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Sul perché ci alleniamo, ciascuno può dare una sua personalissima risposta ma – in fondo – i motivi che ci spingono a uscire di casa a sudare sono due: divertirci e migliorarci. Per carità, ci si può allenare per preparare per una gara, per dimagrire, per essere più bellissimi, per mille motivi diversi ma se non ci divertiamo e non miglioriamo, dopo un po’ molleremo. Credo sia un dato di fatto.

In particolare, per “migliorarci” l’unica cosa da fare è allenarsi – e allenarsi bene. Per divertirci dobbiamo essere nelle migliori condizioni possibili, dobbiamo sentire il nostro corpo che risponde correttamente, senza dolori, nella miglior condizione possibile. In entrambi i casi c’è un aspetto senza il quale non riusciamo a raggiungere alcun risultato: il recupero. Ed è proprio di come recuperare dopo un allenamento che parliamo oggi.

L’importanza del recupero

Recuperare è la base, l’elemento fondamentale, per poter affrontare una nuova sessione di allenamento. Infatti, se caricheremo fatiche su fatiche, arriverà il momento in cui ci dovremo fermare. E, se non lo faremo noi, sarà il nostro corpo a imporcelo.

Recuperare dopo un allenamento significa permettere al nostro corpo di espellere tutte le “tossine” prodotte e di riparare le fibre muscolari che si sono microlesionate. In questo modo, ogni singola goccia di sudore sarà utile a costruire un sistema più efficace.
Ma attenzione: non sto parlando solamente di prestazione. Infatti quando siamo nelle condizioni migliori, riusciamo a goderci di più l’allenamento, da avere meno quella fastidiosa sensazione di “gambe legnose” e stanchezza generale.

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Insomma, per divertirci e migliorare è indispensabile – oltre ad allenarsi – recuperare correttamente dalla fatica.

E come si fa? Personalmente uso 4 metodi (più due) per accelerare il recupero dopo l’allenamento. Non tutti insieme, non sempre. Ma ciascuno concorre a velocizzare il ritorno alle condizioni ideali per sudare efficacemente.

1. Il riposo

È la base del recupero: riposare. E, innanzitutto, il sonno è la sua massima espressione. Infatti dormire almeno 7 ore per notte, cercando sempre di coricarci prima di mezzanotte, permette al nostro corpo di ricaricarsi e – grazie all’immobilità – di velocizzare la riparazione delle fibre muscolari.

Inoltre – può sembrare una banalità ma troppo spesso lo diamo per scontato – avere delle routine fisse di vita mette quell’abitudinario del nostro fisico in uno stato ideale per affrontare gli allenamenti.

In questo contesto è importante anche ricordarci che tv, smartphone e schermi andrebbero spenti almeno mezzora prima di metterci a letto. In questo modo permetteremo al nostro cervello di avvicinarsi al riposo nel modo corretto. E poi, in fondo, leggere un buon libro o preparare l’abbigliamento per l’allenamento del giorno successivo è una bella abitudine: non è sempre necessario essere connessi! (Anche se i meme con i gattini sono sempre bellissimi!)

Esistono dei materassi studiati per permettere una recupero più veloce: Dorelan ReActive su tutti che ormai utilizzo da più di un anno e i risultati si sentono. Decisamente.

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2. L’abbigliamento

Da quanto tempo si parla di abbigliamento per il recupero? Almeno dieci anni, credo. E la filosofia è sempre la stessa: aiutare la circolazione capillare in modo che arrivi più sangue ai muscoli, permettendo loro di recuperare più in fretta.

Inizialmente c’era la compressione che, meccanicamente, agevolava la circolazione. E funziona, sicuramente. Io però negli ultimi tempi utilizzo un prodotto nuovo: la linea Recover di Under Armour che con la compressione non c’entra nulla. Infatti, grazie a un filato arricchito di minerali specifici, il tessuto restituisce al corpo l’energia infrarossa favorendo la circolazione capillare. Il che è molto comodo perché puoi stare vestito normalmente e lasciare che sia il tessuto a velocizzare il recupero. Oltretutto la sensazione è molto (ma proprio molto!) più comoda rispetto ai metodi più “meccanici”. Questo tipo di abbigliamento lo uso ormai da un paio di mesi e l’effetto si sente. Mentre, da fuori, indossi semplicemente una felpa, un paio di pantaloni o una t-shirt.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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