Alberto Venturelli, correre all’indietro per andare avanti

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Quando conosci Alberto, ti trovi davanti a una persona tranquilla, quasi timida, l’esatto contrario di ciò che ti aspetteresti dal prototipo di Campione Italiano. Sì, perché Alberto è il retrorunner più veloce del nostro paese. Il-Più-Veloce.

Il racconto di come Alberto sia arrivato al retrorunning è di grande ispirazione poiché nasce da una condizione comune a molti di noi: il “non ce la posso fare perché sono in sovrappeso”. Invece no! Come dimostra Alberto, con la determinazione e l’impegno i risultati arrivano, anche in una disciplina tecnica e difficile come la corsa all’indietro. Parola di Campione Italiano! Buona lettura!

Nel 2014 proprio nei giorni in cui compivo 30 anni la corsa per caso entrò nella mia vita. Dopo avergliene sentito parlare negli anni precedenti, un amico mi invitò a correre una gara di retrorunning. Dopo un iniziale rifiuto perché ero estremamente sovrappeso, in continua lotta con la bilancia e coi pregiudizi, vidi in questa manifestazione – che consideravo quasi goliardica – un modo per provare davvero a riprendere in mano una salute che non era proprio straordinaria.
Al termine di quei miei primi 750 metri di retrorunning ero stremato, ma capii che era sbocciato un amore a prima vista. Da lì iniziò un impegno costante che mi ha portato a perdere 27 chili, a credere in me stesso e a farmi sognare risultati sportivi sconosciuti in una disciplina particolare e non semplice come il retrorunning: i primi podi, le prime vittorie, il mio primo mondiale, poi il secondo e nelle scorse settimane la chiamata di RAI2 a partecipare in diretta a una trasmissione.
La corsa è impegno, gioia, determinazione, ma soprattutto è vita. E a me ha ridato una serenità interiore che avevo perso.
Amo raccontare questa mia esperienza a tutte le persone che incontro perché credo che possa essere di ispirazione a credere davvero in se stessi.

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1 COMMENT

  1. Grazie di cuore per l’articolo. Spero davvero che la mia storia posso essere utile a tutti, perché non c’è niente di più bello di sentirsi bene con sè stessi e credere nei propri mezzi.

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