Meglio allenarsi con o senza musica?

Lo so, è un po’ come chiedere se sia nato prima l’uovo o la gallina, se sia più bravo Ronaldo o Messi, se ci sia vita nell’universo. Insomma, è una domanda per la quale esistono molte risposte e – questo è il bello – sono tutte corrette.

Indossiamo però per 5 minuti il cappello dell’imparzialità e proviamo a vedere quali siano i benefici della corsa con o senza la musica perché – nonostante le nostre convinzioni personali e soggettive – esistono aspetti positivi in entrambi i comportamenti.

Correre senza musica

Niente distrazioni, solo il rumore dei piedi che toccano terra e il tuo respiro, la corsa senza musica è uno strumento per aumentare la consapevolezza di noi stessi, acquisendo così le condizioni migliori per ascoltare il nostro corpo. La maggior parte degli atleti seri, quelli veri, si allena così. Nessuna distrazione e un contatto totale con noi stessi e l’ambiente che ci circonda.

Lo ammetto mi piace moltissimo, soprattutto quando viaggio, correre senza musica perché mi permette di scoprire maggiormente quello che mi circonda, senza avere nulla che distragga i miei già scarsi neuroni.

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Ma non solo.

Correre senza musica è perfetto quando hai allenamenti impegnativi da svolgere oppure vuoi lasciarti andare ai tuoi pensieri e riflettere. In entrambi questi casi è meglio non avere la musica nelle orecchie perché la tua concentrazione dev’essere dedicata ad altre attività.

Correre con la musica

Sono tanti i motivi per cui si ascolta la musica quando si corre, te ne dico tre – tutti validi – solo per farti degli esempi. Il primo è facile: la musica tiene molta compagnia quando hai allenamenti particolarmente lunghi. Il che non implica che non sappiamo stare da soli, ma solamente che vogliamo essere in compagnia della musica.

Il secondo motivo è che la musica dà un ritmo costante e ci può aiutare a mantenere un passo preciso. Un metronomo musicale che porta con sé anche emozioni, carica mentale e capacità di distrarci dalla fatica. Sì perché, concentrandoci sulla musica, perdiamo la percezione della fatica nella sua totalità. È una questione mentale e sappiamo quanto conti.

Il terzo motivo – lo è per me ma non è detto che valga per chiunque – la corsa mi permette di ascolta musica nuova senza avere le distrazioni che avrei in altri momenti. Sono fuori, corro e ho del tempo “mio” per ascoltare musica che non conosco e che voglio scoprire.

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C’è un altro elemento positivo nel correre con la musica: la colonna sonora! Infatti avere le nostre canzoni preferite nelle orecchie può trasformare qualunque corsa in una corsa “mitica”. Se ci pensi, anche Rocky Balboa è diventato leggendario per questo. Ma vale solo se ascolti musica bella, ovviamente.

Per quello però ci sono le nostre playlist. ;)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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