Da dove viene la motivazione

Ci sono mille modi per essere motivati ma la verità è che funzionano solo quando confermano una convinzione che può venire solo da te stesso

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiQuanti articoli su metodi infallibili per trovare la motivazione per correre o muoverti puoi trovare in rete? Almeno tanti quanti su come aumentare la tua produttività o come iniziare positivamente la giornata. O come affrontare il lunedì. O come evitare di leggere questo genere di articoli (sarebbero ottimi articoli, in effetti).

Anche qui su RunLovers ne trovi tanti e sono utili, inutile negarlo. A volte danno ottimi consigli, magari ti fanno pensare a soluzioni a cui non avevi pensato.

Forse questo è il più motivante o demotivante articolo che tu possa leggere al riguardo, sei avvertito.

Un buon motivo per correre

Contrariamente a quello che si dice della corsa in sé – ossia che il più difficile è il primo passo e poi il resto viene facile – la motivazione a correre è un atteggiamento che viene facile all’inizio e molto meno dopo, almeno fino a un certo punto.
Quando decidi di provarci lo fai e basta. Il problema è continuare a farlo perché non è un’attività facile e leggera. Richiede impegno. Non dispensa tante soddisfazioni immediate. Il “Chi me l’ha fatto fare?” è sempre in agguato.

Ci sono molte cose che lungo il percorso ti convincono a continuare a provarci, primi fra tutti i miglioramenti che, se ti applichi, riesci a ottenere. Eppure la convinzione di volerlo fare è qualcosa di molto più intimo che non ti può instillare nessuno. Non c’è programma perfetto che tenga, non c’è una pozione magica. Ne devi essere convinto.
E questa è la brutta notizia (te l’ho detta subito, anche se l’ho scritta sotto il titolo “Un buon motivo per correre”). Se non pensi di volerlo fare fino in fondo, anche contro l’abitudine e ogni più raffinato e convincente pensiero non vale neanche la pena che tu ci provi.

Lo dico a ragion veduta perché ho sentito spesso dire “Correrei se solo mi accompagnasse qualcuno / non piovesse / non avessi un’unghia rotta / ecc.”. Quando ragioni in questi termini fermati e pensa che non sono problemi esterni o fisici (salvo quelli davvero gravi e invalidanti) a impedirti di correre: stai solo cercando valide giustificazioni. Non c’è niente di male, è umano, capita: non hai la motivazione.

Dipende tutto da te

Questo discorso è particolarmente vero in tutti quei casi in cui si delega a qualcun altro la responsabilità del tuo allenamento: il coach, l’amico, il marito, la fidanzata, la moglie. “Non ci tiene a me e non ha capito che ho bisogno di lui/lei per decidermi a correre”. Può capitare qualche volta ma se questo ragionamento diventa ricorrente allora indica solo che non ne sei convinto. Nessuno ha la responsabilità della tua motivazione a farlo se non te stesso.

David Bowie diceva una cosa che si può applicare anche alla corsa, sebbene parlasse di droga. Diceva che puoi dire a un tossico di smetterla perché gli fa male; lui lo sa benissimo. Un tossico smette solo quando ha capito che vuole smettere.

Questo discorso applicato alla corsa funziona altrettanto: non c’è argomento che possa persuaderti a iniziare a correre se non la tua stessa convinzione. Un bel giorno capisci che sei pronto a farlo. E lo fai.

Quel giorno potrebbe non arrivare mai o arrivare ed essere seguito da difficoltà (ti fai male, non migliori e ti demoralizzi, piove sempre) ma se sei intimamente motivato ce la fai. E poi non ti ferma più nessuno.

La buona notizia

Concludo con una buona notizia: la corsa è quella cosa che quando inizi a farla perché hai la motivazione – quella vera – non smetti più. Perché ti riserva così tante sorprese lungo il cammino che non puoi che affezionartici: stai meglio, conosci gente, fai gare, ti metti alla prova, riesci a fare cose che non pensavi possibili, migliori la tua autostima. Si genera quello che chiamo il “circolo vizioso-virtuoso”: ne diventi dipendente, ma di una cosa positiva. Non guarderai più il divano con gli stessi occhi bramosi, non mangerai più quella seconda porzione di torta, ti guarderai con più soddisfazione. Starai, semplicemente, meglio, molto meglio.

E sai chi dovrai ringraziare? La motivazione? No: solo te stesso. Perché quella motivazione viene da te e da nessun altro.

(Photo by Linh Nguyen on Unsplash)

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