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Quando segui una tabella di allenamento, capita che ci siano sessioni più difficili di altre, intendo dei lavori particolarmente duri che – soltanto a pensarci – ti verrebbe voglia di stare seduto sul divano.
C’è infatti sempre un misto di tensione e “chi me l’ha fatto fare?” che ci accompagna nei momenti precedenti una fatica.

Se a te non capita perché sei una persona che riesce a dare il 101% sempre e comunque, ho buone notizie per te: sei un eletto! ;)

A me succede come, credo, alla maggior parte di noi. Ma ci sono una serie di accorgimenti che ci possono aiutare ad affrontare gli allenamenti più duri.
Poco importa se stiamo parlando di corsa, ciclismo, nuoto o curling perché, alla fine, gli strumenti a nostra disposizione sono sempre di due tipi: mentali e fisici.

Preparazione mentale all’allenamento

Come puoi immaginare, l’aspetto mentale nella preparazione (e nello svolgimento) di un allenamento è preponderante. Quante volte hai iniziato ad allenarti con pensieri o senza la carica giusta e il risultato è stato “marrone”?

Chi se ne importa, dirai. Vero, non è certamente una cosa grave visto che non siamo professionisti e lo facciamo per noi stessi ma è comunque un peccato perdere una buona occasione.

La proiezione

Uno degli aspetti che mi aiuta di più a prepararmi nel modo giusto è visualizzarmi mentre mi sto allenando: ripasso le diverse fasi dell’allenamento e proietto la mia mente lì, in quel momento. Divido l’allenamento in momenti e penso a come affrontarlo e – soprattutto – gestirmi al meglio. D’altra parte, quando hai 46 anni, è indispensabile pensare anche alla corretta distribuzione dello sforzo.

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La concentrazione

Un altro momento importante, subito precedente la sessione di lavoro è quello in cui ti chiudi in te stesso per qualche minuto per trovare la concentrazione.
No, non è che siamo dei neurochirurghi, abbiamo solo bisogno di focalizzarci. Essere presenti nel momento – hic et nunc, dicevano i latini – e lasciare fuori per qualche decina di minuti le preoccupazioni. Lasciarci andare al movimento in modo da sfruttare il nostro allenamento non solo per migliorare le nostre prestazioni ma anche espellere quelle tossine mentali che faticano a staccarcisi di dosso.

Nel dubbio, ridi!

La risata sa essere curativa per le piccolissime cose. E la fatica di un allenamento duro sicuramente è una di queste.
Se ti viene da mollare per lo sforzo, inizia a sorridere. Ridi della situazione in cui sei andato a cacciarti, prenditi in giro, sforzati di vedere il lato positivo.

Sì, perché tutta la fatica che stai facendo, il sudore, non sono altro che espressioni di quello che ci piace di più fare e ci rende liberi: correre!

Preparazione fisica all’allenamento

Pur essendo vero che la mente comanda sul corpo, se quest’ultimo non è nelle migliori condizioni, un allenamento già duro di per sé potrebbe diventare una vera sofferenza. Per questo, come sempre, bisogna curare anche l’aspetto fisico.
In questo modo otterremo il massimo risultato e – incredibile ma vero – faremo meno fatica.

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Il riscaldamento

Credo che, insieme allo stretching, sia una delle pratiche più odiate dall’atleta amatoriale. No, aspetta, c’è pure il defaticamento ma, per affrontare gli allenamenti più duri, il riscaldamento è indispensabile.
Ma non è solo indispensabile, va pure fatto con molta cura e attenzione perché – oltre a metterci nelle condizioni di rendere al 101% – allontana gli infortuni.

Quando parlo di “cura e lentezza” intendo che devi proprio partire piano e scaldarti lentamente. Un po’ alla volta. Non avrai mica fretta di faticare, eh?

Pare banale? Può essere. Ma ripensa agli ultimi allenamenti e dimmi quanto tempo hai dedicato al riscaldamento. Ecco, ci siamo capiti, no?!
Alla prossima uscita perdi 10 minuti in più e riscaldati bene. Poi mi dirai la differenza, scommettiamo? ;)

Alimentazione e integrazione

“Io sono abituato ad allenarmi a stomaco vuoto e mi trovo bene” credo sia una delle frasi che ho sentito più spesso in questi anni.
Se in alcune condizioni – che significa su controllo del tuo coach – può essere un modo per insegnare al nostro corpo ad attingere alle riserve lipidiche (il famigerato grasso), quando devi affrontare un allenamento duro non se ne parla di non alimentarsi adeguatamente prima. È proprio una sciocchezza.

Inoltre, in base alla tipologia di allenamento che affronti, è bene pensare anche a una adeguata integrazione. Per quanto mi riguarda, soprattutto per le fasi “durante” e “post”.

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Il sonno

Insomma, come avrai capito, ogni singolo consiglio è orientato a un unico scopo: creare le condizioni migliori per allenarci e divertirci. E sicuramente una di queste condizioni è l’essere adeguatamente riposati.

Affrontare delle ripetute o cinque ore di uscita in bici con tre ore di sonno alle spalle è un po’ come mettersi addosso un peso da 40 chili e cercare di volare.
Purtroppo da lì non si scappa: recupero, sonno e alimentazione sono discipline a tutti gli effetti e, come tali, vanno curate con attenzione.

E adesso non si cercano più scuse: è ora di allenarsi. Vai! ;)

 

 

(Credits immagine principale: VitalikRadko on DepositPhotos.com)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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