Lo Sport fa bene? Attenzione al sovrallenamento!

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Serena Martegani, medico Equipe Enervit
Laurea in Medicina e Chirurgia e Specializzazione in Medicina dello Sport. Si occupa di allenamento e alimentazione, fa parte dell’Equipe Enervit e segue con particolare attenzione runner, nuotatori, ciclisti, triatleti. Crede nella fondamentale importanza dell'attività fisica come necessità fisiologica dell'organismo. Accompagna nel loro percorso verso il benessere, con il recupero di una corretta alimentazione e attività fisica, persone in sovrappeso/obese e/o con ipertensione, diabete, ipercolesterolemia. Anche attraverso la Sport Terapia, con il corretto utilizzo dei carichi di allenamento e un’adeguata alimentazione come stile di vita. Correre la appassiona e la diverte fin da quando era una bambina regalandole sensazioni magiche, forza e segnando momenti importanti della sua vita. Ha praticato la corsa a livello agonistico amatoriale e anche oggi, che è mamma di tre bambini, continua ad allenarsi. Il grande Professor Enrico Arcelli è stato un importante punto di riferimento, insegnandole che senza la condivisione della Scienza, le conoscenze non possono progredire. Un prezioso insegnamento che la guida nell’attività quotidiana di studio, scrittura e divulgazione scientifico sportiva, nell’intento di farlo al meglio. Attualmente lavora presso l’ “Ambulatorio di Medicina dello Sport Campus” a Varese.

Tempo di lettura: 3 minutiTi è mai capitato di sentirti “cronicamente stanco”? Le cause possono essere molteplici e così le strategie di intervento ma, se ti alleni intensamente e frequentemente senza periodi di recupero con adeguata riduzione del carico, una probabile causa potrebbe essere il sovrallenamento. Non si intende incapacità ad allenarsi o leggera diminuzione del livello di performance in competizione, ma una situazione dannosa per la salute. Il sovrallenamento è una situazione clinica legata a un imprevisto e eccessivo sovraccarico, con un inadeguato periodo di riposo. Si osserva un calo della performance sia in gara che in allenamento.

È importante rispettare un periodo di riposo di alcuni giorni fino a 1-2 settimane per ottenere  una risoluzione della sintomatologia, altrimenti il rischio è di sviluppare la sindrome da sovrallenamento.  Quest’ultima situazione può condurre ad una diminuzione a lungo termine della performance e a un’incapacità a proseguire il programma di allenamento.

A ciò spesso si accompagnano manifestazione cliniche che possono richiedere cure mediche, come ad esempio infezioni ricorrenti, legate ad un calo delle  difese immunitarie e facilità agli infortuni. Anche insonnia, perdita di appetito, perdita di peso, elevata frequenza cardiaca a riposo, disturbi gastrointestinali, disturbi dell’umore e depressione possono essere possibili sintomi.

Quando si parla di sovraccarico?

Il sovraccarico è un aumento progressivo dell’allenamento, pianificato e sistematico, al fine di aumentare la performance. Diventa dannoso quando lo stimolo indotto dall’allenamento è superiore alle capacità di adattamento dell’organismo. Ciò avviene con carichi eccessivi in termini di intensità, durata e frequenza, senza adeguati tempi di recupero.

L’equilibrio metabolico ormonale si altera e ciò influenza lo stato infiammatorio dell’organismo: si parla così di sovrallenamento e sindrome da sovrallenamento, situazione in cui spesso si osserva maggior facilità alle infezioni, abbassamento del tono dell’umore e riduzione delle motivazioni, persistente stanchezza muscolare, generale sensazione di malessere e stanchezza diffusa che si mantiene anche nei periodi di riposo. Inoltre, in tale situazione, studi dimostrano la maggior incidenza di incidenti e di infortuni.

In alcuni casi compare ipereccitabilità, agitazione e diminuita capacità di performance durante esercizio fisico e ciò può riflettere un eccessivo stress psicologico/emozionale.

Inizialmente si cerca di mantenere comunque la performance aumentando lo sforzo, ma, se tale situazione non viene riconosciuta e affrontata con adeguati tempi di recupero, può condurre a una vera sindrome da sovrallenamento.

Quindi cosa fare?

È importante che l’attività fisica e sportiva a qualunque livello tenda a valorizzare la salute e il benessere psico fisico. Bello che sia occasione di performance, ma anche e tanto di motivazione, di “energia”e di divertimento. Occorre prendersi cura di sé con adeguati carichi di allenamento e rispettare i giusti tempi di recupero. Così si faccia riferimento al proprio medico curante e al medico dello sport. Utile anche consultare, inoltre,  figure professionistiche come il laureato in Scienze Motorie.

Per migliorare le capacità di adattamento dell’organismo agli stimoli indotti dall’allenamento rimane fondamentale, infine, il consiglio di seguire un corretto stile di vita. Ovvero rispettare i fisiologici e naturali ritmi sonno veglia legati ai cicli giornalieri di luce-buio, non fumare, praticare attività fisica di carico adeguato e seguire un’alimentazione equilibrata e bilanciata come ad esempio, tenendo comunque in considerazione le diverse esigenze energetico metaboliche delle specifiche discipline sportive, la Dieta Zona, che garantisce l’equilibrio dei macronutrienti. Quest’ultima può modulare l’equilibrio metabolico ormonale e avere azione antinfiammatoria: occorre scegliere e combinare cibi freschi e genuini come ad esempio frutta e verdura, fonti proteiche preferenzialmente magre come pesce, carne, legumi, uova e latticini magri, fonti di carboidrati preferenzialmente da cereali integrali e fonti di grassi come ad esempio l’olio extravergine di oliva e non far mancare omega 3  e polifenoli.

 

 

 

Photo by joel herzog on Unsplash

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