adidas Ultraboost 20: direttamente dallo spazio

Studiate in collaborazione con chi vive nello spazio, prodotte con la stessa precisione millimetrica richiesta per un'astronave, ecco le adidas Ultraboost 20

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Si può ben dire che le nuove adidas Ultraboost 20 arrivano dallo spazio: sono state infatti sviluppate da adidas con gli astronauti della ISS, la stazione spaziale internazionale.

La collaborazione ha coinvolto per ora un ridisegno della tomaia delle acclamate Ultraboost 19, cioè la parte in cui il design ha riguardato sia l’estetica che la sostanza.
Le Ultraboost 20 hanno infatti una tomaia in Primeknit realizzato con la tecnologia Tailored Fiber Placement (TFP): si tratta di un metodo di produzione del Primekint ancora più preciso dell’usuale, capace di una attenzione millimetrica per permettere di controllare con più attenzione ed efficacia la risposta elastica della tessuto, alla scala più infinitesima. Anche il tallone ha un disegno nuovo rispetto alle Ultraboost 19: la conchiglia è infatti in materiale morbido ed è ingabbiata nella C plastica che tiene il tallone solidale con la scarpa. I colori sono ispirati a quelli della ISS, sia nello spessore dell’intersuola che in altri dettagli.

L’intersuola è nell’apprezzatissimo Boost e la suola ha infine la tassellatura a rete ideata da Continental per garantire la massima aderenza alla superficie su cui ti alleni.

Uno sguardo verso il futuro

La collaborazione con la ISS non si ferma a un tributo estetico e all’affinamento dei materiali con cui la Ultraboost è costruita. In un futuro molto prossimo la tecnologia Boost verrà spedita sulla stazione orbitante per permettere agli scienziati di studiare il suo processo produttivo in assenza di gravità e per aprire il libro del futuro di questa tecnologia che nel 2013 ha iniziato la rivoluzione delle mescole da intersuola per il running.

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Un’ultima cosa

La vita dell’astronauta richiede una preparazione fisica perfetta e massacrante. Se vuoi provare ad allenarti come uno di loro, adidas ha messo a disposizione il programma di allenamento che seguono. E mentre lo metti in pratica guarda in cielo ogni tanto: potrebbe darsi che l’ISS stia orbitando proprio sopra di te.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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