Under Armour HOVR Sonic: fai la cosa giusta

Una sintesi perfetta fra una scarpa da lungo e una da lavori veloci: grazie alla mescola HOVR le Sonic sono delle scarpe che uniscono due estremi apparentemente inconciliabili

Le Under Armour hanno una caratteristica che mi fa sempre pensare alle case automobilistiche: sono riconoscibili. I modelli da running in particolare hanno un design che li accomuna e li rende molto “Under Armour” e non parlo solo del logo. È il loro design, è il tipo di mesh della tomaia, è il feeling che ti danno quando le indossi e ci corri. È un po’ come la linea di modelli della BMW o della Mercedes: tipi diversi di auto, ma identità riconoscibile (e non parlo, ancora una volta, del logo). Le Under Armour ti danno sempre la stessa confidenza e si fanno piacere subito, sia che ci cammini o che ci corri. Ma è quando le spingi che ognuna rivela la sua natura.

Le HOVR Sonic sono l’ultima novità di casa Under Armour e a differenza degli altri modelli che ho già provato – come le Speedform Gemini 3 o le Bandit 3 – hanno un contenuto tecnologico più spinto, a partire dalla nuova mescola dell’intersuola molto più reattiva, racchiusa in una rete chiamata Energy Web, che ne controlla l’espansione e il rilascio di energia. “HOVR” è – credo di aver capito – una contrazione di “HOVER” ed è proprio così che sono state presentate qualche tempo fa: come delle scarpe capaci di farti sentire più leggero, quasi come volare. Ma c’è il marketing e poi c’è la realtà, no? E allora cerchiamo di capire quanto di vero c’è.

Lo stesso feeling ma una natura diversa

Confesso che in genere ho una debolezza per le Under Armour, quindi se vuoi pensare che la mia sia una recensione poco obiettiva puoi pure farlo (e così ti ho già fatto capire che le HOVR mi sono piaciute). Però è innegabile che facciano di tutto per farsi piacere: sono fra le scarpe più comode che abbia mai provato, e ne ho provate davvero tante. Hanno una delle tomaie meglio ingegnerizzate che ci siano in circolazione: molto traspirante ma che contiene bene in ogni situazione. Sono morbide e piacevoli ma, a seconda del modello, sono anche capaci di reattività non indifferenti. Se dovessi fare una classifica, direi che le più “fluffose” – come ama dire Sandro per indicare una certo preciso grado di comodità – sono le Gemini 3, seguite da queste HOVR Sonic, per arrivare alle Bandit 3, di certo il modello più corsaiolo del trio, e non a caso ha un profilo molto più basso e meno ammortizzazione. Le Sonic non stanno però esattamente nel mezzo: sono più spostate verso le Bandit, e lo si può intuire anche solo guardando il profilo dell’intesuola: è esattamente a metà strada fra gli altri due modelli. Eppure riesce ad essere più prossimo alle Bandit 3 perché la mescola HOVR fa sentire la sua presenza, rendendole più reattive delle Gemini 3.

Sulla strada

Se l’impressione una volta indossate è inconfondibilmente “Under Armour” è solo portandole a correre che si capisce di che pasta sono fatte. La natura delle HOVR Sonic è diversa da quella delle sorelle e lo si capisce solo col tempo e i chilometri. Di primo acchito le si sente più secche e stabili ma lasciandole andare ritorna prepotente la sensazione che ci sia la solita confortevole ammortizzazione ma in una veste diversa: più compatta. L’impressione è quella di correre su una base più larga, che guida meglio e che dà una sensazione di stabilità maggiore. E non è una cosa sgradevole, affatto. Perché poi c’è anche la reattività decisamente più spiccata delle Gemini 3 e quasi simile a quella delle Bandit 3. Che però, ti ricordo, hanno molta meno ammortizzazione. Per spiegarmi meglio potrei dire che è come se le HOVR Sonic fossero la sintesi degli altri due modelli, ma con un peso molto contenuto (272 g) e una natura più da corsa, perché riescono a fasciare di più il piede, comunicandoti una grande sicurezza.

In conclusione

Se le Gemini 3 sono le scarpe con la più alta protezione destinate ai lunghi/lunghissimi e le  Bandit 3 sono l’ideale per i lavori veloci, le HOVR – anche in questo caso – si posizionano a metà strada: sono molto comode ma solo apparentemente poco reattive perché proprio grazie a questa nuova mescola, riescono a essere scattanti pur con un’intersuola non particolarmente sottile. Una sintesi perfetta e benvenuta che le rende ancora più universali delle due sorelle: con le HOVR Sonic ci puoi fare praticamente qualsiasi tipo di lavoro, dalla corsa rilassata alle tirate più energiche.

E per finire un dettaglio non spiacevole: costano 120 euro, che per una scarpa di ultima generazione e così ben assemblata e rifinita è un prezzo davvero interessante.

IN BREVE
Comodità
10
Estetica
9
Tomaia
9,5
Suola/intersuola
9
Peso percepito
9
Protezione
8,5
Rapporto qualità/prezzo
9,5
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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