Sdraiati, focalizza e fermati. Non correre sempre.

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Daily Bread è la ricerca di Gregg Segal sulle abitudini alimentari dei bambini nel mondo; Gregg fotografa questi piccoli circondati dai pasti dei setti giorni. Imparare a mangiare è cruciale per la vita futura di questi bambini e per la vita futura del pianeta che continuiamo a maltrattare con una ferocia vergognosa e inaudita. Le foto di Segal sono bellissime e colorate. È un fotografo californiano che ha studiato anche cinema e scrittura e al centro dei suoi progetti c’è sempre la salute, l’ambiente, la politica, la vita quotidiana e ha anche un sito degno di nota.

Una delle foto più colorate è quella di Altaf, sei anni, Malesia. C’è diverso latte e cibo confezionato per colazione. Per i pasti principali c’è sempre del riso e del pollo ma anche spiedini fritti, pesce, uova e poca verdura. Poi c’è la foto di Agata, nove anni, in Sicilia. C’è dello yogurt, pasta e riso ogni giorno ma anche le patatine e la pizza non mancano. È praticamente tutto fatto in casa e come spuntino c’è un po’ di frutta, qualche cannolo giusto per fare una cosa stereotipata e del gelato. C’è anche Anchal, undici anni, India. Ci sono tantissime verdure miste cotte e crude ma anche patate, lenticchie, riso e pane indiano. Il pesce solo due volte a settimana e poi dello street food tipico e dei biscotti secchi per la colazione. Infine ti racconto di Bradley, nove anni, California. I pasti principali sono sempre e solo pollo e tacchino con maionese, in burger o crocchettte. Ci sono panini, mozzarelle confezionate, cetrioli e latte e cereali a colazione. Anche qui lo stereotipo americano non manca. Insomma pizza e patatine e pasta con cannolo e burger con cetrioli e cereali zuccherosi (che di cereale non hanno nulla) a colazione.

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E tu?

È incredibile assistere visivamente a questa grandissima varietà di colori con al centro il volto di ogni singolo bambino. Un quadro coloratissimo di salute e non. Ci si rende conto quanto troppo spesso l’interezza della cosa venga sottovaluta. Perché tu se dovessi sdraiarti al centro con tutte le tue pietanze che immagine vedresti?

Meissa, undici anni, Senegal sembra davvero il migliore con una tradizione speziata. A pranzo è sempre riso , pesce e verdure e poi qualche volta il cuscus. Ci sono poche cose confezionate, pochi panini, poca maionese e anche poca pasta perché chiaramente non fa parte neanche della tradizione.

Saresti come Meissa o come Rosalie che mangia carne tutti i giorni in Francia e tanti alimenti confezionati? Io ho provato a focalizzare e vedo intorno a me legumi, quinoa, cereali, prodotti integrali, nessun cibo confezionato se non in rarissime occasione (ma rarissime), bevande vegetali, farine integrali e tantissima verdura e frutta. Per un attimo, ti confesso, che ho tirato un sospiro di sollievo. E, se non mi conosci lo sottolineo, lungi da me fare la maestrina o la prima della classe, ci mancherebbe. Sono sempre la prima a sbagliare. Già non mangiare carne e pesce nel mio caso mi “costringe” a orientarmi verso un determinato tipo di prodotto. È per questo che una riflessione tanto semplice quanto vera mi è venuta in mente: non è che la carne anche per te sia solo un’abitudine? Una pigrizia? L’alternativa più veloce? E anche qui, se non mi conosci e leggi da un po’, lungi da me dirti di eliminarla completamente (sono una veg simpatica per il vivi e lascia vivere) ma la tua salute non ha forse bisogno di tempo e organizzazione? È meglio mettere sul piatto qualcosa che ti fa male nel tempo e in dosi eccessive -suggerite chiaramente dai nutrizionisti- o dedicarti, fare un piano, rivolgerti a un nutrizionista? La seconda, non ho dubbi.

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Sdraiati, focalizza e fermati. Non correre sempre.

Sdraiati e metti intorno a te tutti gli alimenti della tua dieta settimanale. Poi con grande coraggio e onestà chiediti se stai facendo bene alla tua salute e al pianeta. Perché si corre sempre per andare da qualche parte. Non a vuoto.

 

 

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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