Come si allena Kilian Jornet

La routine di allenamento di Kilian Jornet è mostruosa per intensità e sforzo richiesti ma insegna molte cose sull'importanza del variare il tipo di lavori

Tempo di lettura: 2 minuti

Che Kilian Jornet sia uno dei più forti ultramaratoneti di questo pianeta non è un mistero. Che le sue prestazioni non accennino ad alcun cedimento è altrettanto stupefacente. Solo quest’anno Kilian ha vinto la Sierre-Zinal per la settima volta, migliorando il record sul percorso di 4 minuti. Non contento ha vinto anche la Pikes Peak Marathon.

Da un trail runner ci si aspetterebbe una routine concentrata in montagna e invece è lo stesso Kilian a condividere il suo particolare tipo di allenamento, che è molto vario e prevedere moltissimi chilometri in piano (esatto: in piano) e molti lavori di velocità.

Non solo trail

Lui stesso di dice stupito di quanto i lavori in piano possano essere utili per costruire la resistenza necessaria a sopportare gare estremamente tecniche e lunghissime come quelle che fa.

Ma tu vuoi sapere la sua tabella di allenamento, no? Eccola qui, nel caso volessi provarci.

  1. Tempo run: circa 2 ore, 30-35 km percorsi a 3:30-3:50 min/Km
  2. Allenamento in salita: 3x700m di dislivello in 20-24 minuti
  3. Ripetute in soglia: 3×5000 (con tempi di 14:58-15:20-15:15) / 4×2000 (tempi di 5:32-5:55-6:10-6:00) / 5K (15:00) / 4K (12:20) / 3K (9:00) 2K (5:50) e 1K (2:50)
  4. Ripetute: 10×400 (tempi da 1:06-1:08) / 10×200 (35 secondi) / 10×600 (tempi da 1:39-1:40)
  5. Corsa leggera in montagna: 25-30K con dislivello di 1500-2000 m
  6. Corsa tecnica in montagna: 15-20K con 3000-4000m di dislivello su terreno sconnesso (durata dalle 4 alle 10 ore)
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Come puoi vedere, solo metà degli allenamenti si svolge in montagna. il nr 2 ed è particolarmente veloce, il 5 (lui la definisce corsa leggera, noi possiamo leggere tranquillamente l’indirizzo delle onoranze funebri al posto di quei tempi) e il 6, quello che si avvicina di più a quanto farà in gara. Gli altri sono allenamenti in piano fatti non a tempi da maratoneta primatista mondiale ma comunque a velocità ragguardevoli. Le serie di ripetute in soglia o oltre soglia sono invece molto veloci.

Non solo resistenza

Quello che si pensa intuitivamente dovrebbe fare un trail runner è lavorare sulla resistenza e non sulla velocità. Kilian e il suo allenamento dimostrano invece che lavorare sulla velocità in piano contribuisce a costruire la resistenza (aumentando la soglia dello sforzo che il corpo è capace di sopportare) e influendo sulla velocità di esecuzione. Kilian infatti non solo continua a percorrere distanze pazzesche ma lo fa anche a velocità assurde, distruggendo un record dopo l’altro.

 

(via Running Magazine / Photo by Kilian on Instagram)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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