Brooks Ghost 12: togli e metti, la formula dell’equilibrio

Le Ghost 12 sono le più nuove Ghost sul mercato. E anche le più leggere, equilibrate e reattive mai prodotte sino a oggi.

Tempo di lettura: 3 minuti

La prima scarpa che ho recensito su RunLovers era una Ghost: si trattava della Ghost 4 e ho riletto quella recensione e soprattutto ho riguardato che forma e che aspetto avessero le Ghost ormai 7 anni fa.

La curiosità era legata sia all’evoluzione tecnologica ed estetica che a un sospetto: capita infatti che le nuove versioni di un modello storico – specie se si avvicendano di anno in anno – non siano poi così diverse da quelle che le hanno precedute. Secondo questa logica non dovrebbe esserci quasi evoluzione o dovrebbe essere difficilmente percepibile.

Non è così, chiaramente e oggi si può leggere tutta l’evoluzione della scarpa da running “tradizionale” correndo con le Ghost 12.

Cosa è stato tolto

La prima cosa che balza all’occhio mettendole fianco a fianco è che le Ghost 12 sono molto più leggere delle loro cugine Numero 4. Lo sono sia sulla bilancia che visivamente. 7 anni fa le scarpe erano più pesanti e più complesse nella costruzione. Erano composte da diverse parti e avevano protezioni e supporti in molti punti. L’evoluzione delle tomaie e la possibilità di crearle in mesh a densità e resistenze variabili ha permesso di eliminare componenti aggiuntive applicate come esoscheletri per irrigidire il telaio e per proteggere il piede. Le Brooks di oggi sono in genere più minimaliste nel design, fatti di meno pezzi, più “economiche”, nel senso che usano solo il materiale che serve e niente di più.

Cosa è stato aggiunto

In questo caso più che “aggiunto” bisognerebbe dire “sostituito”. C’è sempre il caratteristico BioMoGo DNA nell’intersuola, per adattare la resistenza e l’ammortizzazione della scarpa al peso e alla velocità del runner e, da qualche anno, c’è anche il DNA LOFT, un materiale contenuto nell’intersuola che garantisce grande reattività assieme alla massima morbidezza.

Quello che è stato aggiunto, modello dopo modello e soprattutto dopo l’introduzione di DNA LOFT, è infatti una morbidezza senza precedenti, che si è raffinata con continuità, fino a questa versione.

Che bella sensazione

Più volte ho sottolineato quanto le Brooks siano comode. Ora l’equilibrio fra le doti di ammortizzazione e quelle di leggerezza e reattività è praticamente perfetta. E le Brooks continuano a essere fra le scarpe a più bassa curva di apprendimento che esista: per capirle e correrci con serenità non ci vuole nessun libretto di istruzioni e nessuno sforzo. Basta indossarle e correrci.

C’è un’altra caratteristica che vale la pena sottolineare: grazie anche al Segmented Crash Pad, cioè alla “frammentazione” della suola in aree indipendenti in modo da permettere comportamenti dinamici diversi a seconda del punto dove la suola impatta con il terreno, la resa del sistema suola+intersuola è lineare. In altre parole, che tu corra di tallone o di avampiede, il livello di ammertizzazione è costante lungo tutta la scarpa. Se corri di avampiede atterri sul morbido. Se corri di tallone è la stessa cosa.

Siccome è normale che le scarpe abbiano spessori diversi fra punta e tacco (serve a creare il drop), in genere chi corre di avampiede avverte la punta un po’ più scarica di quanto si possa immaginare, ottenere una scarpa che ammortizza nello stesso modo sia che ci si corra di tallone che di punta non deve essere stato facile.

Compattezza

Le Ghost 12 sono scarpe estremamente compatte, che comunicano grande equilibrio e rendono nello stesso modo in tutta la loro lunghezza. Le puoi “usare” in ogni direzione e sai che il loro comportamente è sempre lo stesso: morbido, reattivo, leggero.

L’equilibrio si traduce in una sensazione di affidabilità che ti scarica psicologicamente dal sentire la scarpa e dal badare a come reagisce alla diverse velocità. Qualsiasi sia la tua andatura, sei certo che loro ti seguono.

L’equilibrio non si vede ma c’è: è fatto di morbidezza, reattività, ammortizzazione e di materiali usati sapientemente solo dove servono. Non so se servivano otto diverse versioni per riuscire a trovare questo particolare bilanciamento, ma le Brooks Ghost 12 ci sono riuscite.

Le Brooks Ghost 12 sono in vendita nei migliori negozi di articoli sportivi o direttamente sul sito di Brooks al prezzo di 140 euro.

 

IN BREVE
Comodità
9
Estetica
8
Tomaia
8
Suola/intersuola
9
Peso percepito
9
Protezione
8,5
Rapporto qualità/prezzo
8
CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

2 COMMENTI

  1. Dopo due paia di Ghost 11, mi sono preso le Ghost 12 in versione GoreTex, andando incontro all’inverno mi è parsa la soluzione ideale, 10€ circa di differenza rispetto al modello “base”. Fino ad ora ci ho camminato un pò e corricchiato, sensazioni molto buone: affidabilità, confort, morbidezza e leggerezza.
    Una conferma insomma, molto piacevole!
    Ottime ed economiche.
    Durata (mia) sugli 800km

  2. Dopo alcune uscite posso dire che le Ghost 12 sono ottime, sensazioni molto buone, di grande semplicità di utilizzo, comodità e buona ammortizzazione, unite ad un peso non eccessivo.
    Gran bel prodotto!

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