Nike Zoom Vaporfly Elite Flyprint: 11 grammi per fare il record

Basteranno 11 grammi in meno?

Le prossime Nike con cui Eluid Kipchoge tenterà di battere il record del mondo a Londra il prossimo 22 aprile pesano 11 grammi in meno di quelle con cui ha provato a scendere sotto le 2 ore nel maggio 2017. Si chiamano Nike Zoom Vaporfly Elite Flyprint e in quell’ultimo nome “Flyprint” sta la novità. È questa particolare tecnica di stampa 3D che Nike ha sviluppato che ha permesso di contenere fino all’estremo il peso e di caricare meno il sistema dello staordinario atleta.

La stampa 3D si differenzia da quella ottenuta con filati per la precisione e flessibilità: l’analisi del piede dell’atleta restituisce infatti dati che vengono tradotti in una tomaia che aderisce, supporta ed ha resistenze e dilatazioni controllate al millimetro per raggiungere il più alto grado di personalizzazione. La differenza fra una tomaia filata con trama e ordito e una stampata è inoltre che non esiste attrito fra fili e quindi il suo comportamento meccanico è più preciso e prevedibile: in altre parole si flette, dilata e contrae esattamente come previsto dai calcoli.

11 grammi

Il peso di una barretta energetica è mediamente 15 grammi, quindi è lecito chiedersi se il fatto di mangiarne un paio prima di correre a Berlino annullerà l’effetto delle Zoom Vaporfly Elite Flyprint. La risposta è ovviamente no: non conta solo il peso in valore assoluto ma dove è localizzato questo peso. Le scarpe sono un punto particolarmente sensibile perché sono sistemate alle estremità e qui devi seguirmi in un brevissimo viaggio nella fisica che ti procurerà forse un attacco di epistassi (no dai, ti faccio un esempio semplicissimo).

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Una tazzina di caffè pesa poco no? La sollevi con due dita. Metti però quella stessa tazzina sull’estremità di un’asta e all’altro capo ci stai tu a sollevarla. Pesa di più, giusto? E più è lunga l’asta, più fatica farai. È il cosiddetto “momento” e ti basti sapere che più distanti solo il peso che devi sollevare e il punto in cui fai forza, più fatica farai.

In altre parole, più è lontano dal tuo baricentro, più un peso è pesante. 30 grammi di barretta nello stomaco pesano meno di 22 grammi sui piedi. Cioè ti ci vuole più forza per spostarli. Immagina ora di applicare questa forza in più per decine di migliaia di passi quanti sono quelli della maratona. È facile capire che un decremento di peso apparentemente così contenuto può fare la differenza per un atleta di elite come Kipchoge.

White Mens Olympic KD9

Le vuoi?

Primo: non sono in vendita (per ora) e secondo: molto probabilmente non ne avresti alcun giovamento.
11 grammi sono pochi ma sono tantissimi per pochissimi atleti. Diciamo che per il 99,9999% di noi runner non fa nessuna differenza che le nostre scarpe pesino 11 grammi in più o in meno e di certo non ci faranno andare più veloci.

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Il senso di questa ricerca estrema è però quello di sperimentare nuove soluzioni che poi, un giorno, diventeranno disponibili per tutti. Non per avere la scarpa che pesa 11 grammi di meno ma perché non avrà senso farla più pesante di 11 grammi se puoi farne a meno.

Una volta le scarpe erano in pelle, poi in tela, poi in mesh, poi in tessuto ultraleggero. Stiamo andando verso prodotti sempre più leggeri e Flyprint è un passo ulteriore in questa direzione.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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