E tu sei un Runlovers anni 80?

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Noi nate negli anni ottanta (ma tu fai finta che io sia molto più giovane, per cortesia) alla vista di Stranger Things abbiamo tirato fuori gli outfit alla Madonna sulla gondola a Venezia e via, pronte a tutto! Leggings colorati e fluo, stretch ovunque e gonne a palloncino senza dimenticare i jeans strappati, gli scaldamuscolo ed è subito Staying Alive perché i settanta sono i cugini strettissimi di primo grado. Dove voglio arrivare oltre a gasarmi per avere il cerchietto bombato e il vestitino con le bretelline come se stessi per presentarmi allo speciale di Non è la Rai? Che la banana split ha fatto storia, sior e siori e che noi più che mai oggi dobbiamo onorarla.

Pochi giorni mi sono detta: “Santo cielo ma io non ho mai messo la banana split su Runlovers!”. E lì giù a punirmi ascoltando gli Wham a tutto volume (togliendo Last Christmas io proprio non ce la facevo, scusa).

La Banana split è perfetta

Ma qualcuno ci ha mai pensato che è perfetta per i Runlovers la banana split? No. Ma è giunto il modello di gridarlo e pure di convincersene. La banana da sempre è un frutto che gli sportivi amano -per milioni di sacrosante ragioni- e se ci metti su la panna e il fondente è fatta. Vincere facilissimo, in pratica.

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Se al posto della panna poi ci metti lo yogurt greco zero grassi bianco (sento dei “buhhhhhh in sala!”) puoi pure fare la versione sfigata che vorrei riassumere nel termine: fit.

Quanto detesto queste ricette fit io non ci crederai. Che poi in che senso? Chiamiamola versione sfigata quella con lo yogurt greco e facciamo prima. Sfigata ma non per questo cattiva, sia chiaro! Per una come me che detesta non troppo cordialmente la panna da sempre aggiungere lo yogurt (anche di soia o cocco) una cattiva idea non è.

Ricapitolando

Banana tagliata a pezzetti, fondente fuso ma pure qualche pezzotto e poi yogurt greco bianco, oppure yogurt di soia o cocco e via sbriciolata di frutta secca: mandorle o noci o nocciole. Fresco, velocissimo e delizioso.

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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