Corre da pacer, vince la maratona

Anche i pacer possono vincere una maratona? Certo, ed è successo ad Abu Dhabi

Tempo di lettura: 1 minuto

Confessa: il tuo sogno è quello di vederti atterrare un elicottero in giardino dal quale scendono degli agenti dell’FBI che ti dicono “Lei è la nostra ultima risorsa: solo lei può salvare il mondo”. Oppure quello di vincere una maratona contro ogni pronostico o anche ogni più rosea previsione, dato che si sa, parliamo di uno sport in cui vincere è praticamente impossibile.

Il caso del kenyano Reuban Kipyego è un po’ particolare: le probabilità che ha di vincere una maratona non sono remote, essendo un runner professionista con tempi da favola.
Le modalità secondo cui ha vinto domenica scorsa la Abu Dhabi Marathon rendono però la sua impresa singolare, anche se non unica nel suo genere.

Fuori al 30°

I piani erano chiari: Kipyego avrebbe fatto da pacer per il gruppo di elite e al 30° km sarebbe uscito dalla competizione. Arrivato a quel punto ha invece avuto voglia di continuare. L’ha fatto. Ha vinto. In 2:04:40, un risultato davvero notevole con il quale ha fatto anche suo il premio di 100.000$ in palio.
La domanda ora sorge spontanea: ma un pacer può fare quello che ha fatto Kipyego? Sì, non c’è niente nel regolamento che vieti ai pacer di partecipare a una gara (ovviamente) e di portarla a compimento se vogliono. Che è quello che ha fatto lui.

Sullo stesso argomento:
ASICS apre le selezioni per diventare FrontRunner

Non è la prima volta

Vittorie come questa sono già accadute nella storia della maratona, anche se sono abbastanza rare. Nel 1994 Paul Pilkington fece da lepre alla Los Angeles Marathon ma dopo la fine del suo incarico decise di continuare per poi vincerla. Nel 2000 alla Berlin Marathon accadde invece che Simon Biwott decise che era in buona giornata e da pacer si trasformò in concorrente e vinse.

(Via Runnersworld.uk)

CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.