New Balance Beacon: non c’è bisogno di istruzioni

Raramente incontri scarpe semplicissime da usare. Tutte apparentemente lo sono perché basta calzarle e correrci e il più sembra fatto. Ma molte devono essere spiegate, puntualizzate, descritte. Capite, anche.
A volte capita invece che di primo acchito delle scarpe ti sembrino così facili da sospettare che sia tutto lì, che siano semplici e basta e che non abbiano molto da dire.
Avrei potuto pensarlo delle New Balance Beacon che, bontà loro, mi erano piaciute sino dal momento zero e che quindi avrei potuto annoverare fra quelle oneste e sincere, che sono come te le immagini e le senti ai piedi. E invece è sempre meglio farci qualche decina di chilometri prima di dire davvero cosa ne pensi. Perché anche loro vanno capite o meglio: è giusto confermare la prima impressione che è quella di estrema semplicità. Che è anche la loro forza, non sbagliamoci.

Poche parole

Non c’è bisogno di dilungarsi molto per descrivere queste scarpe che sono, a tutti gli effetti, una novità di New Balance. Non sostituiscono un modello precedente né sono l’evoluzione di un altro modello. Iniziano a esistere in questo 2018 con un programma molto semplice: una tomaia elastica ma contenitiva e traspirante e una intersuola in Freah Foam molto importante. E che lo sia lo si vede dal fianco perché di materiale ce n’è tanto: nonostante il drop contenuto (6 mm) le Beacon hanno molta sostanza, caratteristica che le situa al margine della categoria Maximal, cioè scarpe che mettono molta polpa sotto la pianta del piede. Per essere confortevoli e morbide e soprattutto per non stressare troppo le articolazioni.

LEGGI ANCHE:
Prendersi e lasciarsi (e poi ritrovarsi): la mia storia con le Brooks Glycerin 15

Le Beacon sono fra le New Balance con comportamento più omogeneo che abbia mai provato. Per “omogeneo” intendo che si comportano per tutta la lunghezza nello stesso modo perché il materiale su cui atterri e che ti restituisce energia è disposto in consistente quantità lungo tutta la scarpa. In altre parole: che tu corra di avampiede o di tallone, le Beacon ci sono sempre perché di Fresh Foam da far lavorare ne hai sempre e in abbondanza, davanti e dietro.

Semplici e oneste

Guardale: potresti disegnarle con due tratti grossi e morbidi: uno scuro per la tomaia e uno più leggero – quasi una nuvola – per l’intersuola. Le Beacon sono davvero il grado zero del minimalismo: due strutture incollate l’una sull’altra. Fine. Nessun manuale per imparare a usarle. Le calzi e basta. Eppure al piede stanno salde come non ti aspetteresti: hanno infatti una conchiglia posteriore rigida, l’unica forma di supporto dell’intera scarpa. Per il resto ti danno confidenza da subito. Hanno un puntale più largo del solito che ti fa accomodare con piacere le dita dei piedi e sono morbide ma reattive ovunque. Non ti resta che correrci. E la cosa bella è che sono davvero molto versatili: le può usare chi non è in peso forma perché proteggono molto ma anche chi ci fa una maratona intera, perché hanno sostanza e quando la gamba è scarica intervengono sollecite. E hanno altre due particolarità che le rendono ancora più interessanti: pesano pochissimo (213 grammi!) e costano una cifra ragionevolissima, cioè 110 euro. Le trovi sul sito New Balance e ovviamente nei negozi sportivi e in quelli monomarca New Balance.

LEGGI ANCHE:
New Balance 860 v8: sensazioni familiari

Le Beacon sono semplici, non semplicistiche. Ed essere semplici non è mica una cosa facile.

IN BREVE
Comodità
9
Estetica
9
Tomaia
8.5
Suola/intersuola
9
Peso percepito
9.5
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
9
CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.