi dice “signorì, la prossima volta mi avvisi un po’ prima, che le preparo del purè e un riso bianco”, perché pensa che abbia un virus intestinale e mi accarezza la spalla versandomi l’acqua naturale temperatura ambiente; mentre gli amici scuotono la testa e pensano che effettivamente una malattia ce l’ho, ma non ha a che fare coi batteri, guardo il mondo dalla mia prospettiva dissociata, dal mio universo parallelo dove tutti corrono felici nei prati ed è normale andare a letto alle 9 di sera perché la mattina dopo hai il lungo.
Eh sì, è proprio così, sono una runner.

LEGGI ANCHE:
Io tifo per i perdenti

Nella vita quotidiana

Se vai a portare i figli a scuola col tailleur perché hai una riunione al lavoro e le scarpe da running appena prese perché devi collaudarle e piuttosto che niente vanno bene anche 10 minuti dalla macchina al cancello andata e ritorno, se l’odore dello smog ti da fastidio e ti viene in mente il profumo della terra bagnata dei sentieri di montagna, se ti senti un sociopatico disadattato perché le persone che conosci scelgono le vacanze in base al mare, mentre tu le scegli in base ai tragitti che potrai fare di corsa, se preferisci l’orologio col cardio frequenzimetro a un bracciale d’oro, i negozi di articoli sportivi al quadrilatero della moda, le uscite in bici coi figli ai centri commerciali, se fai finta di fare una ricerca per un progetto lavorativo e invece stai leggendo su kindle la storia di un atleta che ha fatto l’UTMB, la Badwater e la Marathon Des Sables, se ogni tanto ti ritrovi con lo sguardo perso nel vuoto e a chi ti chiede “a cosa pensi?” rispondi “no, a niente di particolare”, ma la verità è che stai pensando che quasi quasi quel trail tra un mese lo fai, che non ti sei allenato benissimo, ma l’importante è divertirsi…se di notte sogni scarpe da running, che alla fine bisognerebbe inserirle negli archetipi junghiani, perché per te sono un simbolo ancestrale che racchiude uno dei significati della vita.
Ecco, è molto probabile, ci sei cascato.
Sei un runner, che il mondo se ne faccia una ragione. Vivi secondo le tue regole, c’è discriminazione, ma ad ogni traguardo pensi quanto ne è valsa la pena.
Non hai un cuore normale, ma un Running Heart.
Ed è sempre lui a comandare.
Che poi è ovvio, se ci pensi, non siamo gente comune.
We Are RunLovers.

LEGGI ANCHE:
La corsa, senza "più"
CONDIVIDI
Runner e Specializzanda in Psicologia Clinica, Federica è Referente Territoriale, Consigliere Esterno per Giovani Psicologi Lombardia. Si occupa di disturbi alimentari ed è appassionata di motivazione.

3 COMMENTI

  1. Cara Federica, leggere il tuo articolo mi fa venire in mente di essere in una di quelle stanze senza grandi arredamenti dove ci sono tante sedie messe a formare un cerchio. Ogni tanto entra qualcuno, saluta dicendo il suo nome e tutti in coro gli rispondono “CIAO … con il suo nome; ciao Federica io sono uno di quelli seduti su quelle sedie e il tuo articolo mi ha fatto un gran piacere!

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.