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Non mi capita così frequentemente di usare per molto tempo un unico paio di scarpe e lo stesso tipo di abbigliamento, lo ammetto. È una fortuna, per certi versi, ma – se ne capisci un po’ di scarpe, appoggio, meccanica e altre amenità tecniche – saprai che cambiare spesso scarpe non sempre è la condizione ideale per allenarsi.

Tranne in questi ultimi 5 mesi.

Infatti, per questo progetto, mi sono imposto di usare il più possibile sia l’abbigliamento di Under Armour che le scarpe HOVR Infinite in modo da farne un test non solo basato sull’esperienza professionale e la conoscenza del prodotto ma anche sull’utilizzo intensivo. Molto intensivo.

L’abbigliamento

Partiamo dalla parte più semplice. Ho usato l’abbigliamento Under Armour per le sessioni di training, per la corsa, per il trail e per il recupero. Dire che l’ho usato tanto è un eufemismo: considera 5/6 sessioni di allenamento a settimana, in tutte le condizioni meteo. Dal caldo della scorsa estate scorsa alle giornate piovose. L’unico elemento che manca è la neve ma – speriamo – non tardi ad arrivare.

Non ho paura di essere smentito se ti dico che l’abbigliamento UA è tra i migliori che io abbia mai provato dal 2012, anno in cui è nato Runlovers.

I tessuti sono tutti di altissima qualità, il che significa che le frizioni non danno fastidio e, una volta tolti, non producono odori sgradevoli. Ma soprattutto sono straordinariamente traspiranti. Anche usati in condizioni estreme, tolgono l’umidità dalla pelle portandola all’esterno.
In fondo dall’abbigliamento ci aspettiamo soprattutto comfort e praticità e, in tutti i capi che ho provato, li puoi trovare ai massimi livelli.

In particolare, i pantaloncini sono fatti per trasportare tutto quello che serve (con degli spazi appositi per lo smartphone) senza alcun fastidio o peso. Personalmente preferisco i modelli 2-1 con il pantaloncino sprinter sotto a quello tradizionale perché mi piace la sensazione di stabilità che danno al muscolo e perché riducono ulteriormente l’eventuale frizione tra le cosce che può essere fastidiosa. Soprattutto nelle uscite più lunghe.

Una menzione particolare va alla collezione Recover che, “con l’additivo minerale all’interno del tessuto, restituisce energia a infrarossi al corpo per favorire il recupero muscolare”. Fondamentalmente serve per aumentare l’irrorazione sanguigna, portando così a una più rapida espulsione delle tossine prodotte dal muscolo durante l’allenamento. E danno una sensazione stranissima, molto piacevole, come se la pelle fosse alla temperatura perfetta: né calda, né fredda.

Per chiudere questa carrellata, è giusto inserire tre annotazioni estremamente importanti sull’abbigliamento Under Armour.

1. Il prezzo
I capi sono tutti economicamente convenienti. A esclusione della linea Recover, i prezzi rendono i prodotti accessibili a chiunque. Credo che, in questo momento, l’abbigliamento UA sia quello con il migliore rapporto qualità/prezzo.

2. L’usura
Li ho usati tanto. Ci ho sudato dentro ettolitri di sudore. Ci ho corso con lo zaino da trail in spalla e non c’è un singolo filo tirato. Dai risultati, si può tranquillamente fare ben più di una stagione senza doverli sostituire (ma è necessario lavarli, sia chiaro! ;).

3. L’estetica
Non ci sono pattern cromatici “particolari” e, proprio per questo, mi piacciono molto. Le scelte dei colori sono fatte verso toni universali, che “stanno bene su tutto”. L’estetica “clean & minimal” premia sempre, anche in questo caso.

Le scarpe Under Armour HOVR Infinite

Veniamo alla parte succosa perché con le HOVR Infinite ci ho corso circa 700 chilometri, ben oltre i circa 100 Km che percorriamo nei test delle scarpe. E credo che anche per te siamo molto importante capire come si comportano in un utilizzo intensivo e in condizioni diverse.

Già avevamo pubblicato la recensione delle UA HOVR Infinite fatta da Martino lo scorso gennaio, ma è necessario aggiungere alcune considerazioni in quanto la scarpa modifica il suo comportamento dopo un primo periodo di “rodaggio”.

Dopo i primi chilometri

Dal primo momento in cui le indossi, le HOVR Infinite ti trasmettono tre sensazioni precise: comodità, reattività, supporto. Condite in una salsa di leggerezza percepita che non ti aspetteresti da una scarpa che pesa circa 300 grammi. E, dopo i primi chilometri, tutto questo si amplifica ancora di più.
Infatti la scarpa diventa ancora più dinamica, con una rullata veloce, ben ammortizzata e – molto importante – con un supporto sempre presente che ti mette nelle condizioni ideali per affrontare qualsiasi chilometraggio.

Una durata d’altri tempi

Negli ultimi anni, siamo abituati a intersuole costruite con materiali sempre più evoluti, ed è indubbiamente un importante passo avanti in termini di efficienza di corsa. Purtroppo, il lato negativo è che la durata delle scarpe si riduce.
Infatti, in alcuni modelli, inizi a percepire una perdita delle caratteristiche dinamiche già dopo i 500 Km. Ma non nel caso delle HOVR Infinite.
Infatti, io sono arrivato a 700 Km senza nessun problema e – considerando l’usura e il comportamento – credo sia plausibile ipotizzare una durata media che si aggira attorno ai 900/1.000 Km. Un valore di tutto rispetto, soprattutto considerando il costo al chilometro, che alza moltissimo il rapporto qualità/prezzo.
Come non bastasse, nel momento in cui scrivo, le HOVR Infinite si trovano nel sito ufficiale Under Armour al prezzo di 98 euro. Io ne approfitterei senza pensarci un secondo!

In conclusione

Il test intensivo ha dato esiti davvero positivi. E, se per l’abbigliamento già si sapeva che UA realizza prodotti di alta qualità, le HOVR Infinite si sono dimostrate delle scarpe davvero molto interessanti: un prodotto valido, duraturo e maturo, nonostante la loro giovane età.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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