Correre fa male. Correre fa davvero male?

Una ricerca dice che chi corre una maratona ha i reni nello stesso stato di chi ha subito un'operazione al cuore.

Tempo di lettura: 3 minuti

La lettura di un articolo dal titolo alquanto allarmante mi ha fatto venire in mente tutto ciò che ho letto di altrettanto allarmante sul running in tutti questi anni. Il titolo diceva “Correre una maratona è traumatico per il corpo come un’operazione cardiochirurgica”.
È un titolo che non può che attirare l’attenzione, anche perché sfrutta un paragone con un intervento chirurgico che difficilmente si può confondere con l’estrazione di un dente.
Il contenuto dell’articolo chiariva poi il senso del titolo e lo rendeva meno allarmante di quanto potesse apparire a prima vista. Eppure siamo talmente abituati a leggere le notizie più assurde ed estreme che tendiamo a credere a tutto ciò che troviamo scritto, o almeno a concedergli un minuto di credito.
Mi confortava che apparisse sulla stampa americana e per di più su una testata affidabile e seria.
Se hai ancora conservato la curiosità fin qui e soprattutto se sei arrivato a leggere fino a questo punto, ti meriti di sapere di che si tratta.

Secondo un recente studio

C’è sempre il recente studio che dimostra – o dimostrerebbe – questo o quello. Nel caso specifico che chi corre una maratona ha i reni nello stato di chi ha appena subito un’operazione cardiochirurgica.
L’idea che ci si è fatti leggendo il solo titolo è “Correre fa malissimo al cuore” (e ti costringerà prima o poi a farti operare al cuore – perché è così che chiunque interpreta quel titolo, confessiamolo). Il contenuto è un po’ diverso e spiega che i 22 runner – uomini e donne – oggetto dello studio hanno riportato livelli post-gara di creatina nelle urine che sono simili a chi è stato operato al cuore.
Il motivo è semplice ed è dovuto all’intensa attività concentrata nell’arco di poche ore, alla scarsa o limitata idratazione e al generale livello infiammatorio dei muscoli, specie, ovviamente, quelli delle gambe.

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A questo punto ti resterà un dubbio: il quadro clinico non sembra confortante, quindi correre fa davvero male.
Il resto dell’articolo, correttamente, dice il resto, ossia che è vero che il quadro clinico accomuna pazienti appena operati al cuore e maratoneti ma che si tratta di uno stato transitorio. Dopo due giorni infatti i valori ritornano nella norma. Visto? Eri malato di cuore e due giorni dopo stai bene come prima.

Insomma

Questo tipo di articoli – e, ripeto, in questo caso si tratta di un pezzo fondamentalmente corretto e non fuorviante, se non un po’ nel titolo – li chiamo “Articoli da aperitivo”. Come dicevo prima ne ho letti a pacchi negli anni: da quello su quanto male fa alle articolazioni correre, a quello su quanto innaturale sia correre, a quello sui pregi della sedentarietà. Per non parlare di tutta la letteratura ironica che è sempre benvenuta, perché bisogna sempre scherzare su noi stessi.
Li chiamo “articoli da aperitivo” perché offrono argomenti al tuo amico sedentario per dirti con aria di sfida “Visto? Correre fa male, l’ho letto in Internet”. Ho imparato a rispondere a questi mie adorati amici: non ingaggio nemmeno la discussione perché sarebbe inutile. Gli dico semplicemente “È vero. Del resto vivere è mortale”.
A quel punto non sanno più cosa rispondere perché gli ho proposto una verità ancora più inconfutabile.

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Il motivo di questo articolo è insomma un altro: avrei voluto scrivere che correre una maratona è come farsi operare al cuore ma invece ho pensato che fosse più interessante puntualizzare un’altra cosa. Quando hai deciso di correre hai preso una decisione importante in totale autonomia, anche quando si legge un articolo, specialmente uno allarmante, bisognerebbe sempre cercare di contestualizzarlo, capirlo e verificarlo. Purtroppo in un’era che facilita all’inverosimile la circolazione di informazioni non c’è alcuna garanzia sulla bontà delle stesse. Bisogna solo pensare con la propria testa, essere attenti e magari un po’ sospettosi. Documentarsi (che è molto diverso da “informarsi”, anche perché richiede più sforzo) e poi decidere che correre fa malissimo. O il contrario, no? Perché invece fa bene, e lo sai benissimo.

(Photo by Raj Eiamworakul on Unsplash)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

3 COMMENTI

  1. All’ultimo esame sotto sforzo per il certificato medico d’idoneità sportiva, il dottore, alla mia domanda se correre fa male, se n’è uscito così:
    “correre non ti farà vivere più a lungo ma ti consentira di affrontare meglio gli anni che ancora ti restano da vivere”.
    Amen.

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