Sei anche tu “Garmin dipendente”?

Articoli correlati

Seguire le sensazioni

A volte è necessario togliere le cuffie, ascoltare il rumore dei nostri passi, cambiare strada e ascoltare solamente le nostre sensazioni. Vero?

3 suggerimenti per allenarsi con il caldo

Il caldo arriva - d'altra parte non ci sono più le mezze stagioni, no?! - e per allenarci dobbiamo correre ai ripari. Ecco 3 consigli molto utili sia per gli allenamenti che per le gare.

Affrontare la sfida continua con il tempo (e la sua relatività)

“Tutte le ragazze alla spunta” urla qualcuno dal microfono. Probabilmente è un giudice. La tensione è palpabile, ma per cercare di stemperare un po’...

Il ritorno alle gare

Dopo una serie di vicissitudini, torni a gareggiare e ti rendi conto che le emozioni sono sempre le stesse, quelle della prima volta.
Veronica Signorinihttp://veronicasignorini.wixsite.com/mynutritiontips
Nuota come un motoscafo, pedala come una moto e corre come se fosse inseguita da un'orda di zombie affamati. Veronica si definisce un'atleta (semi)professionista ma solo perché i semi li sta gettando per far crescere una carriera grandiosa nella triplice disciplina. Si dice sia sempre felice perché è in costante overdose da endorfine ma, in realtà, ha un segreto per la felicità molto ben custodito e te lo svelerà solo se vai più forte di lei. Quindi lo conoscono in 5 in tutto il mondo! ;)

Tempo di lettura: 2 minutiTi ricordi quando giocavi al Monopoli da piccolo che c’erano le caselle “imprevisti” e “probabilità”? Oggi sono capitata sugli imprevisti.

Appena prima di iniziare il lavoro in bici, il Garmin si è spento improvvisamente. Attimi di panico. Ansia. “E adesso come faccio ad allenarmi?!”.

Pensare che fino a dicembre usavo a malapena il gps e mai il cardiofrequenzimetro.
Oggi, invece, mi sono sentita una novella McGiver solo perché per fare 4 volte 4 minuti in progressione ho usato il timer del telefono.
Ma prima come facevo?!
Come riuscivo ad allenarmi senza supporti?

C’è da dire che sono dannatamente comodi. Quando ti alleni hai tutto sotto controllo: battiti, velocità, chilometri percorsi. Per i più evoluti, dei quali io non faccio ancora parte più per pigrizia che per altro, l’orologio ti scandisce anche i tempi degli allenamenti: si possono impostare la durata del riscaldamento, delle ripetute, dei recuperi e del defaticamento. Insomma hai tutto per pensare solo a ciò che devi fare e rimanere concentrato sul lavoro, senza doverti preoccupare di nient’altro.

Quando ho scoperto questo mondo, ne sono rimasta abbagliata. Oltre ai parametri più utili e che tutti utilizziamo, questi orologi di nuova generazione analizzano tutta una serie di dati come i watt della pedalata (medi, massimi e normalizzati), se spingi più con un piede piuttosto che l’altro, di corsa ti analizzano anche l’oscillazione verticale, la cadenza, la lunghezza del passo… insomma ti forniscono una selva di dati dove i più nerd ci si possono anche perdere.
Insomma una figata pazzesca!

Però…

Però può davvero succedere che ci si perda in tutto ciò. Oggi ho infatti scoperto di avere un’altra dipendenza, quella al mio Garmin. Mi sono accorta di essere diventata completamente incapace di allenarmi senza. I 4′ in progressione “a sentimento”, non sono venuti benissimo senza vedere a quanti battiti, a quante rpm (pedalate al minuto) e a che velocità stessi andando in quel momento.

Oggi ho capito che devo imparare di nuovo ad ascoltarmi durante gli allenamenti. Una volta (parlo come se fosse passato un secolo, ma in realtà saranno passati si e no 10 mesi) ero in grado di capire spannometricamente a che velocità stessi correndo senza guardare l’orologio. Ora non più.
Un metodo, per esempio, potrebbe essere quello di eseguire regolarmente l’allenamento programmato, ma di mettere un pezzo di nastro adesivo sopra l’orologio, per vincere la tentazione di guardare quei numeri che troppo spesso ci condizionano molto più di quanto non faccia il nostro corpo. Per esempio, se hai in programma un classico allenamento di fondo medio, eseguilo normalmente memorizzando ugualmente sul cronometro ogni parziale, ma guardando questi dati solo al termine della seduta, quando potrai togliere il nastro dal display. Ti sarai allenato ascoltando le tue sensazioni e il tuo corpo. Chissà, magari ti accorgerai di aver corso più velocemente di quanto non avresti fatto guardando il cronometro a ogni passaggio!

Però ora, dopo averlo curato con amore, ricaricato e aver verificato che stesse bene e che funzionasse ancora alla perfezione, mi sento un pochino meglio. ;)

Altri articoli

2 COMMENTS

  1. Per non “accanirmi” sul passo/cardio uso la schermata con tempo e distanza, per capire quanto ne ho (se ne ho) e decidere agli svincoli se proseguire o prendere la via del ritorno.
    Devo capire come togliere l’avviso del tempo sul km.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

News più recenti

Nike Alphafly NEXT%: le scarpe dell’uomo più veloce del mondo sono in vendita

Dai piedi dell'uomo più veloce del mondo alla strada: le Nike Alphafly Next% del record di velocità sono in vendita

I vostri fuori soglia

Nella precedente puntata ti avevamo chiesto di raccontarci i tuoi fuorisoglia, quando cioè ti sei trovato in territorio sconosciuto, in tutti i sensi. Ecco sei dei vostri racconti.

Centrifugato, mon amour!

Cetriolo, Sedano e lime ma anche Anguria, fragole e pomodoro. Due centrifugati buonissimi!

Economia di corsa: l’importanza del gesto e della tecnica

È il modo migliore per andare più veloce e con meno fatica e si riassume in un solo concetto: migliorare l'economia di corsa.

Quando sei andato fuorisoglia?

Andare fuorisoglia significa uscire dalla tua zona comfort. In questa puntata raccontiamo quando ci è capitato e ti chiediamo di raccontarci quando è successo a te

La corsa fa male alle ginocchia?

Hai male alle ginocchia? Colpa tua che corri! E invece no: non è detto e la corsa potrebbe essere l'ultimo problema

Il nuovo spot Nike per dirci che ci rialzeremo

Nike ha fatto un nuovo spot in cui non parla dei suoi prodotti ma della sua visione del mondo. E dice che i campioni sono quelli che non smettono mai di sperarci. E tu sei così?

Scelti dalla redazione

Le app per allenarsi bene

App ce ne sono moltissime ma quali scegliere per rendere il nostro allenamento più facile ed efficace? Ecco la selezione delle nostre preferite.

Come scegliere il portacellulare per correre

Il cellulare è ormai un accessorio indispensabile per i runner: da chi lo utilizza per monitorare i propri progressi a chi non rinuncerebbe mai...

Un programma di allenamento per ogni obiettivo

Tutti i programmi di allenamento: dalla 10K alla maratona e 4 tabelle extra per migliorarti.