Come recuperare prima e meglio, dopo un allenamento

3. Integrazione

Qui potremmo scriverci un intero libro. Anzi, un’enciclopedia: “Come recuperare con alimentazione e integrazione” – in tutte le migliori edicole, tutte le settimane!!! ;)

A parte gli scherzi ci sarebbe davvero moltissimo da dire e so bene che – soprattutto quando si parla di integrazione – ci si divide sempre tra i “pro” e i “contro”. Mettiamo quindi da parte un attimo i pregiudizi, fermo restando che un’alimentazione bilanciata e corretta è indispensabile, così come lo è un’adeguata idratazione (durante) e reidratazione (post allenamento). Esistono però dei prodotti “post allenamento” che ci mettono nelle condizioni di recuperare più velocemente e, per questo, ti racconto com’è stato il mio approccio.

Il mio amico Vicki – spacciatore di novità e consigli – mi aveva parlato degli integratori per il recupero dopo allenamenti particolarmente duri ma io avevo sempre snobbato la questione come “pura soggezione da marketing ben fatto”. E invece ho dovuto ricredermi! Ero sul sito SiS per fare il mio ordine di sali e ho ordinato anche il REGO Rapid Recovery (alla banana perché non sono un grande fan degli altri gusti) e la sensazione di “debolezza e stanchezza” post allenamento sono scomparse.

So che sembra una sciocchezza ma – soprattutto dopo gli allenamenti più intensi – è stupefacente come il riequilibrio energetico sia veloce e percepibile. Peccato solo che il costo non sia propriamente economico (infatti lo uso soprattutto dopo i lavori più duri o lunghi). Se non ci credi, ti consiglio di provare: in fondo una possibilità non si nega a nessuno. Poi ci rivediamo qui e vedrai che mi dirai: “Big, non avevi torto!”. ;)

4. L’elettrostimolazione

Per chi, come me, è figlio degli anni ’70, elettrostimolazione significa un bodybuilder alla tv che cerca di venderti uno strumento per farti sviluppare addominali da Superman senza fare fatica. Ecco, l’elettrostimolazione di cui stiamo parlando ora è tutt’altra cosa: prodotti elettromedicali seri e sviluppati appositamente per gli atleti. Mi riferisco agli elettrostimolatori Compex.

Il Compex è uno stimolatore muscolare che ha programmi specifici per il recupero dopo un allenamento, dopo una gara (o un lavoro particolarmente), per aumentare la capillarizzazione e – ovviamente – anche per sviluppare specifiche caratteristiche di forza legate agli atleti di endurance. La sua particolarità è che, appena lo indossi, grazie alla funzionalità Muscle Intelligence si adatta al particolare muscolo su cui deve lavorare. E aiuta tantissimo perché accelera realmente il recupero e il defaticamento dopo uno sforzo.

Nelle prossime settimane ti farò una recensione completa del Compex che sto usando in questo periodo. Non solo per il recupero ma anche per lavori specifici di forza. Ma, poiché stiamo parlando di come recuperare dopo un allenamento, non potevo non citarlo tra i metodi che funzionano. E bene.

5. Lo stretching

Prima ti avevo parlato di quattro metodi “più due” e lo stretching è il primo punto di quel “più due” per recuperare dopo un allenamento. Infatti non è un’operazione che permette un recupero diretto o, almeno, non moltissimo; però un muscolo allungato, flessibile, dinamico, senza dubbio recupera prima di altri. Il fatto è che lo stretching non va visto come “5 minuti dopo aver corso allungo le gambe” e ciao! Infatti, dopo un allenamento particolarmente pesante, sollecitare le fibre muscolari già danneggiate andando ad allungarle può addirittura avere effetti deleteri sul recupero (e sulla salute del muscolo).

Personalmente mi piace vedere lo stretching come un momento a sé stante. Una sessione di 15 minuti in cui lentamente e gradualmente lavori sull’allungamento e la flessibilità di muscoli e tendini. Il beneficio è garantito ed è pure bello prendersi un breve momento di pausa dalla vita quotidiana.

6. Il recupero dinamico a bassa intensità

Siamo alla fine e, proprio per questo momento, ho lasciato la parte più interessante (oltre che per premiare gli avventurosi che saranno arrivati fino a qui). Parliamo infatti del recupero dinamico.

Hai presente quando, alla fine di un allenamento, il Garmin ti dice “Tempo di recupero: XX ore/giorni”? Ecco. Chiariamo una volta per tutte che non significa che dovrai stare fermo; vuol dire che dovrai allenarti a bassa intensità, magari cambiando sport. Quindi se pensi di non andare a lavorare in bicicletta solo perché l’orologio diceva di stare fermo 3 giorni, stai sbagliando. Puoi muoverti e fare allenamenti blandi, basta non aggiungere carico che possa rallentare ulteriormente la fase di recupero.

Lasciami dire un’ultima cosa. A volte vedo schermate del training effect con punteggi di aerobica e anaerobica a 5,0. Ecco, in quel caso stai facendo qualcosa di sbagliato perché significa che l’allenamento che hai appena terminato – non solo non ti ha portato alcun beneficio – porta con sé tempi di recupero molto lunghi. Questo per dire una cosa: il recupero inizia nel momento in cui inizi ad allenarti; devi sempre sempre sempre pensare a cosa farai domani e dopodomani perché la preparazione è un percorso che va fatto con calma e intelligenza.

Ascolta lo zio!

 

 

(immagine principale: Maridav on DepositPhotos)

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