COMPEX: l’elettrostimolatore per gli sport di endurance

Tempo di lettura: 4 minuti

Per un figlio degli anni ’80 come come me – anche se sono nato nei ’70 – fino a un po’ di tempo fa, elettrostimolazione significava una sola cosa: un tizio più muscoloso di Thor con una fascia sulla pancia e i muscoli addominali che ballavano la macarena senza che lui facesse nulla. Insieme – ovviamente – alla promessa che saresti diventato come lui senza fare alcuna fatica. Un po’ come gli occhiali a raggi X dell’Intrepido, no?!

“Fino a un po’ di tempo fa”, ho detto.

Perché, fortunatamente, l’elettrostimolazione non c’entra nulla con quell’immagine che arriva dal passato. L’elettrostimolazione è uno strumento elettromedicale che, quando viene usato nel modo corretto, può dare ottimi risultati in termini di endurance, forza e recupero.

“Quando viene usato nel modo corretto”, ho detto.

Sì, infatti i nostri muscoli sono diversi, hanno necessità diverse, strutture diverse e cambiano radicalmente da persona a persona. E quindi serve uno strumento che sappia adattarsi alle nostre caratteristiche per aiutarci e ottenere un risultato efficace. E qui entra in gioco l’elettrostimolatore Compex.

L’elettrostimolatore Compex funziona?

La risposta breve è ““. Quella lunga è “assolutamente sì“.
E funziona benissimo anche per chi, come noi, si dedica agli sport di endurance.

Io ho testato per un periodo abbastanza lungo (circa 7 mesi, da marzo a ottobre) il
Compex SP 8.0, soprattutto all’interno delle fasi di recupero e defaticamento post allenamento e la differenza si sente fin da subito: i tempi si accorciano, senti i muscoli più “leggeri” e – di conseguenza – gli allenamenti diventano più efficaci e costruttivi.

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Il lato importante da mettere subito in evidenza è che non occorre avere alcuna conoscenza medica per usare l’elettrostimolatore Compex. Sì, perché grazie alla funzionalità Muscle Intelligence è il dispositivo che analizza il tuo muscolo, lo valuta e decide come impostarsi. Tu devi solo scegliere il programma che vuoi e posizionare gli elettrodi nel punto giusto del muscolo – ed è facile anche grazie a un’app che, per ogni programma e muscolo, ti dà il posizionamento corretto.

La sensazione, le prime volte che lo usi, è strana. Senti come se avessi dei piccoli aghi che ti fanno muovere i muscoli senza che ci sia una reale attivazione da parte tua. In realtà, però, è una sensazione piacevole.

L’utilizzo per il recupero e la capillarizzazione

I programmi di recupero e capillarizzazione sono concettualmente simili ma svolgono funzioni diverse.
Nel primo caso, la contrazione dei muscoli è finalizzata all’aumento della circolazione sanguigna per migliorare la velocità di smaltimento delle tossine prodotte dal muscolo durante l’allenamento.
Nel caso della capillarizzazione, invece, il programma è rivolto ad aumentare l’irrorazione di sangue alle cellule e, di conseguenza, la quantità di ossigeno a disposizione durante gli sforzi.

Puoi immaginare da solo quanto questo, negli sport di endurance, sia importante. Significa riuscire a recuperare più velocemente e avere a disposizione più ossigeno nei muscoli per generare energia.

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I programmi di “forza”

Qui potremmo parlare per ore e, comunque, non riusciremmo a dire tutto. Per non annoiarti con dati, formule e troppi approfondimenti, preferisco raggruppare tutto in due argomenti: la forza per l’endurance e la forza esplosiva.

Nel primo caso, le sessioni sono finalizzate a dare al muscolo la capacità di fare uno sforzo costante e prolungato nel tempo, come per la core stability, e sappiamo già molto bene quanto sia importante – in ogni sport – l’allenamento del core.

Il secondo caso è invece più complicato, perché non si tratta solamente di avere un muscolo più potente ma – soprattutto – di essere in grado di esprimerlo in un movimento preciso, come nel ciclismo per esempio. In questo contesto è utile l’uso accoppiato di elettrostimolazione e rulli per ottimizzare il gesto atletico.

Pro e contro del Compex

Gli aspetti positivi nell’uso del Compex, sicuramente, li avrai capiti: miglioramento del recupero, della capillarizzazione, aumento nella forza per l’endurance e di quella esplosiva. Ma ne aggiungo un altro: la comodità.

Le sessioni di elettrostimolazione possono essere fatte leggendo un libro, ascoltando bella musica o rilassandosi guardando la tv. Non occorre concentrazione perché fa tutto lui e così, anche noi uomini, potremo finalmente vantarci di riuscire a fare due cose contemporaneamente. Anche se non è vero. ;)

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Il lato negativo è essenzialmente uno solo: il costo del dispositivo. Il modello che ho testato io, Compex SP 8.0, è il top di gamma, è wireless e, di listino, costa 1.229 euro (ora scontato a € 999).

Bisogna ovviamente ricordare che non stiamo comprando una “cintura da televendita”, tutt’altro. Il Compex è un prodotto elettromedicale, testato e pensato per migliorare le nostre prestazioni in modo sicuro. E dietro quel piccolo dispositivo ci sono tecnologia e ricerca.

La buona notizia, però, è che ci sono molti modelli pensati per i diversi usi. Te ne cito due: il Compex Runner (€ 359) che ha tutti i programmi che servono a chi pratica la corsa, gli elettrodi sono connessi all’unità con dei cavi ma fornisce il set di benefici e funzionalità più utili al prezzo di uno sportwatch.
Il secondo prodotto – probabilmente quello che mi regalerò per Natale – è il Compex SP 4.0 (ora in offerta a € 499): ha i cavi e un set di funzionalità più complete rispetto al Runner. Però è la mia scelta personale, e ciascuno di noi ha le sue necessità.
Per questo, se vuoi il confronto tra tutti i modelli, puoi vedere la tabella comparativa in modo da avere, in un’unica schermata, tutte le funzionalità principali.

Per chiudere, voglio rispondere alla domanda che sicuramente ti ronza per la testa: sì, c’è anche la funzione “addominali scolpiti”.

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Ma il Compex è molto, molto di più.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

3 COMMENTI

  1. Ero scettico, mi sembrava una scorciatoia “illecita” e invece per il recupero non c’è molto da “scorciare” se non hai più 20 primavere ma 45 tutto aiuta a togliere la pesantezza alle gambe e certo non sostituisce il divertimento del “lavoro” fatto sul campo correndo (chiamarlo lavoro mi costa parecchia fatica) che resta, per fortuna, necessario.

    Sto cominciando adesso a testare il potenziamento per l’ endurance (55minuti), sopratutto per i quadricipiti sperando che mi possa aiutare in qualche modo a sopperire al fatto di abitare in pianura padana ma di essere amante degli ultratrail in montagna, soffrendo ovviamente come un cane in discesa (lavoro eccentico).

    Alla prossima 90km te lo sapro’ dire.

    • Ciao Seb. Non ho ancora avuto l’occasione di provarla e quindi non so darti una risposta diretta. Di sicuro il principio è totalmente diverso dall’elettrostimolatore però, stando alle sue caratteristiche, per il recupero o per le piccole contratture sembra essere utile.

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