Come correre in un posto che non conosci

I consigli per correre in luoghi che non conosci (tipo quando sei in vacanza)

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiOgnuno ha le proprie abitudini: l’ora della sveglia, cosa mangiare il giovedì, la strada da fare per andare al lavoro. Un’abitudine tipica dei runner è quella del percorso. Specie se stai preparando una gara e devi misurarti, il modo migliore per farlo è allenarti su un percorso che conosci bene e rispetto al quale riesci a valutare meglio i miglioramenti o meno.

Panico!

Cosa succede però se proprio questa tua abitudine viene sconvolta? Cosa succede se devi correre in un luogo che non conosci?

Quando sei in vacanza vuoi continuare ad allenarti ma probabilmente non potrai farlo sulle strade a cui sei abituato. Non è di certo il caso di rinunciare a farlo, basta solo mettere in pratica qualche consiglio ;)

Chiedi a chi è del posto

Non è il consiglio più originale ma è sempre efficace. Chi meglio degli indigeni può dirti dove correre? In questi frangenti possono aiutarti i portieri degli alberghi, i runner del posto (magari conosciuti su RinLovers Club – cosa dici? Non ti sei ancora iscritto? E cosa aspetti?) o anche persone che conosci attraverso le più comuni app di corsa e che sai che fanno proprio quei percorsi.
E se non alloggi in un hotel come puoi riconoscere un runner in borghese? Ma è facilissimo: guarda cosa porta al polso e saprai a che tribù appartiene. È anche un modo amichevole ed efficace di attaccare bottone: “Vedo che usi quel GPS, come ti trovi? Ah, dato che non sono di qui mi potresti consigliare dei bei percorsi da fare?“. Taac!

Cerca in rete

Spesso la città più visitate sono mappate in rete (puoi trovare percorsi tracciati anche su Google Maps). Alcuni siti raccolgono gli itinerari più belli divisi per zona e chilometraggio, così da poterti regolare anche con i tempi: per esempio sai in quanto tempo corri 10 km e puoi quindi scegliere il tipo di percorso in funzione della sua lunghezza.

Serendipità

C’è questa bella espressione che significa “trovare cose belle casualmente”, o almeno così la declinerò in questo caso.
Significa uscire a correre in un luogo sconosciuto senza sapere bene dove andare ma lasciandosi ispirare solo da qualcosa che ti attrae. Può essere una strada particolarmente bella o una piacevole discesa (non dimenticando che al ritorno diventerà una salita!), un bosco, un parco, un angolo invitante. La regola è quella di orientarsi solo a sensazione, non preoccupandosi di tempi e chilometraggi. Bisogna correre secondo l’ispirazione del momento, confidando nel fatto che se un dettaglio ha attirato la tua attenzione significa che devi seguire proprio quel percorso, perché la scoperta si manifesta con la bellezza.
Per metterlo in pratica non devi seguire un programma di allenamento rigido perché non prevede tempi sicuri né distanze precise. L’unico tempo è quello che decidi di prenderti.

Informati (per la tua sicurezza)

Anche se sei in ferie o hai mezza giornata libera durante un viaggio di lavoro, affidarsi al caso e all’ispirazione potrebbe non essere sempre una buona idea. Per questo, specie se sei in una grande città che non è famosa per la sua sicurezza, è meglio informarsi su certi dettagli:

  • Strade pericolose perché prive di marciapiedi
  • Strade pericolose perché poco illuminate
  • Zone poco raccomandabili

Generalmente nella stragrande maggioranza dei casi i centri storici sono i luoghi più sicuri e anche più interessanti dove correre. Percorrendoli poi a una certa velocità potrai già impadronirtene e conoscerli, per poi visitarli con più calma e camminando il giorno dopo.

Correre è scoprire

Spesso si pensa al correre come limitato al solo allenamento. Come se tutto si esprimesse in quel frangente e lì si esaurisse. Ma la corsa, specie quella praticata su percorsi che non conosci, può rivelarsi un modo per conoscere luoghi nuovi ad alta velocità e per capire qualcosa di più di te stesso: sei coraggioso e ti piace prendere dei rischi, cioè delle strade che non conosci? Sei troppo abitudinario e legato a percorsi che già conosci? Sei troppo fissato con le tabelle di allenamento e l’idea di non poter sapere quanto un percorso è fluido o meno e che variazioni di livello presenta ti mettono a disagio? Beh, in quest’ultimo caso un amichevole consiglio ce l’ho: sei in vacanza, ma ti vorrai pure rilassare una buona volta?!

(Photo by Garrett Sears on Unsplash)

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1 COMMENT

  1. Io uso molto una feature del sito web di Strava (non la App). Creo una nuova Route a attivo la sovraimpressione della HeatMap per la corsa. In questo modo so ad ogni svolta dove la maggioranza dei runners si dirige. Stampo la Route con la distanza dai bivi dalla partenza e me la metto in tasca. A volte dopo tutta questa pianificazione arrivo sul luogo sconosciuto, mi dimentico la mappa e semplicemente corro dove mi va di correre

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