adidas Ultra Boost 19, una storia tutta nuova

La Ultra Boost 19 è una scarpa molto protettiva e adatta alle lunghe distanze ma allo stesso tempo molto reattiva

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Quando furono presentate nel 2013, le Boost si chiamavano Energy Boost ed erano la più grande novità nel panorama del running. Il segreto e la rivoluzione risiedevano in particolare nel materiale rivoluzionario con cui era fatta l’intersuola: il Boost, appunto, cioè una mescola superelastica e capace di ritorni di energia mai visti prima di nuovissima concezione.

Da allora le Boost non sono cambiate in maniera radicale, se si escludono le Ultra Boost, il primo caso di reingegnerizzazione dell’intera scarpa. Le Ultra Boost hanno avuto tantissime versioni mentre nel frattempo il Boost – come materiale – invadeva quasi l’intera linea di prodotti adidas, arrivando anche sulle sneaker.

Vi aspettavamo

Inutile nascondere che una nuova versione era attesa da molti, per quanto le Boost e i loro successivi aggiornamenti siano piaciuti molto, tanto da renderla una delle scarpe più diffuse e amate.

Le Ultra Boost 19 sono la risposta alla domanda che molti si ponevano, pur essendo molto soddisfatti delle precedenti. Si sa, le novità piacciono sempre.

adidas non ha deluso e all’inizio dell’anno ha presentato il nuovo modello e chi chiedeva novità non è rimasto di certo deluso. Quest’ultima versione (che porta nel nome il numero “19” per via dell’anno, non perché sia la 19esima) è diversa in ogni sua parte: dal design della tomaia e del Primeknit che la compone, fino all’intersuola che è più ricca del 20% di Boost, per arrivare alla suola che ha montato al suo interno il sistema Torsion Spring, che agisce come un ponte fra avampiede e tallone, bilanciando e controllando la loro collaborazione, indipendentemente da come appoggi il piede.

Qualcosa di familiare e molte cose nuove

Le Ultra Boost le riconosci da lontano: anche le 19 hanno il caratteristico collare con il risvolto sul tallone e sono come dei calzini da indossare. Eppure capisci presto che molte cose sono cambiate: tutto, dal design alla costruzione della scarpa, si è alleggerito. Per assemblare una Ultra Boost 19 bisogna mettere insieme 17 pezzi. Solo 17 pezzi, cioè il risultato di un impressionante lavoro di sottrazione per arrivare solo alle cose davvero fondamentali. Quello che resta – è il caso di dire – è leggero alla vista e anche fisicamente. Ogni supporto rigido – dalla conchiglia del tallone alla gabbia che immorsa il mesopiede e dove si infilano i lacci – è leggero alla vista e pure in realtà. C’è solo il materiale che deve esserci.

Eppure una volta indossate le senti, nel senso che ti avvolgono e sono presenti, pur confermando l’impressione di leggerezza anche al piede. L’elasticità della tomaia permette loro di aderire al piede e di farsi sentire sempre presenti, dandoti grande confidenza.

Ok, ma sono diverse?

Potresti chiederti a questo punto se è il caso di cambiare le tue vecchie Ultra Boost. Sono davvero diverse, al di là del design? Lo sono, eccome.

La differenza la senti soprattutto per due motivi: la leggerezza ed essenzialità costruttiva si traducono in una scarpa che senti molto meno a favore di un’esperienza di corsa più pura e immediata. Inoltre la maggior percentuale di Boost nell’intersuola si trasforma ancora più in energia da scaricare e ricaricare sull’asfalto. 20% non è solo una percentuale astratta ma è qualcosa che senti, eccome.

Per usare un paragone automobilistico, è come se le Ultra Boost 19 fossero la versione da competizione delle Ultra Boost precedenti. Ma a differenza delle auto di serie trasformate in versione da pista, niente è sacrificato in termini di comodità. Le Ultra Boost 19 sono altrettanto comode e ammortizzate eppure riescono a essere percepite (e a essere, realmente) più leggere delle precedenti.

Dove si nota soprattutto la loro natura corsaiola? Secondo me nella risposta del Boost: il fatto che sia capace di grandissima elasticità non significa che ammortizzi e basta. La risposta dinamica che dà è molto più complessa e si traduce in ammortizzazione ed estrema reattività. È come correre con una scarpa che sa essere secca e brutale come una scarpa veloce e con il profilo molto più basso (meno spessore di intersuola c’è e più una scarpa è in genere destinata alla velocità, essendo allo stesso tempo meno comoda) pur non sacrificando niente alla comodità. Perché, guardala un po’ di profilo: c’è davvero tanta roba là sotto e la senti tutta.

Reattive eppure molto comode. A cosa ti fanno pensare queste caratteristiche? Esatto: a una scarpa molto protettiva e adatta alle lunghe distanze ma allo stesso tempo molto reattiva, anche dopo lunghe percorrenze e senza grandi sforzi, dato che è nella loro natura “superelastica” restituire moltissima energia.

Le Ultra Boost 19 costano 179.95 euro e le puoi acquistare nei migliori negozi sportivi o direttamente dal sito adidas.

 

IN BREVE
Comodità
9
Estetica
9
Tomaia
9
Suola/intersuola
9
Peso percepito
9
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
8.5
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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