Un passo alla volta

Le due regole fondamentali per raggiungere gli obiettivi che ti sei posto. Più una terza.

Una maratona la fai con in un unico, gigantesco, immenso passo di 42 e passa chilometri? No di certo, non hai le gambe così lunghe. Una maratona – ma anche una gara qualsiasi – è costruita sulla preparazione, la resistenza fisica e mentale, un po’ di fortuna anche e su migliaia di piccoli passi.
Una maratona non inizia sulla linea della partenza: inizia molti mesi prima, quando hai iniziato la lunga preparazione che ti ha portato lì, su quella linea di partenza.
L’hai insomma progettata e pianificata. Hai pensato a un momento ben preciso che sarebbe venuto mesi dopo. Hai programmato.

Voler correre una maratona fa parte delle diverse cose che programmiamo nella nostra vita. Delle cose buone e che motivano, intendiamoci. È giustissimo immaginare come vorresti che la tua vita cambiasse e come fare in modo che ciò accada, anche iscrivendoti a una gara. A patto che tu non sia già soddisfatto/a di come sei oggi, della vita che conduci, degli amici che hai ecc. è inevitabile pensare che si vorrebbe che qualcosa fosse diverso. Per questo si fanno progetti, per questo si scrivono i buoni propositi.
Eppure quando si scrivono i buoni propositi spesso si sbaglia una cosa: non a farne, ma a farli non pensando in maniera realistica e ragionevole quali sono alla propria portata.
E soprattutto si compie l’errore di immaginare dove si vuole arrivare ma non come. Che è come dire che si immagina la meta ma non il viaggio. Inutile dire che senza viaggiare non si arriva da nessuna parte, no?

Il piano perfetto, in due tempi

Partiamo da come si fanno i buoni propositi: innanzitutto devi capire dove vuoi arrivare: corri i 10 km in un’ora e ti sei proposto di farli in 30 minuti? Ecco un esempio di buon proposito irrealizzabile. Ok avere ambizioni ma bisogna anche essere vagamente realisti.
Poniti degli obiettivi/propositi alla tua portata: se pensi che non basti perché ti piace essere competitivo, vedila in un altro modo. Fare anche poco invece di niente è già qualcosa. Pensare di iniziare a correre invece che mangiare patatine guardando la tv è già qualcosa, eccome. È tutto relativo: per alcuni l’ambizione è correre 100 metri di fila, per altri 42000. Qui conta fare, con intelligenza e per piccoli passi.

Una volta che avrai individuato all’orizzonte dove vuoi arrivare devi pensare a come riuscirci. Non è una cosa banale ed è soprattutto la prima causa di rinuncia ai buoni propositi: non aver pensato a come attuarli.
Per arrivare a ottenere risultati devi costantemente motivarti e solo la tua mente può aiutarti. Ma devi darle soddisfazioni perché ti convinca a sua volta a continuare. Ecco perché è fondamentale avere obiettivi realistici e avvicinarli poco alla volta: se li aggredisci in pochissimo tempo non ce la fai e otterrai solo frustrazione. La tua mente quindi ti comunicherà che hai fallito, per l’ennesima volta. Ma non hai fallito nell’avere un progetto, hai solo fallito nel pensare a come portarlo a compimento. Hai chiesto tutto e subito o hai chiesto qualcosa di fuori dalla tua portata e hai ottenuto solo una cocente sconfitta.
I piccoli risultati invece sono iniezioni di autostima e sono ottimo doping per la tua mente: il fatto di fare oggi il 5% di più quello che hai fatto ieri è il più squisito zuccherino per il tuo cervello che vede ancora l’obiettivo distante ma un po’ più vicino di ieri. E gli verrà improvvisamente il bisogno e la voglia di avvicinarvisi ancora di più. Domani.
Riassumendo: scegli obiettivi ragionevoli e proporzionati alle tue capacità e cerca di conquistarli un passo alla volta perché la motivazione è la benzina che ti farà realizzare i buoni propositi e le piccole soddisfazioni sono i mattoni su cui la costruisci e la fortifichi.

Un’ultima cosa

C’è un’ultima, importante cosa che può aiutarti moltissimo nell’ottenere i risultati che speri: la costanza nel perseguirli. Avvicinarsi a un obiettivo a piccoli passi comporta che tu li faccia sempre, ogni giorno o almeno quando il tuo programma li prevede. Rispettalo: non saltando mai un allenamento o, se proprio devi e non è per causa tua, cercando di muoverti comunque anche se non riesci a farlo correndo (o nuotando o andando in bici). La costanza significa non cedere mai ed essere focalizzati sull’obiettivo. Compiere quel piccolo passo ogni giorno anche se a volte sei così tanto stanco che non ti ricordi nemmeno perché lo stai facendo. Non vale dire “Non ho fatto oggi, farò il doppio domani” perché significa rischiare moltissimo di non farcela e di fallire. E quindi di essere delusi da sé stessi fino ad abbandonare.

Fare una cosa, la stessa cosa ogni giorno o quando devi farla può sembrare folle o inutile ma è invece una delle chiavi per riuscire ad arrivare dove sai che arriverai. Perché l’obiettivo che ti sei posto è alla tua portata no? No? Allora ripassa dal via. E senza ritirare i 20 euro.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

2 COMMENTI

  1. Caro Martino, buongiorno. Sembra quasi che tu abbia sentito le mie riflessioni di ieri… all’articolo sui buoni propositi per il 2018 avevo dichiarato di voler correre la mia prima maratona a fine anno… poi ho proprio fatto quello che scrivi oggi: ho cercato di riflettere sulla fattibilità della cosa. Certo il tempo a disposizione c’è tutto, ma ha senso per una persona che ha cominciato a correre seriamente da 5 mesi e mezzo puntare già all’obiettivo grosso? Forse no. Non essendo, peraltro, più giovanissimo. E allora ho rivisto l’obiettivo di fine anno mantenendo il debutto sulla mezza (già alla mia portata come chilometri nelle gambe) e poi un po’ di lavoro per consolidare la distanza. Oltre a migliorare il mio personale dei 10 km. Per la maratona c’è tempo e il 2019 può essere un buon anno per correrla. Ma prima è bene rendere solido quello che si ha, anche per non correre il rischio di bruciarsi. I sogni bisogna saperli gestire con pazienza e dedizione. Il tuo articolo mi ha confermato di aver fatto la scelta giusta. Grazie! Un caro saluto. Nicola

    • Grazie per le tue parole Nicola, felicissimo di aver confermato una tua intuizione e, spero, di aver ispirato altri a misurare bene le proprie aspettative. Non per limitarsi ma per non incorrere in fallimenti prevedibili. Non sono i fallimenti ad essere un errore (anche quelli servono, eccome) ma gli errori che facciamo perché pianifichiamo male e senza raziocinio. Buona preparazione!

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