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Non so se te ne sei accorto ma è arrivato l’inverno. Se non vivi in Australia o in Brasile o in Sudafrica (o in qualunque altro luogo a sud dell’Equatore), avrai visto le giornate accorciarsi e le temperature scendere in picchiata. Inizia cioè il periodo del “letargo”.

A meno tu non debba fare una delle ultime gare del 2019 – la Maratona di Firenze, per esempio – adesso è arrivato il momento di costruire il 2020. Abbiamo già parlato qualche tempo fa di come scegliere la gara che fa per te e ora bisogna prepararla.

Se mi leggi da un po’, sai che credo molto nella disciplina e nella pianificazione perché sono gli unici strumenti che ci permettono di raggiungere un obiettivo in modo efficiente. Dico “efficiente” perché indica proprio il concetto preciso: usare il 100% delle nostre caratteristiche per ottenere un risultato con il minimo sforzo.

Peccato che, come in tutte le cose della vite, c’è sempre un gigantesco MA, lampeggiante al neon, in grassetto e con molte luci colorate attorno.

Infatti proprio ora sto passando un periodo parecchio ribelle in cui riesco a fare tutto tranne che seguire una tabella precisa e misurata che mi porti a nuotare il mercoledì mattina e la domenica pomeriggio, fare rulli il martedì e il lungo in bici la domenica e correre o fare potenziamento gli altri giorni. Ho scoperto le gioie dell’approccio anarchico all’allenamento seguendo la tabella del “vediamo un po’ cosa voglio fare oggi” ma – so bene – lo sto facendo solo perché siamo in off-season, praticamente in vacanza. Quindi, se proprio vogliamo vederla bene, anche questa è una forma di pianificazione. (Accidenti, pensavo di essere un po’ più ribelle, qualcuno mi aiuti!!!)

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E quindi cosa fai?

Ho innanzitutto scoperto una passione violentissima per il trail e l’offroad in genere. Mi infango, faccio salite, sentieri, mi perdo (spesso) e poi mi ritrovo. Oltretutto in questo periodo trovi solo gente che lo fa per passione e quindi – in qualche modo – ha un significato più “autentico”. Non escludo che mi metterò anche a fare della bici gravel (in questo momento non sono un grande fan della mountain bike, ma faccio sempre in tempo a cambiare idea) però ho notato che sono attratto da attività “ad alto indice di aria pura”, possibilmente dove ci sia salita, solitudine, libertà, un po’ di adrenalina e tanta tanta tanta endurance.

[Inizio breve digressione] A proposito di salita, il 19 novembre esce il nuovo libro di Simone Moro con uno dei titoli più belli di sempre: I sogni non sono in discesa. [Fine della digressione]

Credo ci sia qualcosa di motivante nell’imparare ad affrontare e saper gestire una lunga ascesa o un’uscita off-road di più ore. Ma, oltre a questo, mi sto divertendo moltissimo. Davvero moltissimo. Sicuramente dipende dal fatto che non essere “rigorosamente incasellato” mi fa affrontare con più leggerezza gli allenamenti ma non credo dipenda solo da quello.

Penso che il motivo principale sia prendermi una piccola pausa dalle discipline che amo per non farne indigestione e riprendere tra qualche settimana con più entusiasmo. Ma non ti nego che sento dei notevoli benefici a livello “atletico” (tra virgolette perché siamo pur sempre parlando di me), sia nell’endurance che nello sviluppo di gruppi muscolari che prima usavo meno.

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Infatti il mio Forerunner 945 (che uso anche per il trail e la bici off-road) dice che sto andando bene, sia come carico che come miglioramenti.

Alla fine, non fare la cosa giusta non implica necessariamente fare la cosa sbagliata. No?!
E proprio l’off-season è il momento giusto per farlo. Dico sempre che bisogna essere “1% better” e quell'”1%” lo puoi trovare ovunque. Anche in un sentiero dei Colli Euganei o in un’uscita di sci alpinismo.

Istruzioni per l’uso

Mentre sei in off-season puoi anche fare un po’ il cialtrone ma il consiglio che ti do è di imparare cose o fare esperienze nuove. Se non sai nuotare, fa’ un corso in piscina; qualora tu non l’abbia mai fatto, noleggia una mountain bike e va’ a fare un giro in fuoristrada; se sei innamorato dell’asfalto, prendi un paio di scarpe da trail e perditi nei boschi. Ma senza esagerare e sempre con grande cautela e gradualità.

Quando si iniziano attività nuove è sempre importante prenderci confidenza.

Pensa a divertirti, svuotare il cervello (anche per vivere meglio) e approfittane per migliorare e mettere ulteriori mattoncini alla preparazione della tua endurance. Ne trarrai un grandissimo beneficio.

E poi, quando sarà ora di riprendere la preparazione “seria”, noterai dei miglioramenti che nemmeno immagini. Credimi!

 

 

(Credits immagine principale: mihtiander on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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