Running with Quentin Tarantino

È uno dei più grandi registi del mondo ed è anche uno dei più grandi conoscitori di musica. Che usa perfettamente nei suoi film.

Quentin Tarantino è uno che ha studiato molto. Dopo un’adolescenza in giro per gli USA al seguito della madre e dei suoi diversi matrimoni si stabilisce e Los Angeles dove a soli 14 anni scrive la sua prima sceneggiatura. L’amore per il cinema si manifesta quasi subito e gli fa frequentare delle scuole di recitazione dove conosce molti attori che appariranno negli anni seguenti nei suoi film. Ma è forse l’esperienza a Video Archive, un noleggio di film a Manhattan Beach dove lavora per 5 anni, che gli permette di coniugare le sue grandi passioni: studiare il cinema ed educare alle sottigliezze espressive di questa arte i suoi clienti. Molti lo descrivono infatti come il miglior suggeritore di film mai incontrato, uno che ci teneva insomma a farti vedere le cose più belle che fossero mai state fatte.

E in quel negozio, guardando film su film e immergendosi nella cultura degli USA (ma non solo, visto che una sua ossessione sono anche i western di Leone e le musiche di Morricone che userà in “Django Unchained” e con cui collaborerà per le musiche di “The Hateful Eight”) costruirà la sua immensa conoscenza cinematografica.

In molti casi la storia potrebbe fermarsi qui: quanti cinefili mettono a frutto la loro passione oltre il Trivial Pursuit? Pochissimi, forse solo lui. Tarantino infatti ha saputo riversare la sua cultura visiva in una manciata di film molto originali per riferimenti culturali e citazioni, sempre ispirati a qualche genere del passato eppure dotati di un’identità stilistica inconfondibile.

E non è solo visiva la sua cultura. Non si ferma al solo linguaggio del cinema. Una protagonista meno visibile ma fondamentale in ogni suo film è infatti la musica. Le colonne sonore dei suoi film sono sempre perfettamente calibrate per accompagnare la narrazione e non sono mai scontate. Ogni traccia è scelta con cura, ogni riferimento culturale a un certo contesto musicale (e culturale) non è mai casuale.

E così, immergendosi nel fantastico mondo di Quentin Tarantino, della sua violenza satirica e visiva, della sua ironia spietata e anche, soprattutto, della sua conoscenza enciclopedica della cultura alta e bassa americana, possiamo capire un po’ di più di noi. E correre anche, perché no?

 

(Photo from Kill Bill)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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