Andiamo in barca, sì. Ma una barca piena di pasta

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Questa cosa delle barchette di melanzane te lo dico onestamente mi sta sfuggendo di mano. Mi piace troppo riempirle di cous cous, gnocchi, spaghetti, pacchere, mezze maniche. Ci metterei pure il vicino di casa che fa i lavori a fine Agosto con il martello pneumatico alle sei, per dire! (magari Giovedì prossimo sarà proprio quella la ricetta, chissà). Sai perché?

Tutti si stupiscono. Ha un fascino la barchetta di melanzane che neanche Bradley Cooper che canta appiccicato a Lady Ga Ga. Semplice, discreta eppur scenografica i commensali non resistono e c’è chi, addirittura, emette gridolini di piacere. Se poi ci metti gli spaghetti dentro, è fatta caro/a mio/a. Un mix di Bradley e il Vagabondo di Lilly alla trattoria.

La Norma generalmente si fa con la pasta corta, meglio se casarecce, ma grazie alla barchetta anche  il siculo più tradizionalista ti perdonerà.

La Norma l’ho presentata in svariati modi. Oltre all’impiattamento classico che rimane in assoluto il mio preferito e quello dell’involtino -ovvero involtino di melanzana con dentro gli spaghetti- devo dire che questo modo a barchetta mi ha entusiasmato proprio per la semplicità eppur scenografica.  È un modo poi per servire la Norma preparandola in anticipo e passandola in forno; fermo restando che la preparazione “sul momento” rimane sempre in cima alla classifica.

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Basta incidere le melanzane e poggiarle su carta da forno. Un giro di olio extra vergine d’oliva e sale grosso. In forno a 180 per 20 minuti e nel frattempo hai messo su la salsa di pachino profumata al basilico fresco. Prepara a parte dei cubetti di melanzana e friggili. Le melanzane, non devo dirtelo io, prima di essere trattate devi metterle sotto un peso dentro uno scolapasta con del sale grosso in modo che fuoriesca l’acqua amara. Friggile e asciugale. Prepara la pasta e uniscila con la salsa e i dadini di melanzane fritte. Gira per bene e metti delle belle forchettate sulle barchette. Se desideri servire più tardi il primo piatto lascia la cottura della pasta incompleta.
Chiudi con tanta e abbondante ricotta salata e qualche foglia di basilico. Una girata di olio extra vergine d’oliva a crudo.

Se lo passi nel forno ricorda di non mettere mai e in nessun caso la ricotta salata prima. Deve essere tritata freschissima al momento di servire.

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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